Coppa Italia Zurich Connection: Venezia-Brindisi, la finale meno attesa, la più meritata

di 

16 febbraio 2020

Final 8 di coppa ItaliaLa famiglia Daye fa sempre male a Milano

Armani Exchange Milano – Umana Venezia 63-67
Milano: Cinciarini 3, Rodríguez 15, Micov 9, Scola 14, Tarczewski 9, Della Valle, Biligha 3, Moraschini ne, Nedovi ć 8, Burns ne, Brooks 1. All. Messina.
Venezia:  Casarin ne, Stone, Bramos 10, Tonut 6, Daye 13, De Nicolao 12, Filloy 3, Vidmar , Chappell 4, Mazzola 3, Cerella, Watt 16. All. De Raffaele.
Arbitri:  Sahin, Mazzoni e Giovannetti
Parziali: 22-15; 9-14; 13-25; 19-13
Cose da pazzi: partendo dall’ottavo posto al termine del girone d’andata, l’Umana Reyer, che è pur sempre la squadra campione d’Italia, elimina la prima della classe, la Segafredo, e si ripete con l’All Star lombarda, la squadra più ricca del basket italiano. Chissà che festa a Irvine, in casa Daye: la dinastia continua a fare male all’Olimpia Milano.
Austin Daye (foto tratta dal web)

Austin Daye (foto tratta dal web)

Milano, pure priva di Sykes, parte benissimo (19-7), poi s’impantana nelle proprie scelte, spesso incomprensibili, in palle perse che mandano in bestia Ettore Messina, scatenato contro Nedovi ć che getta al vento un attacco che manda in contropiede facile Chappell. Watt (8) è la punta di una squadra che ha poco, ma da tutti, mentre Milano è soprattutto la coppia Scola (10) e Rodriguez (8), mentre il protagonista della fase iniziale sembra essersi dileguato; comunque ha soli 3 minuti nel secondo quarto. Così Watt impatta a 31 e una tripla di Bramos fissa il primo vantaggio lagunare: 33-34. Watt schiaccia il 37-41 in testa ai difensori meneghini. Lo scriviamo in diretta: il  momento non passerà alla storia per il bel gioco. Una tripla di Daye, ora a quota 10, fissa il più 7 veneto: 40-47. Tonut allunga: 40-49. L’abbrivio è tutto del “Moro” di Venezia che sembra avere il vento in poppa, mentre Milano sembra impantanata nelle acque melmose dei Navigli. Una brutta palla persa da Rodríguez lancia il contropiede 1 contro zero di Tonut (41-51). Messina ferma ancora il gioco. Dalla curva milanese urlano: “Svegliaaaaa!”. L’Umana però ha esaurito il bonus (Armani 2 falli) e al 29° il secondo fallo di Watt regala due liberi a Biligha: 43-51. Daye perde una palla persa e commette fallo che potrebbe essere antisportivo. Gli arbitri vanno al video per la verifica. Viene giudicato un fallo normale di gioco. Dubbi sulla decisione. Tra l’altro Brooks sbaglia il primo tiro libero. Daye in panchina per De Nicolao che centra una gran tripla: 44-54. Durante l’ultimo intervallo omaggio a Gioachino Rossini con l’esecuzione dell’Aria di Figaro. La musica  carica Micov che porta i suoi meno 7. Immediato time-out veneto. Durante il tempo morto,  lo speaker sollecita una schiacciata – applauditissima – di Gianmarco Tamberi, il primatista di salto in alto. Venezia sembra avere perso il feeling con il canestro, Chappell con l’accortezza: commette un fallo ingenuo e regala tre liberi a Nedovi ć, che glaciale non spreca: 50-54. Ma subito dopo è stoppato da Stone che impedisce il meno 2. Il problema è che Venezia non segna più. Era a 54 dopo 30 minuti; è ferma lì dopo 5 minuti dell’ultimo parziale. Va sul ferro anche la tripla di Andrea Cinciarini. Un assist di Daye resta nelle migliori intenzioni , ma dopo 5’38’’ è Austin Daye a sbloccare la Reyer: 50-56. La zona veneta non è bucata dalla tripla lombarda, ma l’Armani conquista il rimbalzo offensivo che non frutta un canestro, ma il quarto fallo di Daye, che è pesantissimo, anche perché Tarczewski  non sbaglia. Watt è sfortunato, il suo tiro dalla breve distanza entra ed esce, non così quello di Micov: 56-58 a 2’28’’. Time-out veneto. Un assist di Daye libera la tripla di Bramos. La risposta di Rodríguez è altrettanto pesante. Sembra ancora più pesante quella di De Nicolao: 59-64. Micov – clamoroso per il serbo – spreca due liberi. Non va a buon fine un possibile assist vincente del figlio del mitico Darren. Rodríguez inventa una magia in entrata cercando anche il 5° fallo di Daye, ma a 31 secondi e 8 decimi dalla sirena finale Bramos ha tre tiri liberi. Messina gli mette pressione chiamando un time-out. Il tiratore sbaglia il primo, ma anche il secondo e il terzo, però Milano lascia il rimbalzo agli avversari che sfruttano con un assist di Chappell per Watt: 61-66. Rodríguez accorcia dalla lunetta quando mancano 11 secondi e 6 decimi alla fine. Time-out di De Raffaele. Micov manda in lunetta Daye, ma la Reyer chiede il controllo video per verificare se è un antisportivo. No, un fallo normale. 10 secondi alla fine: Daye sbaglia il primo libero, ma non il secondo. Ed è finale, con De Nicolao MVP. Chissà come l’ha presa il signor Giorgio Armani, che continua a spendere e a perdere.

Inizia con l’oh issa, ma la pesca di Brindisi fa male alla F19
Happy Casa Brindisi – Pompea Bologna 78-53
Brindisi: Brown 18, Banks 11, Martin 8, Sutton 6, Zanelli 7, Guido, Gaspardo 9, Campogrande 3, Thompson 10, Cattapan, Stone 6 Ikangi. All. Vitucci.
Bologna: Robertson 4, Aradori 4, Daniele Cinciarini 10, Mancinelli 4, Dellosto, Leunen 4, Sims 10, Fantinelli 6, Daniel 7, Stip č evi ć 4 . All. Martino.
Arbitri: Begnis, Attard e Bongiorni.
Parziali: 23-12; 22-12; 19-13; 14-161 
Cronaca di una partita mai nata, incominciata male e finita peggio per la Fortitudo e i suoi tifosi che, con la loro endemica voglia di essere contro tutto e contro tutti, insultano Pesaro, scatenando la risposta dei pesaresi presenti e quella, ancora più calorosa, dei brindisini.
Che si scatenano quando Brown (9 al primo riposo) lancia la squadra del cuore e Banks centra la prima tripla della gara che fissa il 21-8. Sono trascorsi 8 minuti. Stip č evi ć porta la F a meno 9, ma il suo canestro è oltre la sirena, quindi non valido.
Una tripla di Gaspardo per il 26-14, ma i bolognesi sono reattivi al rimbalzo offensivo, però vanno sotto 29-16. Zanelli centra la tripla che doppia gli avversari: 32-16 dopo 13 minuti. La difesa bolognese non riesce a contenere lo straripante attacco pugliese, l’attacco ha un mediocre 5/18 (0/4 da 3), mentre l’Happy Casa ha 9/18. Capitan Mancinelli prova a caricare i compagni, il suo linguaggio è recepito solo dagli italiani: gli americani in maglia Pompea sono assenti (6 punti in 4). È Sutton a fare saltare la curva con una schiacciata rovesciata: 34-18. Zanelli regala il più 17 (37-20: 16°) con una tripla che sembra annichilire le speranze fortitudine. Una magia di Banks, che recupera palla, sta per perderla, ma riesce a servire la schiacciata di Gaspardo (41-24) è seguita da un canestro di Brown (43-24). La Pompea perde la testa, sbaglia ancora e Aradori si rende protagonista di una protesta plateale che si concretizza con un fallo tecnico sfruttato da Banks: 44-24. Time-out bolognese.
La Kiss Cam pesca anche i coniugi Cinciarini, che si limitano a un grande sorriso. Si riprende a 7 secondi dalla fine e Banks trova Brown sotto canestro, fallo subito e tiri liberi: uno su due e 45-24. Al momento, non c’è partita, non è mai iniziata. E quando, dopo 23’58’’, Brindisi vola a più 33 (60-27), servirebbe la regola del baseball: partita sospesa per manifesta superiorità che ricaccia in gola quell’ironico oh issa!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>