Un libro al giorno: I promessi sposi

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1 maggio 2020

I promessi sposi

I promessi sposi

PESARO – Non solo perché viviamo al tempo della “peste” di manzoniana memoria e perché ci avviciniamo alla conclusione della rubrica Un libro al giorno, che da lunedì 4 maggio proseguirà con Un libro alla settimana. Quindi non potevamo ignorare quello che è considerato uno dei libri più belli, più “ricchi” della letteratura italiana: I promessi sposi di Alessandro Manzoni. Egoisticamente perché a mio modesto parere è il libro più bello di tutti.

Eppure l’ho odiato, credo come il 99 per cento degli studenti. Colpa della scuola che ce lo imponeva con lettura parziale, quasi da imparare a memoria.
Una “lettura” sbagliata, che nel 2017 ha portato numerosi docenti (Giunta e Gardini) e scrittori (Camilleri, Terranova, Trevi) a sostenere l’abolizione dell’obbligatorietà di leggere I promessi sposi a scuola. Un’idea, lanciata dal settimanale Pagina99, che riscosse il sostegno di docenti e studenti, ma anche la contrarietà d’altri, concordi con la sublime lezione di Italo Calvino “Perché leggere i classici”. E – ricordava un contrario all’abolizione – piaccia on non piaccia, il capolavoro di Manzoni è un classico.
In verità m’accorsi solo terminata la scuola superiore che I promessi sposi erano un capolavoro. Prima mi piacevano ma non mi emozionavano, li studiavo ma senza l’entusiasmo che provai quando, a letto con l’influenza, li lessi tutti d’un fiato. M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-I.
Sì, me lo dissi e me lo ripetei. E m’accusai di essere stato insensibile al racconto di Alessandro Manzoni. Come quasi tutti gli studenti, tanto che una studentessa diventata insegnante raccontò la sua esperienza:
Manzoni, mi ha sempre annoiato da studentessa e non, e nella mia esperienza da insegnante ho sempre riscontrato che annoia anche gli studenti odierni. L’unica opera manzoniana a mio parere geniale e passionale è il “Cinque maggio”, ma resta comunque difficile da comprendere per gli studenti delle medie o dei primi anni delle superiori. Comunque, il programma di letteratura andrebbe davvero “svecchiato”, basta con questo obbligo di leggere “I promessi sposi”! Con ciò non voglio dire che andrebbero lette solo cose contemporanee: la Divina commedia e l’Odissea sono invece classici, must, che quasi mai annoiano gli studenti, che anzi trovano in essi spunti e collegamenti di vario tipo“.
Qualcuno insorse: 
“Sì, mi raccomando. Facciamo leggere loro Volo, Moccia e Gramellini, così usciranno dalla scuola ancora più rincoglioniti degli adolescenti di oggi (che già non valgono nulla)”.
Mi permetto di invitare tutti, anche coloro che come me, dai banchi di scuola, odiarono Manzoni, di provare a leggere I promessi sposi gettando alle spalle la prevenzione. Se continuerete a non digerirli, pazienza, ma resto convinto che un approccio laico aiuterà a scoprire un capolavoro. E “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un  tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancora più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e nuovi seni”, da brutto anatroccolo si trasformerà in bel cigno. Dimenticherete così che vi eravate impappinati, come accadeva a me, magari guardando i seni della professoressa, non quelli del lago, raccontati da Manzoni. E vi accorgerete che leggendo queste righe senza doverle recitare a memoria il fiato non vi mancherà. E anzi avrete voglia di andare avanti, alla ricerca dei personaggi: Renzo e Lucia, don Abbondio e l’Innominato, Don Rodrigo e conte Attilio, Federico Borromeo e la monaca di Monza, Agnese e i Bravi, la Perpetua e fra Cristoforo, protagonisti di un sublime romanzo storico pubblicato, nella prima versione, quasi duecento anni fa: il 1827. Un classico, un meraviglioso classico.
I promessi sposi, di Alessandro Manzoni (nella foto l’edizione Rizzoli BUR – Classici moderni)

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