La Vuelle si ferma per il turno di riposo. Quattro mesi di Carpegna Prosciutto nella cronistoria di Pu24. Prima Parte

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24 gennaio 2020

Coach Federico Perego presenta #PesaroVirtusBO

La Vuelle con Perego coach

PESARO – Sono passati esattamente quattro mesi dal 24 settembre, giorno in cui la Vuelle ha iniziato il suo cammino in quello che potrebbe essere il suo ultimo campionato di Serie A, senza nessuna certezza su quando ci farà ritorno, quattro mesi in cui, come sempre, è successo di tutto, fra cambi di allenatore, stranieri che vanno e che vengono, ed infortuni vari, quello che invece è arrivata una sola volta, è la vittoria, in un sabato di gennaio, all’improvviso, sul parquet della Fortitudo Bologna, dopo un girone d’andata nel quale la Carpegna Prosciutto aveva collezionato solo sconfitte, 16 per la precisione, battendo un record negativo che “resisteva” dagli anni’70.

Ma come siamo arrivati a questo punto? Passando per uno dei mercati estivi più strani degli ultimi tempi, cominciando dall’ingaggio di Federico Perego, coach completamente nuovo per il campionato italiano, proveniente da quello tedesco, dove era rimasto cinque anni come vice di Trinchieri al Bamberg, prima di prenderne il posto come head coach verso la fine del 2018, operazione rischiosa, avallata dal commercialista della Victoria Libertas, sfruttando il cosiddetto “decreto crescita”, quello che prevedeva sgravi fiscali per il rientro di lavoratori italiani dall’estero, per evitare la famigerata fuga dei cervelli, sgravi applicabili anche a lavoratori stranieri che non erano mai stati in Italia, a patto che essi rimanessero almeno due anni nel Belpaese, e forse gli ingaggi pluriennali di Thomas e Drell si spiegano soprattutto per questo motivo.

E proprio Thomas e Drell si sono rivelati i punti deboli della campagna estiva, due giocatori voluti da Perego e Cioppi, meno dal presidente Costa, che di ex giocatore, si era subito accorto che i due avevano qualche difetto evidente fin da agosto, perché è doveroso ricordarvi che Thomas è ancora, di fatto, l’ala grande titolare di questa Vuelle, dato che nessuno è arrivato al suo posto, e che l’imberbe Drell, era l’ala piccola titolare fino all’arrivo di Williams, ma non anticipiamo troppo la trama, e torniamo alla scorsa estate, quando ai primi di agosto, arriva all’improvviso la firma di Dejuan Blair, veterano Nba, che se fosse arrivato a Pesaro convinto, sarebbe diventato uno dei pivot dominanti di questo campionato, peccato che avesse omesso di avvisarci che su di lui, pendeva una squalifica per doping, che gli impediva di scendere in campo nei campionati sotto l’egida Fiba.

Una ingenuità a cui comunque ci sarebbe stato tutto il tempo di porvi rimedio, ma, non ci crederete, a tutt’oggi, ancora nessuno ha preso il posto di Blair come centro titolare della Vuelle, non chiedeteci il perché, o meglio chiedetelo a chi in Via Bertozzini ha pensato che Chapman fosse un centro, ma basta spoiler, torniamo all’estate scorsa, con gli ingaggi di Barford, classica combo guard in stile Cioppi, di Pusica, playmaker serbo, scelto sempre col benestare di Perego, e il ritorno di Tau Lydeka a gettone, fino all’ingaggio del centro titolare, che come sappiamo non sarebbe mai arrivato.

Cinque stranieri su cui da subito pendevano grossi dubbi, meno sui cinque italiani, visto che di Zanotti ormai conoscevamo pregi e difetti fin dall’anno precedente. Mussini era uno dei pochi registi giovani, ma già rodato, Totè, con la penuria di lunghi che c’è in giro, era già un upgrade rispetto ad Ancellotti, e due classe 2000 come Eboua e Miaschi, nazionali di categoria, erano comunque migliori dei nostri under.

Arriva così un precampionato giocato a ranghi ridotti, con qualche infortunio di troppo, anche inusuale, come quello capitato ad Eboua, chiudendo lo sportello dell’auto, amichevoli dove già sorgono tanti dubbi sul valore complessivo della Vuelle, meno su quello individuale, perché di “brocchi” non se ne vedono, ma è l’insieme a convincere poco, con troppi giocatori undersize e fuori ruolo.

Il calendario, tra l’altro, non ci dà una mano, proponendoci subito le due bolognesi in casa, la sosta alla terza giornata e la trasferte di Sassari e Brindisi, insomma un inizio in salita, dove in caso di una sconfitta all’esordio contro la Fortitudo, ci si chiedeva già quando sarebbe arrivata la prima vittoria.

Arriviamo così al 24 settembre, l’opening game del campionato, in una Vitrifrigo Arena riempita da quasi 6000 persone, match a cui la Vuelle arriva senza gli infortunati Eboua e Pusica, contro una Fortitudo brava ad approfittare delle assenze altrui, Pesaro si aggrappa a Barford, in quella che si rivelerà la sua miglior partita in maglia biancorossa, capisce che Totè è in grado di reggere l’urto in serie A, ed intuisce che Drell e Thomas potrebbero essere i punti deboli del quintetto, i ragazzi di Perego reggono un tempo, crollano nel terzo quarto e provano una tardiva rimonta nell’ultimo, a dominare dall’altra parte il palcoscenico è il pivot Ed Daniel, il primo di una lunga lista di centri destinati a stabilire i loro record personali contro la Vuelle.

Si intuisce subito che sarà una stagione difficile e ci si avvia alla trasferta di Sassari consapevoli di essere inferiori alla Dinamo, match dove Pesaro subisce 99 punti, triste leitmotiv stagionale, e rimedia un ventello, che invece rimarrà uno dei pochi, perché la Vuelle avrà anche perso sempre, ma ha preso poche imbarcate, in Sardegna ci presentiamo ancora senza Eboua e Pusica, e a salvare l’onore biancorosso è Mussini, autore di 27 punti, prestazione che purtroppo non ripeterà in futuro.

Arriva così la pausa alla terza giornata, due settimane passate a salutare il buon Lydeka, troppo frettolosamente col senno di poi, e ad accogliere Clint Chapman, che dai filmati visionati sembra tutto meno che un pivot, ma il dinamico duo garantisce per lui, presentandolo come un giocatore di sistema, in grado di giocare sia da quattro che da cinque, staremo a vedere, anche se debuttare contro la Virtus Bologna non è proprio l’ideale, Si gioca ancora davanti a più di 5000 persone, venute a vedere un fuoriclasse come Teodosic, non ancora al top della forma, ma comunque capace di regalare momenti di grande basket, la partita è senza storia, con la Segafredo che va avanti anche di 26, mentre nella Vuelle brilla, per una notte, la stella di Drell, autore di 18 punti, in quella che rimarrà agli annali, come l’unica partita in cui Pesaro ha avuto tutti e 10 i suoi giocatori al 100% della forma fisica.

Prima della trasferta di Brindisi infatti, si fa male in allenamento Totè al pollice della mano sinistra, infortunio che si rivelerà più importante del previsto nell’economia della squadra, il match va in diretta su Raisport, e si rivela anche divertente, con le due squadre che non ci pensano nemmeno a difendere, il quintetto straniero biancorosso produce la bellezza di 94 punti, cifre a cui non ci avvicineranno mai più. Quella in terra di Puglia rimane forse una delle migliori partite giocate dalla Carpegna Prosciutto, caricando di speranza l’ambiente per quella che si spera possa essere la prima vittoria: il match casalingo contro Reggio Emilia.

Ma di questa e delle restanti 13 partite, ne parleremo domani, nella seconda parte del nostro racconto sui primi quattro mesi del campionato della Vuelle.

 

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