“Kobe, ora puoi insegnare al mio papà a giocare a basket”. Il meglio e il peggio della settimana con calcio, volley, basket e Coronavirus

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24 febbraio 2020

Mister Pressing

“Kobe, ora puoi insegnare al mio papà a giocare a basket”

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Il meglio e il peggio della settimana sportiva con calcio, volley, basket e Coronavirus

Il meglio: il messaggio di Stefano, 9 anni, giocatore di minibasket dell’Aurora Desio, a Kobe Bryant: “Kobe, ora puoi insegnare al mio papà a giocare a basket“. Stefano ha disegnato Kobe che abbraccia suo papà Stefano, morto tre anni fa. La storia è stata raccontata dall’impagabile “La giornata tipo“. L’Aurora ha invitato i suoi giovanissimi cestisti a ricordare Kobe con un messaggio o un disegno. Stefano ha pensato a Kobe e al suo papà Stefano e li ha disegnati insieme. Commovente. Come s’annuncia la cerimonia di commiato, il Memorial – i funerali si sono svolti già – a Kobe, sua figlia Gianna e le altre vittime della tragedia dello scorso 26 gennaio. Si svolge oggi, lunedì 24 febbraio (quindi come i numeri di maglia di Kobe, 24, e Gianna, 2) nello Staples Center dalle ore 19 italiane, in diretta sul canale 206 di Sky, ma anche sulle pagine Facebook di Sky Sport e Sky Sport Nba.

Il peggio: l’agguato ateniese all’arbitro La Monica e ai colleghi. Venerdì sera, dopo la sconfitta casalinga con il FC Barcelona, gara di Euroleague, Rick Pitino, allenatore americano del Panathinaikos Atene, ha accusato la scarsa forma atletica dei suoi giocatori, che trascorrono l’estate nelle isole più famose anziché lavorare per diminuire la massa grassa. Due delinquenti travestiti da tifosi, o viceversa, decidete voi, hanno altre convinzioni: la colpa della sconfitta è degli arbitri. E in sella a uno scooter senza targa e con il volto travisato dal casco hanno organizzato un assalto al taxi che accompagnava i tre arbitri in albergo, rompendo il lunotto posteriore e procurando altri danni all’automobile. Luigi La Monica, il noto arbitro italiano, è stato accompagnato all’ospedale per verificare se i frammenti di vetro del lunotto l’avessero ferito. Per fortuna, solo ferite al mento e a una mano, ha raccontato La Monica una volta rientrato in Italia. L’Euroleague si è mossa velocemente con un comunicato sul “codardo, criminale attacco agli arbitri. Nel condannare atti violenti, continueremo ad applicare la nostra politica di tolleranza zero. Nel chiedere ai club e alle autorità locali la massima collaborazione, non escludiamo, nel caso che simili fatti si riproponessero in Grecia, di fare disputare le partite di Euroleague, Eurocup, ma anche dei tornei giovanili, al di fuori del Paese”. Meglio tardi che mai.

Il meglio: il basket stava meglio quando si stava peggio. Non si può non essere orgogliosi nel leggere che un grande personaggio qual è Toto Bulgheroni, al secolo Mister Lindt, sì, quello dei cioccolatini, storico proprietario del basket varesino, la pensa come noi, che in occasione delle Finali a 8 di Coppa Italia abbiamo scritto: anni fa a Bologna arrivavano i dirigenti spagnoli per studiare, ma anche copiarle, le scelte di Legabasket, allora presieduta da dirigenti illuminati quali l’avvocato Porelli, deus ex machina della Virtus, ma soprattutto attento agli interessi di tutti i club, quindi lontano anni luce dalla mentalità di chi coltiva il proprio orticello… Il quotidiano La Prealpina, sempre molto attento alla politica sportiva sia nel basket maschile che nel volley femminile, ha pubblicato un’intervista a Toto Bulgheroni, che ha risposto così alla domanda su perché ai suoi tempi la Legabasket funzionasse bene. “…di sicuro, quando in Legabasket c’erano personaggi che pensavano maggiormente al bene del movimento in generale anziché al proprio orticello si è riusciti a ottenere molte cose utili per il basket italiano“. Vedremo se da mercoledì, come anticipato dalla stessa Prealpina, con la nomina di Umberto Gandini a commissioner con pieni poteri di Legabasket le cose miglioreranno e si penserà al bene del movimento in generale anziché al proprio orticello. Ci sia consentito il beneficio del dubbio.

Il peggio: le partite sospese a giorni alterni per il Coronavirus. Pensiamo, da sempre, che sulla salute debbano parlare solo gli esperti, anche se qualcuno di questi si sente dio ed è insopportabile. Gli odiatori di professione, i leoni della tastiera, dovrebbero tacere almeno in questi casi. Nessun giudizio sulla decisione del Governo di sospendere alcune partite di calcio, basket, volley e altri sport, ma sia consentita una considerazione. Domenica, in seguito al decreto del Ministero, nella serie A di volley femminile sono state sospese e rinviate a data da destinarsi le partite in programma in Veneto, Lombardia e Piemonte. Sabato sera però si è giocata, in A1, la partita tra Monza e Casalmaggiore. Tra l’altro, la Prefettura di Cremona aveva invitato i tifosi di Casalmaggiore a non recarsi a Monza. Eppure le immagini di Rai Sport hanno documentato la presenza di quattro tifosi della Pomì. Ah, dimenticavamo: è stata rinviata la partita di calcio di serie B tra Ascoli e Cremonese, ma nello stesso campionato si è giocata la sfida tra Cittadella e Juve Stabia. Fanno i decreti, ma non i controlli, sospendono una gara nelle Marche perché arrivano tifosi da una delle zone che hanno fatto registrare diversi casi, ma si consente a quattro tifosi che arrivano dalla stessa area sotto controllo di accedere a un palasport. In un’altra regione, il Veneto, che annulla feste di Carnevale e rinvia partite di vari sport, si gioca una partita di calcio. Incomprensibile. Ma il volley, sia maschile sia femminile, si è adeguato sospendendo tutte le partite fino all’1 marzo.

Il meglio: le finali di Coppa Italia di volley maschile. Durante le finali di Coppa Italia di basket disputate nella Vitrifrigo Arena, avevamo stigmatizzato il “vuoto” attorno all’evento. Niente iniziative con i protagonisti dedicate ai tifosi arrivati dalle 8 città interessate. A conferma che parlare e commentare sui social è meglio che analizzare e, quindi, capire, qualcuno – ci è stato detto – era subito insorto: “Ma cosa scrive pu24.it, non ha visto che i parcheggi sono pieni?”. Di automobili, ovvio. Ci riferivamo a ben altro. E avevamo invitato i responsabili di Legabasket, che ha sede a Bologna, a recarsi in Spagna per vedere il contorno di Copa del Rey, che per la cronaca, con le stesse gare in programma, ha totalizzato 42.071 spettatori, 10.000 in più che le finali italiane. Grazie al volley maschile, che ha organizzato le Finali a 4 di Coppa Italia nella Unipol Arena di Casalecchio di Reno, se i dirigenti di Legabasket ci sono andati, hanno risparmiato sul costo della trasferta spagnola. Fra le diverse proposte sotto rete, la più immediata da cogliere è l’area riservata ai tifosi: intrattenimento, gadget, divertimento e Volley Shopping, con il merchandise delle squadre finaliste. Oltre alla parte relativa allo spettacolo, ben presente anche a Pesaro, grande attenzione per gli spettatori con la Kiss Cam (in azione anche nella Vitrifrigo Arena) e la Credem Cam (inquadratura per rendere protagonista chi è in tribuna). Con un intrattenitore legato da sempre al volley: Lorenzo Dallari. Un’altra novità è stato il time-out con l’occhio di bue, il fascio di luce proiettato solo sulle squadre che ricevono i consigli degli allenatori: suggestivo. Inoltre il pubblico presente ha potuto dialogare direttamente con il telefono con Andrea Zorzi, un mito della pallavolo mondiale, e Andrea Brogioni, già vice di Mauro Berruto in Nazionale, che cura la rubrica Volley Zap per la Lega Pallavolo maschile; tutto questo con l’App Telegram. Infine, applausi alla Lube Macerata, che ha vinto la Coppa dopo 5 straordinari set con la Sir Perugia. Una pubblicità fantastica per la pallavolo.

Il peggio: l’agguato dei tifosi baresi ai tifosi del Lecce. “Di idioti così ce ne sono ovunque“, ha commentato l’arbitro Luigi La Monica, vittima dell’agguato ateniese. Chiamati in causa sono entrati subito in azione tifosi del Bari (siamo passati al calcio, leader nel settore) che hanno teso un agguato ai tifosi del Lecce in viaggio per Roma, all’Olimpico. All’altezza del casello di Cerignola, meglio nota per le gustosissime olive e da ieri anche per la stupidità dei tifosi baresi, circa 150 di questi, diretti a Castellammare di Stabia, armati di mazze e spranghe perché loro in trasferta non portano mica i panini e le bibite, hanno accerchiato due minibus con a bordo i leccesi. Un pulmino è stato dato alle fiamme, l’altro danneggiato.

Il meglio: Massimo Righi, amministratore delegato della Lega Pallavolo Serie A maschile. A nostro modesto parere Massimo Righi è il migliore dirigente sportivo italiano. Lo scorso settembre, nel municipio di Budapest, è stato premiato con il World Fair Play Diploma per la creazione del cartellino verde, che esalta la sportività degli atleti. Così gli arbitri possono premiare i giocatori anziché sanzionarli. Belle idee e iniziative che fanno crescere il volley maschile. Se di una cosa bisogna dare atto alla Legabasket è di avere provato più volte a “rubare” Massimo Righi al volley. Lo scorso settembre, senza riuscire nell’intento, gli avevano proposto la presidenza. Nell’attesa, è così difficile copiare il bravissimo dirigente bolognese? Magari assistendo alle manifestazioni promosse dalla Lega Pallavolo Serie A? Quella maschile, però.

Il peggio: Lega Pallavolo Serie A Femminile: ogni anno un problema, ogni stagione il rischio di perdere una squadra in corsa. Nessun dubbio che Caserta sia stata promossa sul campo, guadagnando il diritto a disputare la serie A1, ma chi ha dato la deroga per giocare in un palasport che ha il tetto più basso degli 8 metri previsti da regolamento? Solo 23 centimetri, è vero, ma si comincia regalando i centimetri e poi sei obbligato a concedere i metri. Caserta, che aveva iniziato con una squadra, ha perso per strada 7 giocatrici (5 straniere, più Marta Bechis e l’ex pesarese e urbinate Ilaria Garzaro) e si presenta sul taraflex con sole 7 atlete. Due sono liberi, l’ex pesarese Alessia Ghilardi e Alessia Ameri; quest’ultima utilizzata come schiacciatrice. Tutto ciò accade nel campionato più bello del mondo, ma la Lega Pallavolo Serie A Femminile se ne accorge sempre dopo.

Il meglio: l’Atalanta dell’ex vissino Gian Piero Gasperini. Una premessa: di lui non ci piace la tendenza a fare il piangina. Ma in questo è in buona compagnia, perché gli allenatori e i dirigenti italiani amano lamentarsi dopo i (presunti) torti subiti, mai dei favori ricevuti. Stigmatizzato ancora una volta il deprecabile comportamento caro ai Conte, Gasperini, Simone Inzaghi, Mazzarri, Nedved e compagnia cantante, come non essere, a qualche giorno di distanza, ancora incantati dalla prestazione dell’Atalanta che l’ex vissino (a Pesaro, stagioni 1991/93, chiuse la carriera iniziata nel 1976 nella Juventus) ha plasmato a sua immagine e somiglianza. Nessun dubbio: l’Atalanta, a dispetto delle vendite annuali dei migliori talenti, è la squadra che gioca meglio, la più divertente della Serie A. Prima del sorteggio degli ottavi di finale di Champions, Paco, amico valenciano, sempre presente al Mestalla, lo stadio del Valencia, mi scrisse: “Vamos a por el Atalanta“; andiamo a prenderci l’Atalanta, come fosse l’anello più debole delle 16 squadre. Mi permisi di anticipargli: El Valencia debe tener cuidado: Atalanta es muy bueno equipo. Il Valencia deve stare attento, l’Atalanta è un’ottima squadra. Lo ha dimostrato il 4-1.

Il peggio: i tifosi della Spal. Hanno fatto un comunicato per intimare ad eventuali tifosi della Juventus, ovviamente esclusi quelli del settore ospite, specificando che la spiegazione era per i “cerebrolesi”, di non presentarsi in altri settori dello stadio ferrarese mostrando sciarpe, magliette, bandiere e comunque capi d’abbigliamento bianconeri. “Perché questa è casa nostra“, hanno precisato. E stica…, commenterebbe il commissario Schiavone. Dementi, non solo questi ferraresi in verità, che non contemplano il diritto di sostenere un’altra squadra.

Il meglio: un tweet dell’Eibar dopo la pesante sconfitta contro il Barça di Messi. 

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Crediamo sia il meglio accaduto in Europa durante il fine settimana sportivo. SD Eibar è la squadra che rappresenta l’omonimo comune basco nella provincia di Guipúzcoa, poco più di 27.000 abitanti. Per un centro così piccolo è un orgoglio competere con le grandi squadre. Sabato l’Eibar ha giocato al Camp Nou, ospite del FC Barcelona di Leo Messi, che ha segnato 4 gol. La partita è finita 5-0. Poco dopo il fischio finale, il club basco ha pubblicato un messaggio su Twitter che dovrebbe essere preso ad esempio da tutti: squadre, dirigenti, tifosi, ma anche giornalisti. “Ti abbiamo affrontato, sofferto, patito. Adesso non ci resta altro che alzarci in piedi e applaudirti: Messi, sei il migliore“. Per la cronaca, questo bellissimo esempio di sportività, ha riscosso applausi da tutto il mondo e tanto odio da una parte di Spagna. Guarda caso, Madrid. Tutto il mondo è (piccolo) paese. Sarebbe accaduto anche al contrario, se gli applausi dell’Eibar fossero andati a un giocatore del Real, non a quello del Barcelona.

 

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