Le Marche tra le prime regioni a garantire la pratica della circoncisione. Biancani: «Un’integrazione che tutela la salute dei bambini, contrastando interventi illegali»

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30 giugno 2020

Andrea Biancani

Andrea Biancani

ANCONA – Le Marche tra le prime regioni a garantire tramite ricetta del Servizio sanitario nazionale la prestazione di circoncisione maschile. Lo stabilisce una delibera della Giunta regionale approvata questa settimana e accolta positivamente dal consigliere regionale Andrea Biancani (Pd), firmatario, con il collega Gino Traversini, di una interrogazione per sollecitare interventi normativi a riguardo. «E’ un segnale di integrazione importante – commenta Biancani – che tutela la salute dei bambini, aiutando le famiglie e arginando pericolosi interventi illegali extra-ospedalieri».

Con l’incremento della presenza di famiglie straniere, la pratica della circoncisione, da secoli simbolo di identità culturale, ha coinvolto una fascia consistente della popolazione. Secondo le statistiche dell’Associazione medici stranieri ogni anno sono circa 11mila le circoncisioni effettuate, di cui 5mila in Italia. In molti casi però, a causa di una scarsa informazione o di problemi di tipo economico, la pratica viene eseguita in ambito casalingo, determinando gravi rischi per la salute. Anche l’Istituto Superiore di Sanità precisa che l’intervento deve essere eseguito da urologi e chirurghi, sottolineandone la pericolosità, se non effettuato in luoghi non sterili e da personale non medico. Sulla necessità di trovare una soluzione sono intervenuti anche l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, la Società italiana di Pediatria e quella di Chirurgia Pediatrica.

«I bambini in Italia che vengono sottoposti all’operazione clandestinamente sono almeno 2 mila – spiega Biancani – e molti di loro subiscono danni permanenti. Nelle ultime settimane numerosi familiari e referenti di associazioni ci hanno segnalato questo problema, diventato ancora più urgente a seguito del lockdown e della chiusura delle frontiere». Il provvedimento regionale stabilisce che potranno accedere alla prestazione i figli di italiani ed immigrati, residenti nella Regione Marche, iscritti al Servizio Sanitario Regionale, con regolare permesso di soggiorno. Per accedere al servizio, erogabile esclusivamente presso le strutture ospedaliere pubbliche e comprensivo della visita pre e post ricovero, è necessaria la ricetta del Pediatra. «Contrastare la clandestinità e prevenire complicanze gravi è un fatto di civiltà, di sicurezza e di tutela della salute, oltre che di rispetto della libertà di culto – conclude Biancani -. Ringrazio il consigliere Traversini per aver condiviso con me l’interrogazione e il Presidente Ceriscioli che ha deciso di garantire anche nelle strutture sanitarie pubbliche della Regione Marche questo servizio. Ringrazio inoltre il consigliere comunale di Fermignano Yassine Othmane, per averci fatto comprendere l’urgenza e l’importanza di dare risposte su una questione così sentita da tante famiglie».

 

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