Chissà che l’aria di Bologna non torni a essere salutare. Questa volta però c’è la Virtus e sarà durissima per la Vuelle

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31 gennaio 2020

PESARO – Si ritorna in campo dopo il turno di riposo, di nuovo al sabato sera, e di nuovo al PalaDozza di Bologna, a tre settimane di distanza da quella che, per ora, rimane l’unica vittoria stagionale colta dalla Vuelle, ma non fatevi illusioni, stavolta l’avversaria non è la Fortitudo, ma quella Virtus che sta dominando il campionato fin dalla prima giornata, e che intende puntare al grande slam, provando a conquistare lo scudetto, la Coppa Italia e, soprattutto. l’Eurocup, trofeo che gli aprirebbe la strada per l’Eurolega, vero obiettivo per il prossimo anno, perché patron Zanetti vuole rientrare nel basket che conta, quello dove girano i soldi veri, rispetto alle “briciole” garantite dai tornei di marca Fiba.

Non fatevi illusioni così sul risultato finale, ci sarà solo da stabilire quale sarà il divario, e se la Segafredo di accontenterà di rifilare un ventello alla Vuelle, o se terrà premuto il pedale sull’acceleratore fino al 40esimo, e allora, in quel caso, il match potrebbe finire con un divario ben più ampio, insomma “non sono queste le partite da vincere”, come si dichiarerà al termine, negli spogliatoi, affermazione che però non vorremmo sentire troppo spesso da qui a fine aprile, al massimo quando si andrà a far visita all’Armani, mentre le rimanenti 12 partite, le riteniamo comunque alla portata della Vuelle, anche dal basso del suo ultimo posto in classifica.

carpegna prosciuttoClassifica che è rimasta invariata, nelle zone basse, domenica scorsa, con Treviso, che vincendo a Pistoia, potrà contare sul 2 a 0 negli scontri diretti con i toscani, e di fatto, si è quasi tolta dai guai, cosa che farà a breve anche Trieste, che magari non andrà ai playoff, ma che vincerà parecchie partite, dopo essersi rinforzata con gli innesti di Hickman, Washington e Cervi, si prospetta così la retrocessione in coppia di Pistoia e Pesaro, come da previsioni quasi unanimi estive, ma la Vuelle ha comunque l’obbligo di provare ad avvicinarsi ai toscani il più possibile, perché finire penultimi potrebbe essere decisivo in estate, quando affioreranno tutti i problemi che si continuano a nascondere sotto la sabbia, problemi che potrebbero portare anche alla non iscrizione di una società alla prossima serie A, e in quel caso, non essendo previsti ripescaggi, si tornerebbe a 16 squadre, con Pistoia e Pesaro in serie A2, ma se dovessero essere due le società a rischio, sarebbe impensabile una serie A con 15 squadre, e allora potrebbero inventarsi una postilla del regolamento, che permetterebbe di ripescare la penultima classificata, per poter tornare a 16.

Ma ancora siamo a gennaio, e prima di far scattare il solito piano, quello di sperare nelle disgrazie altrui, è doveroso provare a vincere più partite possibili, in un campionato che, dopo averlo visionato a 360° domenica scorsa, rimane di qualità tecnica modesta, dove il divario tra la quinta e la diciassettesima non è poi così elevato, a patto che l’ultima, ovvero la Vuelle, non giochi da ultima, ma scenda sul parquet con la consapevolezza di potersela giocare alla pari, quasi con tutte.

Chi sperava arrivasse un rinforzo durante la pausa, sarà rimasto deluso, anche se il mercato della Vuelle non è chiuso, è semplicemente congelato per mancanza di fondi, tradotto in parole povere, in Via Bertozzini non vogliono spendere soldi che non ci sono in cassa, ma sono aperti ad operazioni di mercato che non comportino esborsi di denaro, si spiegano così le offerte arrivate per Chapman, Barford e Pusica, vendite che farebbero entrare soldi in cassa, tramite buyout, denaro che verrebbe poi investito in un nuovo giocatore, col piccolo problema che, per prendere un atleta decente, si dovrebbero incassare almeno cinquantamila euro (stipendio di diecimila euro lordi al mese, da moltiplicare per tre, più ventimila euro per il tesseramento), cifra che, ad esempio, il Galatasaray non ha voluto sborsare per Pusica, anche se l’offerta non era poi così distante, ma l’ordine tassativo è di non tirare fuori un euro, e non avendo campioni nel roster, non sarà semplice convincere qualcuno a scucire la cifra richiesta dai dirigenti biancorossi

Di conseguenza, si andrà avanti così, sperando che Chapman sia in grado di giocare dalla prossima settimana, e che le voci di mercato, non condizionino troppo il rendimento dei suoi compagni.

LA PARTITA DELLA SETTIMANA

SEGAFREDO VIRTUS BOLOGNA (17 VINTE – 2 PERSE) – CARPEGNA PROSCIUTTO PESARO (1 VINTA – 17 PERSE)

 

SABATO 1 FEBBRAIO – ORE 20.45 – PALADOZZA DI BOLOGNA

Diretta streaming su Eurosport player

Risultato dell’andata: Pesaro-Bologna 79-94

 

L’AVVERSARIA DELLA SETTIMANA

Come tutte le big, anche la Virtus ha otto stranieri da ruotare in campionato, per il limite di sei alla volta utilizzabili, e dopo aver debuttato mercoledì in Eurocup, Devyn Marble dovrebbe fare il suo esordio in campionato proprio contro Pesaro, a lasciargli il posto potrebbe essere uno tra Vince Hunter e Kyle Weems, scelta che coach Djordjevic farà non in base al valore dell’avversario, ma dopo aver valutato il loro stato di forma.

In teoria, contro Pesaro, potrebbe anche far riposare sua maestà Teodosic, visto che da solo, Stefan Markovic sarebbe in grado di vincere il duello contro il connazionale Pusica, in un ruolo, quello di regista, dove l’anconetano Pajola sta sfruttando al meglio tutti i minuti concessigli, in una Virtus dove Frank Gaines e David Cournooh si dividono il minutaggio nello spot di guardia, sotto canestro, Julian Gamble sfrutta a dovere gli assist dei play serbi, con Giampaolo Ricci che è diventato un uomo da quintetto e Baldi Rossi a coprirgli le spalle, in una Virtus che può contare anche sull’oriundo Marcos Delia, utilizzabile però in campionato solo da straniero, e che nel garbage time, concederà qualche minuto al talentuoso Stefan Nikolic

IL DUELLO CHIAVE

Jaylen Barford vs Frank Gaines: Non starà viaggiando alle cifre dell’anno scorso, ma in una Virtus dei tanti campioni, Gaines sa quando arriva il suo turno, aprendo le difese avversarie con le sue triple e le entrate mancine, Barford al contrario, nelle ultime uscite, è apparso sottotono e poco propenso a dare il suo 100%.

LA VENTESIMA GIORNATA IN PILLOLE

Oltre a Bologna-Pesaro, sabato sera andrà in scena anche lo spareggio per il quarto posto tra Brindisi e Milano, la domenica del basket invece inizierà alle 17, con il match tra Cantù e Venezia, mentre mezz’ora più tardi, Brescia cercherà di consolidare il suo terzo posto sbancando Trento, alle 18, Roma ha l’occasione di allontanarsi in maniera definitiva dalla zona salvezza, se dovesse superare Pistoia, stesso obiettivo di Treviso, in caso di successo contro la Fortitudo, mentre Trieste cercherà di tornare alla vittoria, ma non avrà un cliente facile in Sassari, in una ventesima giornata che si chiuderà col posticipo tra Cremona e Reggio Emilia, ad osservare il turno di riposo sarà Varese.

I PROSSIMI TURNI DELLA CARPEGNA PROSCIUTTO:

Domenica 9 febbraio – ore 12.00:

Carpegna Prosciutto Pesaro – Happy Casa Brindisi

 

Domenica 16 febbraio:

Final Eight di Coppa Italia

 

Domenica 23 febbraio:

Pausa per la Nazionale

 

Sabato 29 febbraio – ore 20.30:

Grissin Bon Reggio Emilia – Carpegna Prosciutto Pesaro

 

RICORDO DI KOBE BRYANT

Non è stata una settimana facile per gli amanti della pallacanestro, travolti dalla notizia della scomparsa di Kobe Bryant, icona del basket e dello sport mondiale, anche per la modalità in cui è arrivata, perché ogni morte è tragica, ma quando avviene improvvisa, non ti dà la possibilità di prepararti, sempre questo sia possibile.

A cinque giorni di distanza, lo sconforto lascia il posto al ricordo, quello di un giocatore semplicemente nato per giocare a basket, ma che campione, lo era diventato grazie ad uno spirito competitivo che pochi possiedono, e che fa la differenza tra chi campione lo poteva essere, ma non lo è mai diventato, perché il talento da solo non è sufficiente, ti consente solo di essere uno dei tanti, ma se vuoi diventare uno dei migliori nel tuo campo, devi perseguire l’obiettivo fin da piccolo, da quando a 12-13 anni ti trovavi in Italia insieme a tuo padre, senza essere ancora un campione, ma con tutta l’intenzione di diventarlo.

Sicuramente è anche per i suoi trascorsi in Italia, che Bryant era diventato uno dei campioni più amati dalle nostre parti, e sentirlo parlare un italiano fluente, a 20 anni di distanza, te lo rendeva più simpatico, anche se la simpatia magari non era una delle sue principali qualità, ma quando vuoi diventare il numero uno, non puoi permetterti il lusso di piacere a tutti

Chi scrive, è un tifoso dei Lakers fin da piccolo, fin dai tempi dello showtime di Magic e Kareem, e ha vissuto tutta l’epopea di Bryant, nei momenti belli, e in quelli brutti di fine carriera, la sua canotta numero otto fa bella mostra di sé nell’armadio, magari un po’ scolorita, perché era stata portata da un amico direttamente dal Nba Store di New York all’inizio degli anni Duemila, quando ancora Amazon non esisteva, ma in alcune calde serate estive, viene ancora indossata con orgoglio, e anche se la “Kobino team” non ha mai vinto un titolo, da venti anni, una squadra partecipante al fantabasket Nba, porta orgogliosamente, e indegnamente, il suo nome, e lo continuerà a fare anche in futuro.

Domenica scorsa tra l’altro, i tifosi pesaresi si stavano concedendo una domenica di relax, con la Vuelle che osservava il suo turno di riposo, seguendo distrattamente cosa stava accadendo sugli altri parquet, ma intorno alle otto di sera, il telefono ha cominciato a squillare e la bacheca facebook ha cominciato a riempirsi di messaggi, prima increduli, perché le cose brutte pensi sempre che non possano succedere alle icone, per poi lasciare il posto all’incazzatura, contro quel destino infame che ci ha privato di uno dei giocatori simbolo dello sport che amiamo, e poco importa che si fosse ritirato da qualche anno, chi è stato un campione lo rimane per sempre, e lo rimarrà a maggior ragione, dopo questa tragica fatalità.

 

 

 

 

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