Vuelle, si blocca il campionato, non di sbloccano le incertezze sul futuro

di 

25 febbraio 2020

PESARO – Si aspettava solo l’ufficialità, arrivata nel pomeriggio, ma ormai era chiaro che questo turno di campionato non si sarebbe disputato, per i noti problemi legati al coronavirus, se ne riparlerà la settimana prossima, con le autorità che dovranno decidere se andare avanti a porte chiuse, o trovare soluzioni alternative.

Insomma, non si può mai stare tranquilli, e la Vuelle, nel suo piccolo, non fa eccezione. Ci eravamo lasciati due settimane fa, in una situazione tutto sommato calma, con la retrocessione come fatto acquisito, e ci ritroveremo alle riprese delle ostilità, con due giocatori in meno a referto, e i tifosi in subbuglio, poco tranquillizzati da una conferenza stampa dove non sono emerse certezze per il futuro.

sacco carpegna prosciutto vuelleNon troveremo più né Chapman, con la sua maglia numero 13, né Barford, che ha portato la sua maglia numero zero a Roma, due stranieri in meno a disposizione di coach Sacco, forse il meno preoccupato, dato che Chapman praticamente non l’ha mai avuto sano sotto la sua gestione, e Barford era una cavallo imbizzarrito, difficile da gestire, e con la tendenza a forzare ogni tiro, e con un roster ridotto a nove giocatori, sarà più semplice lasciare spazio ai giovani, quelli da valorizzare per la dirigenza biancorossa, non si sa bene però chi gioverà della loro eventuale crescita, visto che il solo Drell è di proprietà della Vuelle, mentre i vari Mussini, Miaschi, Totè ed Eboua, difficilmente vestiranno la canotta della Vuelle la prossima stagione.

Drell, lo abbiamo visto domenica con la maglia della sua Nazionale, contro l’Italia di Sacchetti, e non sembrava nemmeno lui, perché a Pesaro quell’energia non l’abbiamo mai vista, e l’estone è uno dei tanti rebus irrisolti di questa travagliata annata, visto che lo scorso luglio, cioè al momento della firma con la Vuelle, tutti i siti specializzati, lo davano intorno alla 20esima posizione nel draft del prossimo giugno, mentre adesso è completamente sparito dai radar Nba, ma tra il 19enne che aveva catturato l’attenzione degli scout americani, e il ventenne che sta indossando la canotta della Carpegna Prosciutto a febbraio, ci dovrebbe essere una via di mezzo, perché non sarà un fuoriclasse, ma non è neanche un brocco, con mezzi fisici da basket importante, e con una manualità che i suoi coetanei nostrani non hanno, quello che gli manca è la fiducia nei propri mezzi, e qualcuno che gli insegni a piegare le ginocchia in difesa e non paleggiare a due metri da terra in attacco.

Mussini sarebbe un bel play titolare in serie A2, ma il reggiano ancora non ha mollato l’idea di poter essere protagonista anche nella massima serie, e farlo scendere di categoria non sarà semplice, Totè ormai è un pivot appetibile per tutti, e non sarà la mancata vetrina della Nazionale, alla quale ha dovuto rinunciare per una sfortunata ditata nell’occhio, a toglierlo dai radar dei grandi club, e su Eboua è ancora vivo l’interesse della Nba, ed in ogni caso, essendo sotto contratto con la Stella Azzurra Roma, le possibilità di rivederlo in riva al Foglia sono prossime allo zero, così l’unico che potrebbe rimanere il prossimo anno, dovrebbe essere Federico Miaschi, di proprietà della Reyer Venezia, che a Pesaro rimarrebbe la prossima stagione, con la formula dell’obbligo di riscatto.

Poi ci sarebbero i nostri under, quelli che in A2 ti consigliano di tenere nel roster, per usufruire di sconti sui contributi federali, anche se non esiste un vero proprio obbligo di schierarli, ma i vari Basso, Alessandrini e Calbini, sono ragazzi volenterosi o poco più, a cui anche la serie A2 potrebbe andare troppo larga per le loro attuali capacità.

Insomma, se i tagli di Barford e Chapman, sono stati fatti nell’ottica di far crescere i giovani biancorossi, si rischia un effetto boomerang, dato che anche un loro eventuale upgrade, non porterebbe nessun beneficio, se il prossimo anno non giocheranno da queste parti, tanto valeva ammettere che, non dovendo più pagare i loro stipendi, rimarranno in cassa dei soldini, perché in una stagione sportivamente deficitaria, ci rimane solo la consolazione di essere una società onesta, di non avere nessuna pendenza con il fisco, e di non incorrere in reati finanziari, per quel colore scuro, che qualche altra società potrebbe aver fatto in questi mesi, mentre dalle nostre parti è tutto immacolato, ma di questo ai tifosi interessa relativamente, gli sarebbe piaciuto invece, sforare di qualche migliaia di euro il budget, ed avere qualche punticino in più in classifica, invece siamo sempre fermi a due miseri punticini, con pochissime speranze di raddoppiare il capitale in tempi brevi.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>