Ricci alla presentazione del libro di Gerardo Greco: «Sfida sul clima si vince con visione e sviluppo sostenibile, cogliere il messaggio delle nuove generazioni»

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10 gennaio 2020

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Lella Mazzoli, Gerardo Greco e Matteo Ricci

PESARO – «Solo a Pesaro abbiamo assistito in un decennio a nevicate record, grandinate mai viste, ondate di caldo storiche, mareggiate inedite con l’acqua che è arrivata in viale Trieste. Anche chi nega i cambiamenti climatici non può non riflettere sulla radicalità di questi eventi atmosferici: sono fattori oggettivi». Lo ha detto Matteo Ricci in Comune, alla presentazione del libro «Guerra calda» (Solferino) scritto dal giornalista Gerardo Greco, nel dibattito sul riscaldamento globale con l’autore moderato dalla direttrice dell’Ifg di Urbino Lella Mazzoli. Per Ricci, «c’è un nuovo bipolarismo», che «si sta creando in Italia e in Europa attorno al tema».  Ridefinendo le famiglie politiche, «perché la questione ecologica e ambientale purtroppo non è trasversale».  Da un lato, dunque, «il fronte sovranista», sull’altro versante «un agglomerato riformista ed europeista». Scenario che «va oltre il classico schema» tra destra e sinistra: «C’è una parte negazionista sui cambiamenti climatici, fortemente minoritaria, che influenza negativamente i decisori politici. Chi non ha visione rinvia le decisioni».

due (7)Ricci «infastidito» da chi deride il movimento dei ‘Fridays for Future': «Non comprendono che le nuove generazioni hanno già fatto il salto culturale. A Pesaro ho partecipato alla prima manifestazione, mettendomi in fondo al corteo degli studenti. E ho visto grande consapevolezza: la sfida ideale è marcata, il loro grido va colto. Nei Comuni come a livello globale: la speranza viene dai giovani, che hanno già cambiato la cultura». Poi i passaggi sul «green new deal», che introducono la chiave di volta «economica e occupazionale». «A Pesaro – ha concluso il sindaco – la bicipolitana, infrastruttura del benessere, ha avuto successo perché i cittadini hanno capito che la bici era il mezzo più veloce, più comodo e meno costoso per muoversi. La sfida si vince se la classe politica e imprenditoriale comprende che su questi temi, legati alla sopravvivenza del pianeta e al futuro, si può costruire sviluppo sostenibile e lavoro. L’Europa può guidare il processo».

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