Coronavirus: La direttrice di Salute Pubblica e Ambiente dell’OMS: “Cittadini, aiutate i governi, rispettate le regole”

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9 marzo 2020

La direttrice dell'OMSVolenti o nolenti, il pensiero è sempre lì, uno stillicidio di pensieri negativi, di timori, soprattutto per i tuoi cari. Però ti capita di cercare un attimo di svago, che poi proprio svago non è, visto che volevi capire se la partita di Champions League tra FC Barcelona e Napoli, a cui pensavi d’assistere – tempo fa, non più dopo gli ultimi eventi -, si svolgerà a porte aperte o chiuse. Leggi i quotidiani catalani, sportivi e non, entri nei siti di televisioni e radio, e t’imbatti in un’intervista che ti sembra interessante. Riguarda il Coronavirus. Ti colpisce la domanda che apre la notizia: És proporcional confinar 16 milions d’italians pel coronavirus? Respon l’OMS

È proporzionato combattere il Coronavirus confinando 16 milioni di italiani? La domanda se l’è posta oggi Catalunya Radio, emittente catalana, una delle più seguite a Barcelona e nell’intera Catalunya. Anzi, con la voce di Mònica Terribas, che conduce El matí de Catalunya Rádio, l’ha posta a María Neira, direttrice del dipartimento di Salute Pubblica e Ambiente dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità.

”L’Italia, che nello stadio iniziale ha avuto problemi con il trattamento dei pazienti, fatta una valutazione sui rischi per i suoi cittadini e sul contenimento del virus, ha optato per misure che, non c’è alcun dubbio, sono senza precedenti e molto costose per la società. Noi – ha aggiunto la dottoressa Neira – ci auguriamo che le portino avanti con la massima serenità e conseguano l’effetto desiderato. L’Italia stava vivendo una situazione particolare che aveva fatto salire l’apprensione al massimo. Speriamo non siano necessari molti sacrifici”.

La giornalista ha voluto sapere se, prima d’adottare decisioni certamente dure, il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, si fosse consultato con l’OMS.

“Sì, ha consultato le nostre fonti e parlato con il comitato che coordina la Salute. Oltre a consultarci, il governo italiano ha un suo comitato scientifico che ha informato l’OMS sulle misure che pensavano di prendere dopo le valutazioni della situazione. Peraltro, neppure noi abbiamo un piano da offrire a ogni singolo paese, che è chiamato a fare le proprie analisi sui rischi per i cittadini, ma anche le valutazioni economiche. Capisco che le misure adottate in Italia siano drammatiche, senza precedenti, ma sono convinta che prima di deciderle hanno meditato tantissimo”.

Viviamo in un mondo globalizzato, l’economia è globalizzata – ha sottolineato Mònica Terribas – e le relazioni tra i paesi diversi sono continue e costanti. Si deve temere un effetto domino? Cosa deve fare la Spagna, che ha avuto già 7 morti e 600 positivi al Coronavirus, per contenere l’epidemia?

“Teniamo conto che l’evoluzione dell’epidemia deve essere valutata minuto per minuto e pertanto ciò che raccomandiamo adesso potrebbe essere superato nelle prossime ore, ma per il momento le misure adottate in Spagna – identificazione precoce della persona infettata dal virus e isolamento immediato della stessa, oltre al gran lavoro dei professionisti della sanità pubblica – stanno funzionando. Però ora il compito passa alla popolazione: non deve farsi prendere dal panico, ma essere pronta a capire, sostenere e rispettare le misure adottate dalle autorità sanitarie e dai governi per combattere il Coronavirus”.

Parole che abbiamo letto già nell’appello di pu24.it, firmato da Emanuele Lucarini: STATE A CASA!!!

Parole che sono rimbombate stasera, ascoltando Pio D’Emilia, corrispondente dal Giappone di SkyTg24, sulla situazione in Corea del Sud: “È alla disciplina e al senso di responsabilità della popolazione coreana…”. Insomma, in Corea hanno detto: “Si fa così!”. E così hanno fatto. In Italia, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha avuto bisogno di firmare un ulteriore decreto per chiedere a tutti noi comportamenti intelligenti.

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