Quando sono i pedoni a calpestare le più elementari norme del Codice della Strada e diventano un pericolo nelle piste ciclabili

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24 gennaio 2020

PESARO – Più volte pu24.it ha stigmatizzato il comportamento di chi – automobilisti, motociclisti e ciclisti – mette a repentaglio l’incolumità dei pedoni, senza alcun dubbio la categoria meno protetta sulle strade italiane.

Le cronache sono ricche, purtroppo, di tragici eventi che hanno interessato i pedoni investiti mentre attraversavano sulle strisce pedonali.

Anche i pedoni, però, non sono esenti da colpe, soprattutto se sono ignoranti e, quindi, come da tipico stile italiano, presuntuosi e addirittura prepotenti. Insomma, niente di diverso da automobilisti, motociclisti e ciclisti.

L’Italia ha abdicato da tempo all’educazione civica. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

A tal proposito, mi viene in mente quanto imparato una sera del maggio 2016, mentre ero impegnato nel Cammino di Santiago, da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago de Compostela; il Cammino Francese.

Appena partiti dal piccolo centro ai piedi dei Pirenei, ci s’imbatte in un grande cartello ubicato ai margini della strada. Il cartello, con scritte in inglese, spagnolo, basco e francese, invita a “camminare tenendo la sinistra e in fila indiana”.

Quella sera, a cena con altri pellegrini di varie nazionalità, ho sottolineato che mancavano le scritte in italiano e in tedesco. Strano, ho spiegato, visto che, come partecipazione, gli italiani sono secondi solo agli spagnoli e seguiti subito dai tedeschi.

Un mio commensale, inglese con grande passione per l’Italia, ha sorriso… “Luciano, i tedeschi non hanno bisogno che gli si ricordi una norma di comportamento; loro hanno nel sangue e nel cervello il rispetto delle regole. Per quanto riguarda voi italiani, beh, è altrettanto inutile, tanto ve ne fregate delle regole. Stupisce che un paese così bello come il vostro viva disprezzando le più elementari norme di convivenza civile”.

Qualche giorno fa, Sky ha trasmesso un’intervista ad Aaron Ramsey, giocatore gallese della Juventus. Ramsey ha raccontato che l’ambientamento a Torino non è stato facile, ma solo per il traffico, sorpreso dal mancato rispetto delle norme del Codice della Strada: “Guido solo pensando a evitare un incidente”, ha confidato il centrocampista gallese, giustamente preoccupato.

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Stamattina, nella consueta camminata quotidiana, ho puntato verso Fano, malgrado l’asfalto della ciclabile da Fosso Sejore alla città della Fortuna non sia il massimo per i piedi. Ed è camminando sull’asfalto che mi sono imbattuto nel tipico italiano ignorante e così presuntuoso da essere quasi prepotente.

Io camminavo a sinistra, lui a destra e siamo finiti faccia a faccia. Capita spesso, e dallo sguardo di chi incroci percepisci che ce l’hanno con te perché procedi contromano. Abitualmente sto zitto, non voglio fare il grillo parlante. Ma se, come accaduto stamattina, mi sento dire “Lei deve andare a destra!”, non posso tacere.

Ah, sì, e perché?”, azzardo.

”L’ha stabilito anche un tribunale!”, ha risposto lo sconosciuto, più o meno della mia età.

Quale tribunale, il suo?, ho replicato, consapevole della balla spaziale.

”Ma non lo sa che in Italia si va a destra, mica siamo in Inghilterra? Guardi la statale: dove viaggiano le automobili, a destra o a sinistra”, ha provato a mortificarmi lui.

Purtroppo è vero, non siamo in Inghilterra, ho ribattuto. Mica per la guida, ma perché oltre Manica studiano educazione civica e non si permetterebbero mai di contestare chi rispetta le regole. Semmai da loro accade il contrario.

Mi sono permesso di invitare lo sconosciuto a studiare il Codice della Strada, magari nella pagina web dedicata all’articolo 190…

Non solo a beneficio dello sconosciuto, ma anche dei tanti pedoni che camminano a destra e guardano male chi procede sul lato opposto, mi permetto di pubblicare l’articolo:

Nuovo codice della strada”, decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni. 

TITOLO V – NORME DI COMPORTAMENTO

Art. 190. Comportamento dei pedoni. 

1. I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l’obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione. Da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, è fatto obbligo di marciare su unica fila.

2. I pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei sovrapassaggi. Quando questi non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.

3. È vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; è inoltre vietato attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali, qualora esistano, anche se sono a distanza superiore a quella indicata nel comma 2.

4. È vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata, salvo i casi di necessità; è, altresì, vietato, sostando in gruppo sui marciapiedi, sulle banchine o presso gli attraversamenti pedonali, causare intralcio al transito normale degli altri pedoni.

5. I pedoni che si accingono ad attraversare la carreggiata in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti.

6. È vietato ai pedoni effettuare l’attraversamento stradale passando anteriormente agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle fermate.

7. Le macchine per uso di bambini o di persone invalide, anche se asservite da motore, con le limitazioni di cui all’articolo 46, possono circolare sulle parti della strada riservate ai pedoni, secondo le modalità stabilite dagli enti proprietari delle strade ai sensi degli articoli 6 e 7. (1)

8. La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade.

10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 99.

  1. Comma modificato dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord

Non solo perché l’impone una norma del Codice della Strada: andare contromano, quando manca il marciapiede, è la più elementare norma di sicurezza per il pedone, che solo così vede arrivare i veicoli (le biciclette sulla pista ciclabile) e può fare in tempo a scansarsi in caso di pericolo. Quando si è sulla ciclabile, il pericolo è rappresentato dai ciclisti che sbandano. Accade soprattutto se stanno telefonando. Ed è la normalità, purtroppo, nel tempo di telefoni intelligenti per persone deficienti.

Allo stesso tempo, come sottolineato dall’articolo 190, i pedoni non devono invadere le piste ciclabili, passeggiare nello spazio riservato a chi pedala. Purtroppo, molti pedoni non lo sanno, o, peggio ancora, fanno finta di non saperlo. Ma se provocano un incidente scoprono a caro prezzo, se non sono assicurati, cosa significa trasgredire le norme del Codice della Strada.

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