Baldelli (FdI): “Pesaro e le Marche tagliate fuori dal turismo tedesco. Ceriscioli e Mangialardi battano un colpo”

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4 luglio 2020

Francesco Baldelli*

Baldelli in stazionePESARO – Marche escluse dal mercato del turismo tedesco. Non è un caso che il treno che ogni mattina parte da Monaco di Baviera per arrivare direttamente nella Riviera romagnola si fermi a Rimini, a 36 chilometri da Pesaro (rileggi qui precedente intervento su Pu24). Nei giorni successivi la ripartenza della tratta ferroviaria tra Monaco e Rimini, il presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini ha incontrato i governatori di Veneto e Friuli Venezia Giulia, Zaia e Fedriga, per lanciare insieme una grande campagna promozionale per riportare sulle coste dell’Alto Adriatico il turismo tedesco. Un accordo a tre per promuovere 300 chilometri di lidi e città d’arte. Fino a Rimini, come il treno. Le Marche e in particolare Pesaro non possono accettare di venire esclusi da un mercato che è sempre stato centrale per il nostro turismo.

A cosa serve andare a Cattolica, a promuovere la marchignolità con il bagnino Lorenzo Ercoles (rileggi qui altro articolo Pu24), se questo gemellaggio tra Marche e Romagna è solo a parole. Ci servono meno chiacchiere e più concretezza. Bonaccini, governatore Pd, ha preferito fare accordi con i leghisti Zaia e Fedriga pur di raggiungere l’obiettivo di portare turisti tedeschi nella riviera Romagnola. Snobbando i compagni di partito Ceriscioli e Mangialardi, che sarebbero dovuti essere i suoi interlocutori naturali. E invece sono stati completamente ignorati, a dimostrazione che le altre regioni non considerano le Marche un partner strategico per accrescere il proprio turismo. Alla faccia degli alti investimenti e dei grandi risultati in termini di attrattività che chi ci ha governato e ci governa dice di aver fatto e raggiunto in questi anni. Ceriscioli e Mangialardi battano un colpo. Ci dicano come hanno intenzione di porre rimedio al danno che questo asse tra Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia rischia di arrecare alle imprese marchigiane e pesaresi già notevolmente danneggiate dal lockdown. A Pesaro metà degli alberghi esistenti non ha riaperto, i gestori non proprietari dello stabile hanno preferito saltare il turno per mancanza di prenotazioni. Abbiamo bisogno di una reazione, non del silenzio di Ceriscioli e Mangialardi, relegati a spettatori di un accordo che ci taglia le gambe. E Ricci? Oltre che andare a Cattolica, a fare video con i bagnini, vada a Bologna a chiedere che la marchignolità non sia solo una nuova parola, ma un vero gemellaggio. Anche lui non può accettare che il turismo tedesco si fermi, scientemente, a 36 chilometri da Pesaro.

*Vice presidente nazionale Anci ed esponente di Fratelli d’Italia

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