Matteo Ricci: “Orgoglioso di essere il sindaco della città del Rossini Opera Festival. Ripartiamo da qui”

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27 luglio 2020

Il sindaco Ricci durante la presentazione del ROF 2020 (Foto Amati Bacciardi)

Il sindaco Matteo Ricci durante la presentazione del ROF 2020 (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Chi ci legge ha imparato che siamo una delle rare voci critiche del sindaco Ricci. Non per partito preso. Tutt’altro. Meno che meno per motivi ideologici. Anzi. Ma perché crediamo che il sindaco di Pesaro avrebbe bisogno di amici, di amici veri, capaci di dirgli, ogni tanto, no. Invece, tutti allineati e coperti. Sempre sì, anche di fronte alle pataccate.

Dall’altra parte, tutti contro a prescindere, contrari a ogni iniziativa, anche la più felice, di Ricci, al quale si possono trovare mille e più difetti, ma non quello di non amare Pesaro, di non essere innamorato della città che dirige.
Tra una critica e l’altra, oggi siamo lieti di raccontare la passione che il sindaco, pure con qualche slancio eccessivo, ha espresso stamattina in occasione della presentazione cittadina del 41° ROF (rileggi qui altro articolo Pu24).
“Ogni anno, la conferenza stampa di presentazione del Festival, sia a Roma, davanti alla stampa internazionale, sia a Pesaro, è per me come sindaco un motivo di grande orgoglio. Il ROF è la vetrina di Pesaro nel mondo e noi abbiamo il petto gonfio d’orgoglio nel proporci all’attenzione del mondo. Quest’anno di più. L’edizione del 2020 è quella che mi rende più orgoglioso. Sono molto orgoglioso di quello che sta facendo la squadra del ROF. Non c’è bisogno che ricordi che viviamo un anno particolare che ha segnato la vita del  teatro e della musica, della cultura e dello spettacolo. Un mondo che ha subìto e sta subendo ancora una crisi storica, impensabile fino a qualche mese fa. Avere avuto la capacità di riorganizzare, di ripensare in poche settimane un evento come il ROF che ha bisogno di una programmazione pluriennale per proporre un cartellone di alta qualità è stato un lavoro starordinario…”.
Elogi a Vimini, Palacio, anche al nuovo CdA (e vabbè…), e un rimprovero. Una critica ricciana, di chiara origine renziana, se ci è consentito, perché quello che alla fine conta, in questi anni, è avere, non essere.
“Avete presentato sottotono il vostro lavoro – dice il sindaco rivolto a Palacio e Vimini che sono seduti al suo fianco -… Abbiamo fatto un teatro nuovo… in due mesi… Abbiamo spostato la programmazione in piazza… Facciamo un’edizione a novembre… mai fatta in precedenza. Dovevate dare più enfasi al vostro lavoro, davvero straordinario, che dimostra come siate riusciti a riorganizzare in pochissimo tempo una macchina complessa. Tutto questo in tempi stranissimi, di grande incertezza, in cui peraltro noi non abbiamo voluto rinunciare alla bellezza della musica di Rossini, a dire al mondo che siamo vivi e vegeti e pronti a riaccogliere il mondo nella nostra città. Anche quest’anno Pesaro è qui. Ed è bellissimo trovarci nella platea del Teatro Rossini, essere riusciti  a riorganizzarlo in maniera tale che chi lavora – i tecnici, i musicisti e i cantanti – possa farlo in sicurezza, che gli spettatori possano assistere agli spettacoli, sia qui sia in Piazza del Popolo, con altrettanta sicurezza. Tutto questo è semplicemente straordinario”.
Il sindaco racconta la “piazza”.
“Sapete tutti quanto sia difficile, complicato, realizzare un’arena per ospitare un’opera all’aperto. L’allestimento ha richiesto uno sforzo non da poco”.
Un saluto affettuoso agli artisti protagonisti del ROF 2020 che hanno preso posto nei palchi di Primo Ordine.
“È importante che abbiano accettato di partecipare a questa edizione del ROF, che peraltro è un appuntamento imperdibile per la carriera e il prestigio”.
Ribadendo l’orgoglio di essere il sindaco della città del ROF, Ricci ha sottolineato un aspetto importante.
“Stiamo sperimentando l’allestimento del Teatro Rossini, che magari potrebbe diventare utile anche  per alcune manifestazioni post Covid-19″.
Un esperimento assai più importante sarà senza alcun dubbio il ROF autunnale.
“Abbiamo ragionato a lungo se proporlo a novembre, in occasione della festa di Santa Cecilia, oppure a febbraio, quando cade il compleanno di Rossini, per avere un richiamo invernale, mai accaduto nella storia. Poi coincidenze con appuntamenti internazionali hanno consigliato di optare, al momento, per novembre. L’emergenza Covid-19 ci consente di fare esperimenti e inventare nuove forme che potrebbero essere vincenti in futuro”.
Il ROF è il volano che consente al sindaco di spaziare.
“Nei momenti più difficili, ci siamo chiesti: cosa facciamo? In aprile e maggio chiudiamo tutto, a giugno vediamo, ma a luglio, agosto e settembre proviamo a tenere in piedi la città. E abbiamo deciso di ripartire dalla cultura”. Ben vengano certe scelte, pensando a chi la cultura la disprezza e magari proporrebbe il Festival del Mojito.
“Ci siamo detti: per noi la città rinasce dalla cultura. Quale segnale dobbiamo dare dopo la tragedia che abbiamo vissuto? Siamo stati i primi in Italia a riaprire un teatro con lo spettacolo alle ore 24 del 15 giugno di Ascanio Celestini. Abbiamo spostato il teatro al  parco Miralfiore, proponendo una stagione estiva straordinaria. Un altro esperimento che presumibilmente ripeteremo in futuro. Sabato abbiamo inaugurato il cinema all’aperto a Rocca Costanza. Popsophia è stato un dei primi eventi culturali italiani con presenza di pubblico. Abbiamo dato spazio ai ceramisti della città per abbellire Pesaro facendola risorgere anche con la luce. Tanti segnali, che pure qualcuno fatica a comprendere, ma ci sta, di una città che ha avuto tanti lutti, ha provato tanto dolore, ma vuole rinascere. E sta rinascendo un giorno alla volta. E qual è il filo conduttore di questa rinascita? La bellezza della cultura. Siamo caduti, ci siamo rialzati e abbiamo fretta di tornare a correre. Ovviamente la velocità della nostra corsa non dipende solo da noi, ma dalle condizioni che ci saranno, da quando sarà sconfitto definitivamente questo maledetto virus, ma abbiamo tutta l’energia per tornare a correre”.
Ringraziati gli sponsor che hanno contribuito alla ripartenza, l’ultimo messaggio:
“Con il ROF ripartiano per una nuova rinascita della città di Pesaro”.

 

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