Domenica a Venezia la 32esima gara del 2019 della Vuelle: si lavora per evitare il 29esimo ko

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27 dicembre 2019

vuelle carpegna prosciuttoPESARO – La trasferta di domenica a Venezia sarà la 32esima partita ufficiale che la Victoria Libertas giocherà nell’anno solare 2019. Volete sapere quante ne ha vinte delle precedenti 31? Sarebbe meglio non dirvelo, per non scoraggiarvi del tutto, ma credo che siate già preparati al peggio: nel 2019 la Vuelle ha vinto 3 partite, in tutto. Solo tre partite, i due spareggi contro Pistoia e Torino che avevano permesso a coach Boniciolli, appena arrivato, di tirare fuori Pesaro dalla crisi, e quella con Avellino del 31 marzo, l’ultima vinta da Pesaro, prima di infilare una serie di 20 sconfitte consecutive, destinata ad aumentare, almeno nel breve termine, anche se ieri Venezia ha vinto solo a tre decimi dalla sirena contro Roma, salvata da Austin Daye, autore di 29 punti e del tap-in decisivo.

Si parlava della scossa data da Boniciolli l’anno scorso al suo arrivo, quella che non è riuscita a dare Sacco, perché quella con Milano era stata una partita giocata male dall’Armani, non bene da Pesaro, che dopo è peggiorata, anche parecchio, per arrivare alla sconfitta casalinga di ieri sera contro Cantù, l’ennesima giunta per demeriti propri, più che per meriti altrui, perché anche l’Acqua San Bernardo fa parte di una lunga di squadre decorose e niente più, che però hanno accumulato talmente tanti punti in classifica, da potersi ritenere, se non salve, comunque tranquille.

E tranquilli non lo possono essere i dirigenti della Vuelle, che si sono presentati in sala stampa al termine del match contro Cantù, confermando che resteranno al loro posto fino alla fine della stagione e che prenderanno provvedimenti contro i giocatori, non si sa quali, ma è probabile che da lunedì si andrà in ritiro a Borgo Pace. Non sappiamo bene con quante speranze di ottenere qualcosa di tangibile, perché questa squadra non è difendibile né dal punto di vista tecnico, né da quello dell’atteggiamento. Ma attenzione, nessuno ha imposto alla dirigenza di costruirla in questo modo, che a vederla su parquet sembra creata in maniera random, cliccando a caso sui tasti del pc. No, c’era un progetto dietro, quello che in agosto aveva fatto ingaggiare un coach inesperto come Perego, che si era portato dietro due giocatori che ieri non hanno messo piede in campo, e che probabilmente non rivedremo più in riva al Foglia in futuro, anche se non sappiamo se si interverrà ancora sul mercato.

Quello che sappiamo è che una squadra costruita male tecnicamente si è dimostrata completamente errata anche dal punto di vista caratteriale, perché gli unici che sembrano tenerci sono gli italiani, ma Totè, Mussini, Zanotti e Eboua, al di là di qualche buona partita, difficilmente sono in grado di fare la differenza, mentre a quelli che la dovrebbero fare, ovvero gli attuali sei stranieri, sembra non fregargliene niente di quello che accade in casa Vuelle, che sicuramente non sentono come la loro, ma che comunque gli permette di ricevere regolarmente lo stipendio ogni mese… e vi possiamo assicurare che non succede sempre dalle altre parti. Anche, e non solo per questo, è giusto che i dirigenti biancorossi prendano provvedimenti nei loro confronti, ma è giusto anche che si rammentino come siamo arrivati a questo punto e che si assumano le responsabilità di tutte e 28 le sconfitte maturate in questo 2019, che si concluderà con la visita ai campioni d’Italia, anche se l’Umana vista finora non sembra la stessa dello scorso giugno, ma temiamo che basti ed avanzi per infliggere a Pesaro la 32esima sconfitta annuale, la 15esima di questo campionato, e la quinta di coach Sacco. Il problema è che continuiamo a parlare di numeri, ma quello che rimane costante è il desolante zero abbinato alla classifica della Carpegna Prosciutto.

LA PARTITA DELLA SETTIMANA

UMANA VENEZIA (7 VINTE – 7 PERSE) – CARPEGNA PROSCIUTTO PESARO (0 VINTE – 14 PERSE)
DOMENICA 29 DICEMBRE – ORE 18.00 – Pala Talìercio di Venezia
Diretta streaming su Eurosport Player

L’AVVERSARIA DELLA SETTIMANA

Anche vincendo contro Pesaro, Venezia dovrà cercare domenica prossima a Brescia i punti necessari per assicurarsi un posto in coppa Italia, perché finora l’Umana è andata peggio del previsto e la partita di ieri contro Roma è la sintesi dei problemi che coach De Raffaele sta avendo nel gestire la stagione post scudetto. Ma non è il talento a mancare alla Reyer, dove Austin Daye rimane l’uomo di riferimento, nel bene e nel male, in un quintetto dove l’esperienza è un punto di forza, perché non è ai vari Bramos, Julian Stone, Mitchell Watt e Jeremy Chappell, che si debba insegnare come si gioca a pallacanestro.

Come tutte le big, anche Venezia ha sette stranieri sotto contratto, e a rimanere in tribuna negli ultimi tempi è toccato ad Ide Udanoh, e può contare su una panchina da grande squadra, con Valerio Mazzola a dare una bella mano sotto canestro, insieme allo sloveno Vidmar, e guardie come Ariel Filloy e Andrea De Nicolao, sarebbero titolari in tante squadre di serie A, stessa sorte che attenderebbe Stefano Tonut fuori dalla laguna, per un’Umana che può sempre contare su Bruno Cerella e sta coltivando anche il talento di Davide Casarin, classe 2003, uno dei migliori prospetti della nostra pallacanestro.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Ci sarebbe piaciuto sentire coach Sacco dopo la partita contro Cantù, se non altro per sapere cosa ne pensasse della partita disputata da Troy Williams, che veniva descritto da alcuni come il nuovo Darren Daye (non scherziamo), ma che ieri sera ci è sembrato tutto fuorché convinto del suo arrivo a Pesaro, realtà completamente diversa da quella a cui fosse abituato.

E noi magari, siamo abituati a ritenere tutti quelli che hanno messo piede in Nba dei fenomeni, ma non è più così, o meglio continuano ad esserci dei campioni che possiamo ammirare solo in televisione, ma ci sono anche tanti giocatori che vivono ai margini della Nba, facendo la spola con la G-League, e Williams è proprio uno di questi esempi. Un giocatore che negli ultimi tre anni è apparso per 72 volte in Nba, ma in nessuna di queste è stato decisivo, giocando per la maggior parte nel garbage time, e la G-league, con tutto il rispetto, è il garbage time della Nba, una lega dove si difende poco e si gioca degli contro uno continui. Poi anche lì ci sono fior di giocatori, ma si rischia anche di prendere delle fregature, e Williams potrebbe essere una di queste, almeno per quello visto finora, perché si possono sbagliare i tiri, ma la qualità delle conclusioni fa tutta la differenza del mondo, e quelle prese da Williams sono state uno più forzata dell’altra, arrivate dopo palleggi in mezzi alle gambe inutili, lanciandosi verso il canestro senza un reale motivo o chiedendo falli a favore che non ti fischieranno mai. E se in attacco è andato male, in difesa forse è andato anche peggio, perdendosi regolarmente il suo avversario. Poi magari migliorerà, perché fisicamente non gli manca niente, ma non ci sembra possa essere lui il salvatore della patria, e che invece di essere arrivato con lo spirito del vincitore, si sia subito adeguato a quello da perdente, che ha caratterizzato i primi tre mesi di questa Vuelle.

Ci sarebbe piaciuto chiedere a Sacco anche il motivo dei zero minuti concessi a Zach Thomas, non perché con l’ex capitano (lo è diventato Mussini), sarebbe cambiato qualcosa, ma perché regalare un americano è un lusso che non ci possiamo permettere, considerando anche le condizioni fisiche di Clint Chapman, che non dovrebbe partecipare alla trasferta di Venezia, rimanendo a Pesaro per curarsi la caviglia.

E’ chiaro che né Thomas, né Drell rientrano nei piani di Sacco, col dubbio che i suoi piani non coincidano con quelli della dirigenza, perché il coach vorrebbe un ulteriore rinforzo, mentre in Via Bertozzini stanno valutando se sia il caso di spendere altre risorse per una squadra a zero punti, ma poi il rinforzo in che ruolo arriverebbe? C’è chi pensa che prendere un play alla Ragland, tanto per intenderci, ovvero un regista con punti nelle mani ed esperto del nostro campionato, sia più utile rispetto all’acquisto di un centro vero. Noi riteniamo invece che sia utile prendere un pivot da alternare a Totè, per una Vuelle che continua a concedere troppi minuti al generoso Zanotti e a perdere regolarmente la lotta a rimbalzo (49-33 per Cantù ieri).

Poi ci sono rimbalzi e rimbalzi, perché Pesaro cattura in gran parte quelli dove non ha una vera opposizione, mentre non prende mai quelli contestati, o quelli che diventano palloni vaganti, dove devi arrivare un secondo prima degli altri, o avere la voglia di buttarti per terra, perché per prenderli, devi avere quell’agonismo che la Vuelle non ha nel proprio dna, e che è uno dei tanti problemi che non sembrano possano essere risolti con un ritiro punitivo o con un allenamento alle 7 del mattino. Ma provarci non costa niente, anche se sembra un ultimo tentativo per negare la realtà, quella che questa squadra sia stata costruita male e gestita peggio, con pochissime possibilità di invertire la rotta.

DAGLI ALTRI PARQUET

La Virtus Bologna domina il derby delle Due Torri, e si conferma la squadra da battere di questo campionato, anche se Sassari e Milano gli renderanno la vita difficile a giugno. Ieri l’Armani ha giocato in Eurolega, perdendo a Mosca grazie anche ai 28 punti segnati da Hachett, mentre Sassari sarà impegnata stasera a Treviso nel posticipo, Brescia sale a 18 punti, grazie alla netta vittoria ottenuta ai danni di Cremona, che rimane a quota 16, insieme alla Fortitudo, venendo raggiunta anche da Brindisi, vittoriosa senza problemi su Reggio Emilia, inseguono un posto in Coppa Italia, anche Venezia, vincente solo al fotofinish su Roma, grazie ad un tap-in di Daye, e Varese, che ha rifilato 31 punti a Pistoia, mentre a Trento, la netta vittoria ottenuta su Trieste, più che ad inseguire le Final Eight, è servita per allontanarsi dalla zona pericolosa.

LA SEDICESIMA GIORNATA IN PILLOLE

La pallacanestro italiana approfitta della pausa del campionato di serie A calcistico, per tornare in diretta su Rai 2, con il big match tra Virtus Bologna e Milano in programma domenica alle ore 15.30, in una Segafredo Arena che per la seconda volta consecutiva presenterà il tutto esaurito, ma la giornata si aprirà alla ore 12, con il derby tra Cantù e Brescia. Si continuerà poi alle 17.15, con la sfida tra Varese e Trento, mentre Trieste cercherà di superare il suo momento no, affrontando una Fortitudo in cerca di riscossa dopo aver perso nettamente il derby natalizio, chi vincerà tra Reggio Emilia e Roma, rimarrà in corsa per le Final Eight, stesso obiettivo inseguito da Brindisi nel match casalingo contro Treviso, in una sedicesima giornata che si concluderà lunedì sera col posticipo tra Sassari e Cremona, ad osservare il turno di riposo sarà Pistoia.

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