Ciao Massimo Mainardi, memoria storica dello sport pesarese: amava tutte le discipline, ma il cuore batteva più forte per il baseball

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16 marzo 2020

PESARO – Massimo stava male da tempo (RILEGGI QUI PRECEDENTE ARTICOLO PU24). Alla fine dell’estate 2019 era stato ricoverato a lungo nel Reparto di Medicina dell’ospedale di Fano. Lui ne era consapevole. Ogni visita gli regalava un sorriso, fosse per portargli il giornale o una pasta con crema o marmellata. Però, dopo una lunga degenza, era ritornato alla “sua” Santa Colomba, dove ha trascorso gli ultimi anni. Facendogli visita, avevamo notato la presenza di un altro personaggio dello sport pesarese: Giuliano Tamburini.

Se ne sono andati uno dopo l’altro, prima Giuliano, poi Massimo che aveva festeggiato i 78 anni lo scorso 21 gennaio.

“Ho la stessa età di Valter ci dividono solo due settimane…” soleva ripetere Massimo parlando di Valter Scavolini, per anni suo datore di lavoro.

Massimo era la memoria storica dello sport pesarese. Una memoria che non lo tradiva mai, parlasse di calcio, della Vis di Long John Giommi e della Fiorentina, la squadra del cuore di cui cantava sempre l’inno e ripeteva le formazioni degli anni migliori, o raccontasse le imprese della Victoria Libertas Scavolini Basket e dell’altra Scavolini, quella legata alla Robursport, squadra di pallavolo femminile che ha regalato tre scudetti consecutivi.

Però, nessuno s’offenda, lo sport che più amava era il baseball. Ricordava quando, giovanissimo, nella sua Firenze, andava a vedere il “batti e corri”. Ritrovarlo a Pesaro, dove s’era trasferito con l’adorata mamma, fu una gioia immensa. Massimo era parte della famiglia del baseball, della storia del Baseball Club Pesaro incominciata nel 1968.

Dodici anni dopo, il debutto nella massima serie, la serie Nazionale. Stereo Pesaro 103, allora “la radio di Pesaro”, trasmetteva con la mia voce le dirette, parziali in verità, collegandosi con il diamante di Via Marsiglia un’ora dopo il primo lancio. La mia prima trasferta al seguito della squadra allenata dall’italoamericano Marshall Canosa fu a Grosseto; mio compagno di camera Massimo Mainardi. Due giorni a parlare di sport, di tutti gli sport, ma con il baseball in primo piano. Si giocavano due partite, una il venerdì sera, una il sabato sera. Ribaltando il pronostico, il BC Pesaro ne vinse una, grazie a un fuoricampo di Alfredo Marfoglia. Il viaggio di ritorno, su un pullman dell’Amanup abitualmente utilizzato per la linea Pesaro-Mombaroccio, fu una festa. Quarant’anni fa.

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Da allora, quante trasferte insieme, per il baseball e per il basket; quante serate terminate in pizzeria; quante discussioni, anche animate, se si finiva a parlare di politica, io di sinistra, lui democristiano, meglio dire cattolico, di destra.

Quanti ricordi, quante risate nelle trasferte in pullman organizzate da Renato Tonucci, il “baffo”. Massimo era sempre presente. L’unico problema era togliergli il microfono quando incominciava a parlare della Fiorentina; sia lui che Renato erano tifosissimi viola. E mandavano su tutte le furie Maria Scavolini, che aveva anche il sangue bianconero.

Massimo è stato collaboratore del Corriere Adriatico e corrispondente de La Gazzetta dello Sport, legatissimo all’allora capopagina del basket, Enrico Campana. Un altro suo storico amico è Petar Skansi, ex giocatore e coach della Vuelle, che l’ha spesso invitato a Spalato.

Conosceva tutti e sapeva tutto e tanti, in questi anni, sono andati a trovarlo a Santa Colomba, nella casa di riposo. Il suo ultimo compleanno lo ha festeggiato in compagnia degli amici del baseball, con i componenti della squadra del 1968.

“Gli abbiamo fatto visita anche a Carnevale, prima che Santa Colomba venisse chiusa agli estranei – racconta Dodo Furiassi, che gli era molto amico –. Sono stati momenti che gli hanno regalato un po’ di gioia”. L’ultima della sua vita.

Nella chat della squadra del 1968, i messaggi in ricordo di un amico. Ve ne proponiamo alcuni.

Adriano Biagini: “Da giovanissimo, eri per me un punto di riferimento, come tutti gli altri dirigenti. Ma tu eri diverso: allegro, spensierato, avevi sempre una parola per tutti. Ti ho voluto bene, riposa in pace”.

Maurizio Boschi:Ci ha lasciato Massimo Mainardi che tanti anni fa ha accompagnato la nostra gioventù”.

Dodo Furiassi: “Ciao Massimo, sei sempre stato con noi e rimarrai sempre con noi”.

Alfredo Marfoglia: “Ciao Massimo, quanto entusiasmo ci trasmettevi in panchina… Una valida, un fuoricampo, un doppio gioco… Impossibile dimenticarti”.

Purtroppo, non ci sarà un funerale e neppure chi gli voleva bene potrà salutarlo ancora una volta.

Consentiteci di abbracciarlo anche a nome dei tanti che gli hanno voluto bene.

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