Personale sanitario, Biancani: «La Regione chiederà una norma nazionale che tuteli la loro operatività in situazioni straordinarie»

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21 aprile 2020

Andrea Biancani

Andrea Biancani

ANCONA – Via libera del Consiglio regionale alla mozione che chiede una legge nazionale per il personale sanitario. La proposta, primo firmatario Gianluca Busilacchi (Art.1), ha ottenuto l’unanimità ed è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Andrea Biancani (Pd). «La nostra vicinanza – premette Biancani – va prima di tutto ai familiari delle vittime di questa epidemia. Sono stati e sono ancora giorni difficili, in cui siamo stati tutti messi alla prova, confrontandoci con una condizione eccezionale. In prima linea ci sono tutti gli operatori del Sistema sanitario regionale, verso i quali esprimo la massima solidarietà e gratitudine. Ed è proprio per tutelare la loro professionalità e dedizione – continua – che abbiamo proposto e approvato questa mozione. Purtroppo sono stati segnalati tentativi di ricorsi legali in seguito ai decessi, ma non siamo in un regime ordinario, viviamo una fase di straordinaria emergenza in cui medici e infermieri vanno difesi. In queste settimane sono stati sottoposti a un enorme stress, hanno messo a rischio la propria salute, molti di loro si sono ammalati e purtroppo alcuni non ce l’hanno fatta. Per questo la Regione chiederà al Governo di provvedere con una legge affinché non ci siano iniziative tendenti ad approfittare della situazione di emergenza per battaglie legali, esclusi, chiaramente, i casi di intenzionalità e colpa grave, legati a violazioni macroscopiche e ingiustificate». Il documento conferma che nelle scorse settimane sono stati segnalati comportamenti per alimentare ricorsi e campagne pubblicitarie per indurre i cittadini a presentare azioni di risarcimento, dai quali gli Ordini professionali hanno tempestivamente preso le distanze, richiamando la deontologia. «Mi preme infine aggiungere – conclude Biancani – che sarebbe necessaria una normativa generale che difenda tutti coloro che sono costretti nelle fasi di emergenza ad intervenire e a prendere decisioni in tempi rapidissimi. Una condizione che si verifica non solo nelle crisi sanitarie, ma, purtroppo nel nostro Paese anche nella gestione delle fasi di emergenza durante le calamità naturali, come il terremoto e il dissesto idrogeologico. Gli operatori sono spesso chiamati in causa e costretti ad affrontare lunghi processi per aver assunto responsabilità».

 

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