È morto il sultano di Oman, innamorato di Rossini e  del ROF

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11 gennaio 2020

PESARO – Che fosse straordinariamente ricco lo avevamo capito quando, lasciando il porto di Cagliari, avevamo visto i suoi due yacht, praticamente gemelli, ormeggiati davanti alla stazione marittima. Qabus bin Said el Said era molto ricco e molto innamorato dell’Italia. Molto ricco come tutti i sultani mediorientali seduti sul petrolio. Ma al contrario di altri colleghi era generoso e soprattutto illuminato.

Qabus bin Said el Said è morto a 79 anni.

Qabus bin Said el Said è morto a 79 anni

Salito al potere nel lontano 1970, dopo un colpo di stato che aveva deposto, senza spargimento di sangue, il padre, Qabus bin Said el Said ha dato un’impronta straordinaria allo sviluppo del paese, cambiando decisamente in meglio la vita del suo popolo, utilizzando gli enormi guadagna procurati dal petrolio per realizzare infrastrutture fino ad allora inesistenti. Si racconta che quando prese il potere, Oman (poco meno di 4 milioni di abitanti in 309.501 kmq) avesse solo tre scuole. Grazie al suo impegno le scuole si sono moltiplicate e così gli ospedali e le strade.

Uno dei gioielli fatti realizzare dal sultano è sicuramente la Royal Opera House, il Teatro dell’Opera di Muscat, la capitale. Chi ha visitato o ha lavorato nel teatro racconta meraviglie.

Qabus bin Said el Said era un grande appassionato di musica, in particolare innamorato di quelle composte da Rossini. La Repubblica racconta che nel 1995 il sultano celebrò i 25 anni al potere con un doppio concerto della BBC Philarmonic di Manchester: in programma Beethoven, Chaikovski e ovviamente il suo compositore preferito: Rossini.

Non è un caso che la Royal Opera House, che nel 2017 ha ospitato L’occasione fa il ladro e lo scorso anno La scala di seta, il 27 e 29 febbraio accoglierà due rappresentazioni de L’inganno felice negli allestimenti del Rossini Opera Festival, di cui il sultano era un grande ammiratore. Tra il ROF e la Royal Opera House prosegue un importante accordo per la messinscena integrale delle cinque farse rossiniane. Così, nel 2021 è in programma l’allestimento della nuova coproduzione de La cambiale di matrimonio e nel 2022 de Il signor Bruschino.

Il nuovo sultano è Haitham bin Tariq al-Said, cugino del defunto e già ministro della Cultura, che dovrebbe essere una garanzia per il felice proseguimento del proficuo rapporto tra Pesaro e Muscat.

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