Un libro alla settimana: Lo Stato illegale

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9 maggio 2020

PESARO – Per aprire questa nuova rubrica, andata in archivio Un libro al giorno, iniziata il 26 marzo e conclusa il 3 maggio, ho pensato a questo libro dopo avere  letto un articolo contro il ministro di Giustizia, Bonafede. 
In Italia esiste – per fortuna – la separazione dei poteri. Le sentenze dei giudici non dipendono dal ministro di Giustizia. A scarcerare i mafiosi, con scelte a dire poco incomprensibili, sono stati i tribunali di sorveglianza, chiamati a decidere sulle istanze dei detenuti, di criminali che onestamente correvano meno rischi di essere contagiati dal Coronavirus nell’isolamento carcerario, soprattutto se al 41bis, che in casa.
Detto che a non avere conoscenza delle più elementari norme di diritto sono fior di giornalisti, che se non ci sono ci fanno, il ministro Bonafede, oggi nel mirino di chi lo accusa di avere autorizzato la scarcerazione dei mafiosi – ed è falso – è lo stesso che, tempo addietro, era accusato dagli stessi giornalisti, ma anche dai politici di centrodestra di essere un manettaro, di volere tutti i corrotti in carcere.
Una domanda sorge spontanea: ma perché gli stessi giornalisti non si sono indignati con il ministro quando un giudice ha scarcerato, dopo soli 5 mesi, l’ex presidente della Lombardia, Formigoni, pure se condannato a 5 anni e 10 mesi per corruzione di 6 milioni di euro? La sua vicenda riguardava la Sanità pubblica, massacrata dalla politica e dagli affari, come dimostra la situazione che stiamo vivendo, a incominciare dalla Lombardia.
Oggi, contro Bonafede, è insorto tutto il centrodestra, guidato da Salvini, Meloni e dal ritrovato Berlusconi, che mentre molti di noi non riescono a vedere i figli o gli affetti perché non possono lasciare prima il proprio Comune, poi la regione, lui è in una villa a Nizza dove attende passi il Covid-19. E su Salvini e la Lega andate a leggere l’inchiesta sull’ex sottosegretario Siri, la famiglia Arata e Vito Nicastri, l’imprenditore legato a quello che dovrebbe essere il capo di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro, latitante da sempre.
Dunque, chi attacca Bonafede (magari sperando nell’aiutino di Renzi, che è un fenomeno, sta al governo ma anche all’opposizione) è lo stesso che, in passato, lo ha accusato di volere tutti in carcere, e non ha disdegnato di votare, in Parlamento, che Ruby era la nipote di Mubarak. E non si è dispiaciuto di utilizzare una frase dell’ex pm Di Matteo, nemico giurato del centrodestra per le sue battaglie alla mafia.
Ora, io non credo che Bonafede sia perfetto, tutt’altro come tutti o quasi gli esponenti di M5S, ma paragonandolo ai predecessori eletti dal centrodestra, a incominciare da Angelino Alfano, autore del decreto legge “svuotacarceri”, mi sembra un gigante.
È per questo che mi permetto di consigliare il libro firmato da Gian Carlo Caselli, che ha guidato la Procura della Repubblica di Palermo dopo le stragi del 1992 (quelle che costarono la vita ai magistrati Falcone e Borsellino e alle loro scorte) e Guido Lo Forte, che  con la Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha curato, tra l’altro, i processi a Giulio Andreotti e a Marcello Dell’Utri, mente dell’organizzazione di Forza Italia, “condannato per concorso estermo in associazione mafiosa”.
Vi consiglio di leggere Lo Stato illegale, mafia e politica da Portella della Ginestra a oggi.
Ad aprire il libro è la domanda: La mafia nemico invisibile?
Quasi trent’anni ci separano dalle stragi di Capaci e via D’Amelio (dove furono uccisi Falcone e Borsellino, i magistrati in prima linea contro Cosa nostra; ndr).
Il libro racconta i processi “politici” della Procura di Palermo, dalle “stranezze” nei processi agli imputati eccellenti, ai processi Andreotti, Dell’Utri e Carnevale.
Seguono La politica delle “relazioni esterne” di Cosa nostra dall’immediato dopoguerra all’omicidio Dalla Chiesa; Stato contro Mafia: azioni e reazioni; Il processo di formazione dell’identità mafiosa; L’ordinamento istituzionale di Cosa nostra; La “trattativa” (questa sì, protagonisti servitori dello Stato, con tanto di cancellazione di intercettazioni (non la trattativa tra Bonafede e i mafiosi, che si sono inventati i giornaloni su Bonafede; ndr); Gli scenari degli anni 2000; L’evoluzione della criminalità organizzata negli ultimi dieci anni.
Un libro firmato da due magistrati integerrimi.
Un paio di giorni fa, Gian Carlo Caselli si è permesso di definire Bonafede una persona perbene. Pochissimi altri, in politica, hanno goduto delle stesso privilegio.
Lo Stato illegale (GLF Editori Laterza), euro 18

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