Legabasket, la nomina di Umberto Gandini è un segnale di speranza

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26 febbraio 2020

Umberto Gandini

Umberto Gandini

PESARO – Tanto fu imbarazzante l’elezione ad amministratore delegato di Legabasket di Ferdinando Minucci (rileggi qui articolo del 2014 di Pu24), quanto la designazione di Umberto Gandini è un segnale di speranza. Attenzione, proto, come si scriveva una volta: speranza con la s minuscola. Altrimenti si rischia di pensare che sia un segnale mandato da Speranza, ministro della Sanità. Con i tempi che corrono…

Dunque, da Bologna, sede di Legabasket, dove si è tenuta l’assemblea di Legabasket, a  cui partecipa, ancora per poco, ahinoi, la Victoria Libertas Pesaro, è arrivata una notizia che, a prima vista, ci sembra positiva. O almeno di speranza. Tutto il contrario dell’elezione di Minucci, che definimmo “imbarazzante”. Era l’8 febbraio 2014 e fummo l’unico organo d’informazione italiano a esprimere contrarietà all’elezione del dirigente senese, alle prese con una preoccupante inchiesta giudiziaria.
Era l’8 febbraio 2014 e, purtroppo, molti colleghi giornalisti, adusi ad utilizzare la frusta con i deboli e l’ammirazione per i potenti di turno, anziché chiedersi sui perché d’un elezione “accelerata”, si lanciarono in sperticati elogi al dirigente. La sintesi fu più o meno questa: se farà in Legabasket quanto ha fatto per la Mens Sana, sarà un successo inimmaginabile.
Infatti…  un paio di mesi l’inchiesta sfociò nell’arresto del nuovo presidente di Legabasket. Che meravigliosa pubblicità per un movimento alle prese con i propri orticelli e l’aria rancida, anzi avvelenata.
Allora, solo due dirigenti (Villalta per la Virtus Bologna e Toti per la Virtus Roma, che se non ci fosse poco da ridere ci sarebbe da scrivere affetti dal Virus dell’etica) s’opposero. Oggi le cronache raccontano dell’unanimità a favore del dirigente lombardo, storico esponente del calcio italiano, prima al Milan, poi alla Roma, una vita in Fininvest. Di lui abbiamo sempre letto sia dirigente di grandi capacità organizzative e ottime conoscenze del settore televisivo, che poi è uno dei problemi del basket di vertice.
La sua elezione all’unanimità rappresenta un segnale di speranza. Sì, che un  personaggio esterno all’ambiente agli uffici della Legabasket (ma da giovane giocava a basket come tutti i varesini) rappresenti una rottura con il vivacchiare quotidiano, con la politica di difesa del proprio orticello, e l’amministratore delegato sia quello che è ilcommissioner della NBA, ovvero un dirigente al servizio degli interessi di tutte le società, della Lega nella sua interezza, non oggi di una e domani dell’altra.
Buon lavoro, dottor Gandini, con l’augurio che il suo impegno riesca a cambiare il futuro della pallacanestro italiana ai massimi livelli.

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