Un libro alla settimana: Per questo mi chiamo Giovanni

di 

23 maggio 2020

GarlandoPESARO – Oggi, 23 maggio 2020, è il 28° anniversario della strage di Capaci. Sembra ieri, ma sono trascorsi ventotto anni e poco è cambiato in questo paese che pure avrebbe un disperato bisogno di legalità.
La strage di Capaci, l’assassinio di Giovanni Falcone e di sua moglie Francesca Morvillo e di Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, la scorta del magistrato che aveva inferto un duro colpo alla mafia con il maxiprocesso che, per la prima volta in duecento anni, aveva trascinato in tribunale decine di mafiosi, condannati: 19 ergastoli e oltre 2600 anni di reclusione.
In altri paesi, Falcone e i suoi colleghi sarebbero eroi. In questo nostro paese disgraziato, sciagurato, complice, omertoso, vigliacco, opportunista (se avete voglia di perdere qualche minuto, cercate la storia di Franco Cordero e l’intervista censurata), Falcone fu vittima di calunnie d’ogni specie, di delegittimazioni che favorirono il recupero della mafia. Spesso, dietro le calunnie c’erano altri magistrati.
In questo paese dove la stampa è libera di fare gli interessi dei propri editori, è spuntato da tempo un raro fiore che si coltiva ogni giorno con la voglia di etica, di rispetto della cosa pubblica, della battaglia contro chi vuole affossare il diritto di tutti per fare trionfare quello di pochi, della politica al servizio dei cittadini, e non viceversa.
Questo fiore è un giornale veramente libero, di cui magari non sempre si condividono le opinioni, sapendo però che dietro non ci sono interessi di parte.
Questo giornale è Il Fatto Quotidiano, che a pochi giorni dal 23 maggio, ha mandato in stampa un libro che consigliamo di leggere. O magari l’avete letto già, perché la pubblicazione risale al 2004 (Rizzoli). Però la coincidenza con il 23 maggio non poteva che farcelo scegliere per la nostra rubrica settimanale.
Ne è autore Luigi Garlando, un giornalista che definire sportivo è troppo riduttivo. Scrive divinamente, in punta di penna. Me ne innamorai leggendo Cielo manca, la storia di un inviato della Gazzetta dello Sport, in Sardegna per intervistare Gianfranco Zola. Per uno scambio di persona, l’inviato venne sequestrato al posto del calciatore.
Luigi Garlando è amico di Maria Falcone, sorella del magistrato. Da questa amicizia è nato il libro Per questo mi chiamo Giovanni.
Giovanni è un bambino palermitato. In occasione del decimo compleanno, il padre gli prepara un regalo speciale: una giornata insieme per spiegargli perché, di tutti i nomi possibili, per lui è stato scelto Giovanni. Tappa dopo tappa, padre e figlio esplorano Palermo,e la storia di Giovanni Falcone, rievocata nei suoi momenti chiave, s’intreccia al presente di una città che lotta per cambiare.  Giovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c’è anche a scuola, nelle piccole prepotenze dei compagni di classe, ed è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi. Anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze.
Per questo mi chiamo Giovanni (PF PaperFirst; 9,90 euro più la copia de Il Fatto Quotidiano)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>