Gioco fisico e online, la fotografia dei giocatori nella ricerca del CNR durante la pandemia

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30 giugno 2020

Gioco onlineL’Istituto di Fisiologia Clinica Pisano del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha condotto uno studio sul gioco d’azzardo in Italia nel periodo della pandemia, sotto il patrocinio dell’ANCI e di alcune regioni ed enti istituzionali. A capo della ricerca Sabrina Molinaro, che ha annunciato anche la creazione di uno strumento ad hoc per rilevare il fenomeno azzardo in Italia: il questionario online GAPS #iorestoacasa.

Quel che è anzitutto è emerso è che in Italia la metà della popolazione gioca per soldi, mentre chi soffre per problematicità legate al gioco è generalmente in aumento, in una fascia d’età che va dai 15 ai 74 anni. Più in generale il gioco è in aumento per popolarità tra i giovani adulti. Ma durante il lockdown è cambiato qualcosa? La chiusura dei luoghi fisici del gioco, la sospensione di estrazioni e scommesse, ha modificato qualche abitudine? Molinaro, facendo il punto della situazione, ha tentato di rispondere alla domanda.

Stando al suo parere, a preoccupare sono più le possibili implicazioni dovute alla chiusura dei luoghi del gioco fisico, e allo spegnimento delle slot machine. Questi vari lockdown hanno obbligato a porsi delle domande su eventuali variazioni comportamentali, nella valutazione delle limitazioni: hanno o non hanno favorito la migrazione verso l’azzardo online? E ancora, hanno favorito trasgressioni?

Il questionario, che ha preso in analisi 3971 persone in sei settimane, ha dato i suoi frutti: è emerso che il 3,6% dei rispondenti ha giocato on-site, presso tabaccai perlopiù, mentre il 3,7% ha giocato online. Negli ultimi 12 mesi oltre un quarto dei rispondenti ha giocato in luoghi fisici (12%), mentre il 10,3% l’ha fatto online. Coinvolti, nelle risposte, il 13,3% dei giocatori dell’ultimo anno e il 27,6% di chi ha giocato durante il Covid-19: sono questi che mostrano un profilo problematico, intorno al 3% del campione.

I comportamenti durante il lockdown

Lo studio ha rivelato una generale diminuzione del gioco fisico, nel 35,4% dei casi, e una interruzione pressoché totale nel 22,8%. Il 26,6% invece non ha cambiato abitudini e il 13,9% del totale ha aumentato le sue occasioni di gioco. Il 72,5%, la grande maggioranza, ha giocato ai Gratta&Vinci, Lotto e SuperEnalotto. Sempre la maggioranza è uscita di casa da una a tre volte per giocare: di questi il 40% l’ha fatto almeno una volta a settimana e l’8,5% ogni giorno, o comunque più volte. Sulla spesa, non si è andati oltre i 10 euro sul luogo fisico, mentre il 26% ha speso tra gli 11 e i 200 euro, il 2,6% tra i 200 e i 500, il 3,9% si è spinto ancora più in avanti. Di questi, il 55,3% ammette di aver perso.

Il gioco online invece?

Il gioco online ha visto nel 33,8% del campione un aumento delle occasioni da gioco; il 28,8% non ha modificato le proprie abitudini e l’11,3% ha iniziato durante la pandemia. Quali giochi sono stati scelti, e con che frequenza? Fondamentale il poker, cresciuto del 123%. Ma anche scommesse sportive online e soprattutto slot machine virtuali.

Qui fondamentali sono stati gli incentivi dei casinò online che hanno aumentato i bonus per i propri clienti e per i nuovi arrivati a seguito del blocco del gioco fisico. Fondamentalmente, la scelta vincente si è rivelata essere quella dei bonus senza deposito proposti dai principali casinò online italiani. Per quel che riguarda la frequenza, questa è maggiore online: il 30,5% ha giocato una o più volte al giorno, e così a settimana. Il 39% invece da una a quattro volte nel mese. Ne risente anche la spesa, con il 14,6% che ha investito oltre 500 euro.

Tra chi ha giocato sul luogo durante la pandemia, il 62,6% è di genere maschile, in età compresa tra i 45 e i 54 anni. Maschi dominanti, nel 78,6% dei casi, anche nel gioco online, con preminenza della fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni.

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