Spaccio di droga, arrestato un 35enne pesarese già noto alle forze dell’ordine. Finì in carcere in Marocco nel tentativo di importare grosse partite di hashish

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4 marzo 2020

poliziaPESARO – Non solo spacciatori africani al Parco Miralfiore, a Pesaro i pusher di eroina sono anche italiani. E’ il caso di un 35enne, operaio in una ditta locale, pregiudicato e già tratto in arresto per reati inerenti gli stupefacenti quando, circa quindici anni fa, cercò di importare un ingente quantitativo di hashish dal Marocco dove poi trascorse un periodo in carcere.

Nella tarda mattinata di lunedì, ritenendo che al termine dell’attività lavorativa, a mezzogiorno circa, avrebbe potuto cedere la sostanza in questione a qualche suo cliente, il personale della Squadra Mobile si appostava nei pressi della ditta. All’uscita del giovane gli operanti intervenivano e lo bloccavano.

La sua perquisizione personale portava subito al sequestro di una dose di eroina del peso di mezzo grammo circa e le perquisizioni estese alla sua abitazione permettevano di rinvenire altre otto dosi di eroina del peso totale di 4 grammi. La particolarità delle dosi stava nel loro confezionamento ossia che le stesse erano ermeticamente sigillate e del genere idoneo all’ingerimento; fatto questo che permette agli spacciatori di tenerle in bocca e di deglutirle nel corso di un eventuale controllo delle Forze di Polizia, permettendogli, quindi, di conseguire l’impunità.

Infine, nel garage, veniva rinvenuto, oltre a due bilancini e a materiale per il confezionamento delle dosi, anche un pezzo di hashish del peso di 5 grammi circa nonché due “panette” e mezza “panetta” di una non identificata sostanza gommosa, del peso complessivo di 250 grammi accuratamente confezionate con carta e pellicola trasparente. Quest’ultima sostanza risultava positiva al narcotest per la ricerca di oppiacei. Particolare curioso era che il giovane, nel confermare che la sostanza conteneva oppiacei, riferiva di averla estratta da solo, artigianalmente, mediante un procedimento di essiccazione prima ed ebollizione poi di alcune piante presenti in Italia, in alcune regioni del sud. 

A seguito di quanto sequestrato, il giovane veniva tratto in arresto e su disposizione del P.M. di turno della locale Procura della Repubblica, ristretto presso la locale Casa Circondariale. Nel mattinata di oggi il GIP del Tribunale di Pesaro convalidava l’arresto e emetteva la misura cautelare dell’obbligo di dimora con rientro serale presso la sua abitazione di residenza.

 

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