La sinfonia di Semiramide tra Pesaro e Rimini: esaltante con Mariotti, poco convincente con Gerts. L’opera giovedì su Rai5

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PESARO – Rossini è un piacere, ma se non è Rossini che piacere è?
È la domanda che ci siamo posti sabato sera, nel bel Teatro Amintore Galli di Rimini che ospitava l’ultimo concerto della Sagra Musicale Malatestiana. Sul podio Mihhail Gerts, direttore estone, a guidare l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. In programma musiche di Rossini (l’ouverture della Semiramide), Schubert (Sinfonia n.2 in si bemolle maggiore D.125)  e Brahms (Sinfonia n.1 in do maggiore Op. 68).
Un bel programma, con l’apertura dedicata a una musica che non può non essere nel cuore di chi, come il vostro cronista, adora Rossini.
Non più tardi di qualche mese fa Semiramide era stata l’opera protagonista del 40° Rossini Opera Festival. Un motivo in più per andare a Rimini con un carico di emozioni. Nel breve tragitto da Pesaro al centro romagnolo, lo stereo dell’auto riproduceva l’ouverture rossiniana nell’edizione curata da Sir Neville Marriner e dall’orchestra dell’Academy of Saint Martin in the Fields. Evvai con Rossini, ci siamo detti, accomodandoci nella fila 10 della platea, mentre il giovane direttore estone dava il via all’ouverture…
Ma questo è Rossini? Ci siamo chiesti subito dopo, assai delusi da un avvio di una lentezza esasperante e da un finale scintillante, anzi pirotecnico, da sembrare – a nostro modestissimo parere e con il massimo rispetto – più da banda musicale.
Insomma, eravamo rimasti al Rossini magico, emozionante regalatoci da Michele Mariotti e dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, e ci ritrovavamo un Rossini poco o niernte rossiniano. Crediamo che anche Bruno Cagli, musicologo scomparso, protagonista della Rossini Renaissance, ma anche guida prestigiosa dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, avrebbe avuto da pensare. E non per demeriti dell’orchestra capitolina. E per certi aspetti neppure di Gerts, chiamato a sostituire nella tournée Gustavo Dudamel, il direttore venezuelana che – informava il comunicato di giorni prima – aveva dovuto rinunciare per motivi di salute. Tanti auguri.
La controprova erano le due eccellenti proposte seguite a Rossini. Tanto la Sinfonia n.2 in si bemolle maggiore D.125 di Franz Schubert, quanto la Sinfonia n.1 in do maggiore Op. 68 di Johannes Brahms erano succulento cibo dell’anima, con Gerts che dimostrava di essere perfettamente all’altezza degli intendimenti dei due compositori di lingua tedesca. E noi eravamo rapiti dall’imponente sinfonia di Brahms. E pure divertiti dal bis, che Gerts spiegava così: “Non abbiamo avuto tempo di preparare un omaggio a Federico Fellini (che la città di Rimini, come mostra la foto, s’accinge a celebrare in occasione del 100° anniversario della nascita; ndr). Così abbiamo pensato di proporre la Tik-Tak-Polka di Johan Strauss (figlio)”. E sono stati ancora applausi degli spettatori che avevano gremito il teatro per salutare l’edizione numero 70 della straordinaria Sagra Musicale Malatestiana.
Ma per per fortuna per noi innamorati di Rossini arriva un appuntamento che ci restituirà il piacere di ascoltare Semiramide. L’intera opera, non solo la sinfonia.

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Giovedì 19 dicembre alle 21.15 su Rai5 sarà trasmessa Semiramide, opera che ha aperto il Rossini Opera Festival 2019. Lo spettacolo, diretto da Michele Mariotti alla guida dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e del Coro del Teatro Ventidio Basso, è stato messo in scena da Graham Vick, coadiuvato dallo scenografo e costumista Stuart Nunn e dal lighting designer Giuseppe Di Iorio.

Nel cast figurava Salome Jicia nel ruolo del titolo, accanto a Varduhi Abrahamyan (Arsace), Nahuel Di Pierro (Assur), Antonino Siragusa (Idreno), Martiniana Antonie (Azema), Carlo Cigni (Oroe), Alessandro Luciano (Mitrane), Sergey Artamonov (L’ombra di Nino).

 Speriamo che Mihhail Gerts abbia la possibilità di sintonizzarsi su Rai5.

 

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