La tragica morte di Kobe Bryant e della figlia Gianna Maria, il dolore è enorme

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26 gennaio 2020

Giochi Olimpici di Pechino 2008: Kobe con il dottor Piero Benelli

Giochi Olimpici di Pechino 2008: Kobe con il dottor Piero Benelli

Il telefono che squilla alle ore 20,52 mentre guardo Fortitudo Bologna-Varese. “Papà, è morto Kobe”. È mia figlia Alessia che mi dà la notizia che giunge da Calabasas, California. Un elicottero con a bordo Kobe è caduto in un campo. Con lui altre quattro persone

Lo choc è lo stesso di quando, la mattina dell’8 giugno 1993, Elio Giuliani mi svegliò per informarmi della morte di Dražen Petrović, che perse la vita in un incidente stradale in Germania. Piansi per il dolore. Adoravo Dražen, ero amico di suo fratello Aleksandar che aveva giocato a Pesaro.

Il dolore è devastante anche oggi. Kobe rappresentava il meglio dello sport che amo, il basket!

Kobe era figlio di Joe “Jellybean” Bryant, strepitoso giocatore americano che ha avuto una bella carriera italiana: 1984/86 Sebastiani Rieti; 1986/87 Viola Reggio Calabria; 1987/89 Olimpia Pistoia; 1989/91 Pallacanestro Reggiana. Nella stagione calabrese, era stato allenato da Santi Puglisi, poi general manager della Scavolini Basket.

Kobe era nato a Philadelphia il 23 agosto 1978 ed era venuto da piccolo in Italia, studiando qui e imparando l’italiano. Addirittura – raccontava lui – quando, tornato negli States, era a cena con le sorelle e non volevano che altri ascoltassero la loro conversazione, parlavano in italiano.

E fu proprio Puglisi, anni dopo, a farci conoscere il giovanissimo Kobe che, durante l’intervallo delle partite interne della Pallacanestro Reggiana, s’impadroniva della palla e la mollava solo quando incominciava il secondo tempo. Aveva 12-13 anni, ma già allora aveva una classe immensa. Non fu difficile preventivare una straordinaria carriera. Così è stato. Ma oggi non vogliamo ricordare i suoi successi, le vittorie dei Lakers, i suoi record. Oggi ci preme solo piangere un campione che ci ha regalato il piacere di amare il basket, un ragazzo innamorato dell’Italia, ma anche del calcio italiano (era tifoso del Milan). Di recente, Kobe s’era appassionato alla pallavolo perché, come quasi tutte le figlie dei giocatori di basket, una figlia ama e pratica questo sport. Purtroppo, nel tragico incidente ha perso la vita anche Gianna Maria, 13 anni, una delle quattro figlie, quella appassionata di pallacanestro.

Ci piace ricordare che anche Pesaro e la Scavolini erano presenti nei pensieri di Kobe, come ci raccontò il 22 luglio 2012, a pochi giorni dall’inizio dei Giochi di Londra, il dottor Piero Benelli, medico sociale della Victoria Libertas Pesaro e della nazionale maschile di pallavolo.

Quattro anni fa, a Pechino, incontrai Kobe Bryant e ci mettemmo a parlare della Scavolini. Lui ricordava di quando, bambino, seguiva le sfide di suo padre a Pesaro…”,

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