L’appello ai cittadini e ai politici del primario di Rianimazione di Rimini: “Restate a casa ancora per 15 giorni”

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3 maggio 2020

Ospedale di RiminiRIMINI – Il dottor Giuseppe Nardi, direttore dell’Unità operativa di anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Rimini. Sabato, ha diffuso un video-appello dal sito web del Comune romagnolo:
“Fortunatamente, rispetto alla fine di marzo, la situazione è migliorata, ma nonostante questo è ancora drammatica e sicuramente siamo ancora lontani dall’avere domato questo mostro. Al momento nella Rianimazione di Rimini ci sono ancora 20 pazienti, 18 dei quali ancora intubati e ventilati. Il dato è importante: normalmente la Rianimazione di Rimini ha 15 posti letto. Ciò significa che solo con i pazienti Covid stiamo occupando più posti letto di quelli previsti per i ricoveri normali.  L’altro giorno sono stati diffusi i dati di New York, dove è morto l’88 per 100 dei ricoverati in Rianimazione. Per fortuna, i nostri dati non sono arrivati a questa drammaticità, la mortalità è largamente inferiore, ma siamo di fronte a una malattia terribile, che non avevo visto mai in 40 anni che faccio questo lavoro. La popolazione deve sapere che stiamo ancora cercando di domare il mostro e che se questo ci sfugge di mano sarà una strage. È per questo che è importante mantenere tutte le misure che sono state prese e sapere che queste misure sono state le uniche rivelatesi efficaci per ridurre i contagi e di conseguenza limitare la mortalità. Nell’Ospedale di Rimini abbiamo avuto oltre 100 morti da Covid-19 e siamo stati fra i più fortunati d’Italia, rispetto al numero degli ammessi. In altri ospedali è stata una strage. Ricordiamoci che, a oggi, nel mondo siamo a oltre 240.000 morti. Un numero spaventoso. In questo momento, prendere le decisioni sbagliate sarebbe la peggiore delle cose. A nome di tutti gli infermieri e dei medici che hanno partecipato e partecipano a questa battaglia, voglio fare un appello alla popolazione e ai politici. Ci avete chiamati angeli, eroi, ci avete applaudito. Adesso siamo noi ad avere qualcosa da chiedervi e vi preghiamo di fare quel che vi chiediamo: se volete che vi aiutiamo, dovete rendervi conto  che siamo ridotti allo stremo. Abbiamo lottato per la vostra salute, adesso siete voi che dovete aiutarci. Non dovete uscire. Dovete mantenere le disposizioni che vi sono date. In Italia sono morti oltre 150 medici e tanti sono stati i decessi fra il personale infermieristico. Fate un sacrificio, altrimenti queste morti saranno state vane. Rimanete a casa, non fatevi trascinare da aperture che a volte sono soprattutto pubblicitarie. Vi prego di continuare a fare i sacrifici per almeno altri 15 giorni”.

Un commento to “L’appello ai cittadini e ai politici del primario di Rianimazione di Rimini: “Restate a casa ancora per 15 giorni””

  1. Lori scrive:

    Dalle parole di questo medico traspare tutta la dedizione,la serietà e la preoccupazione che ha distinto il periodo più nero della sanità. Ma lui c era,come pure le infermiere,c erano le oss e tanti altri a condividere il dramma e l angoscia. Gli altri nelle sale riunioni a decidere,scegliere,comandare. Non sanno niente. Talmente fuori che non si ammalano neanche. Il medico , previdente chiede ancora un po’ di pazienza,come una mamma che dice stai attento al bambino caduto dalla bici. Il politico butta giù tremila parole confuse, cercando solo di salvare il prossimo voto.

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