La Vuelle si ferma per il turno di riposo. Quattro mesi di Carpegna Prosciutto nella cronistoria di Pu24. Seconda Parte

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25 gennaio 2020

PESARO – Seconda parte (clicca qui per rileggere la prima parte) del nostro racconto su quello che è successo in casa Vuelle nei primi quattro mesi di campionato, 120 giorni vissuti neanche troppo pericolosamente, quasi con uno spirito di rassegnazione, verso quella che sembra un’inevitabile retrocessione.

Eravamo rimasti alla sconfitta di Brindisi, al termine di un match giocato anche bene dalla Carpegna Prosciutto, attesa alla sesta giornata da una partita chiave della stagione – ma lo abbiamo ripetuto troppe volte – quella che a quel punto, avrebbe dovuto sbloccare lo zero in classifica, invece Reggio Emilia passa alla Vitrifrigo Arena per 90 a 65, con la Vuelle che crolla nell’ultimo quarto ed esce tra i primi fischi del suo pubblico, che comincia ad intuire che non sarà facile risalire la china ed inizia a chiedere qualche cambiamento del roster, che naturalmente non arriverà a breve, si va allora a Treviso, ancora con qualche speranza di poter muovere la classifica, ma Pesaro gioca la solita partita a corrente alternata, dove spiccano i 30 punti di Chapman e i 20 di Barford, ma non bastano per espugnare il Palaverde, e a quel punto la Carpegna Prosciutto si trova da sola all’ultimo posto, posizione che purtroppo non abbandonerà più.

Coach Giancarlo Sacco presenta #VaresePesaroSiamo arrivati così al momento chiave della stagione, la partita che praticamente l’ha fatta girare in maniera negativa, non tanto per la sconfitta, ma per la modalità in cui è arrivata, contro Trento infatti, Pesaro gioca una partita pazza, andando sotto di 20 nel primo tempo, con la capacità però di rimontare e ribaltare la situazione, arrivando sul più cinque a 40 secondi dalla sirena, qui Perego dimostra però tutta la sua inadeguatezza, gestendo orrendamente il finale, dimenticando di dire ai suoi di commettere fallo, la partita così va al supplementare, con Trento che passeggia sui resti di una Vuelle distrutta psicologicamente, che non sarà più in grado di rialzarsi per lungo tempo, portandosi dietro le scorie della vera partita “sliding doors” della stagione.

Ancora davanti alle telecamere della Rai, la domenica successiva si scende a Roma, nel match caratterizzato dall’infortunio alla caviglia subito da Chapman, guaio che si porta ancora dietro, nonostante una diagnosi che non sembrava catastrofica sul momento, la partita scorre in equilibrio, con un buon Barford ed un Eboua che comincia da qui il suo vero campionato, dopo aver smaltito finalmente i postumi dell’infortunio estivo, ma arriva ugualmente la sconfitta numero otto, che diventano nove dopo la trasferta successiva, sul parquet di una Brescia troppo forte per Pesaro, che le rifila 27 punti, segnandone 101, anche se è giusto ricordare che la Vuelle si era presentata in Lombardia senza Chapman, Totè e Mussini, ma non sono queste le partite da vincere, come si dice in questi casi.

Si potrebbe provare a farlo contro Cremona, ma qui la Vuelle tocca forse il suo punto più basso, segnando solo 63 punti, contro una Vanoli che fa appena il compitino per aggiudicarsi i due punti, tanto che nel dopo gara, coach Sacchetti, dall’alto della sua esperienza, afferma che di buono dalla partita dei suoi, prende solo i due punti, tutto il resto è da buttare via, e a questo punto, anche in Via Bertozzini capiscono che bisogna fare qualcosa per evitare il baratro, prendendo la decisione di esonerare coach Perego e di nominare Giancarlo Sacco capo allenatore, anche se magari sarebbe stato più urgente intervenire sul roster, cosa che chiede anche Sacco prima di firmare il contratto, l’esordio non è dei più semplici, visto che alla Vitrifrigo Arena si presenta la corazzata Milano, che però tanta corazzata non sembra, e per vincere, deve attaccarsi alla classe di Rodriguez, contro una Vuelle che sembra rinfrancata dal cambio d’allenatore.

Sacco detta già la sua legge, relegando Thomas e Drell al ruolo di semplici comparse, e “costringendo” la società a prendere il primo rinforzo, mentre per il secondo stiamo ancora aspettando, arriva così la firma di Troy Williams, ala con trascorsi Nba, ma tutta da verificare in Europa, ma a Varese ancora non c’è, ed arriva così la dodicesima sconfitta, con 103 punti subiti e con la buona difesa vista contro l’Armani, che sembra già un lontano ricordo.

Williams debutta così a Pistoia, in un match che sa tanto di ultima spiaggia, ma la Vuelle si arena, stabilendo il suo record negativo di sconfitte consecutive, 13, destinato ad aumentare fino a 16, in una partita dove Williams non sfigura e dove Pusica comincia a far vedere che non è un totale bluff, ma non bastano per evitare di subire 101 punti, contro una Pistoia non irresistibile, ma che appare comunque più squadra rispetto a Pesaro.

Arriviamo così a Santo Stefano, con Chapman costretto a rientrare per mancanza di alternative, ma la sua caviglia non è ancora guarita, e giocarci sopra peggiora solo la situazione, anche perché di vincere la Vuelle non ci pensa nemmeno, l’avversaria è Cantù, solo l’ultima, di una lunga lista di squadre abili a sfruttare semplicemente la pochezza tecnica della Carpegna Prosciutto per portarsi a casa i due punti, alla lista si aggiunge anche Venezia, in un match dove la Vuelle comunque non sfigura, con il trio Williams-Barford-Pusica che segna 69 punti complessivi, ma non bastano per vincere sul campo dei campioni d’Italia.

Le cose non cambiano neanche nel 2020, dopo aver chiuso il 2019 con sole tre vittorie complessive, che al solo ripensarci, ti dai del patacca da solo, per aver passato tutte quelle domeniche a farti venire il sangue amaro, ma sapete com’è la passione, ti fa fare cose che ad altri sembrano una cavolata, e presentarsi in 4000 ogni volta, per vedere perdere la tua squadra del cuore, non deve sembrare una cosa intelligente da fuori, ma se fossimo furbi, l’avremmo data su da un pezzo, invece ancora ci presentiamo in 4085 contro Trieste, l’ultima occasione per sperare nell’impossibile, ma le buone prestazioni di Barford ed Eboua non bastano, e chiudiamo il girone d’andata desolatamente a zero punti.

A questo punto, anche il più ottimista dei tifosi, ha capito che non c’è né, e si prepara a vivere il girone di ritorno con la consapevolezza che il dado ormai è tratto, e che non ci rimane altro che toglierci qualche soddisfazione, e la prima arriva a Bologna, contro una rivale storica come la Fortitudo, con la Vuelle che, per coerenza con i precedenti, cerca di complicarsi la vita nel finale, dopo essere stata sempre in vantaggio, riuscendo comunque nell’impresa di conquistare la sua prima vittoria, togliendosi finalmente di torno quel desolante zero in classifica, non per sperare ancora nella salvezza, perché la domenica successiva una bella Sassari, ti riporta subito con i pedi per terra, ma per onorare al meglio la costanza dei suoi abbonati.

Cosa ci aspetta adesso? Non pretendiamo troppo, ma vincere altre 4-5 partite non farebbe schifo, non perché basterebbero per arrivare terzultimi, ma perché finire il campionato onorevolmente ci sembra doveroso, così come sarebbe bello programmare già il futuro, senza tergiversare, con gli attuali dirigenti che dovrebbero subito rassegnare le dimissioni, garantendo l’ordinaria gestione fino a maggio, per poi farsi da parte, e lasciare il posto a chi avesse l’intenzione di acquistare la Victoria Libertas in serie A2, se nessuno si farà avanti, nonostante i conti in ordine, vorrà dire che il giocattolino basket dalle nostre parti non funziona più, ma dopo otto anni passati nel grigiore, uno squarcio di sereno potrebbe sorvolare finalmente il cielo di Pesaro, anche perché continuare in mezzo alla nebbia, non avrebbe più molto senso.     .

 

 

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