ROF, tutto è quasi pronto, si teme solo la pioggia. “Ma la piazza vi sorprenderà”

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27 luglio 2020

PESARO – Dmitry Korchak, che lascia il palcoscenico per il podio, e Carlo Lepore, Tobia Mill nella Cambiale di matrimonio, che sorseggiano un caffè al tavolino di un bar in Piazza Lazzarini. Alcuni cantanti che passeggiano all’ombra, in Via Branca. Sono i giorni che precedono il ROF, un Festival che temevamo sarebbe saltato e invece andrà in scena, con orgoglio, determinazione,  passione (RILEGGI QUI ALTRO ARTICOLO PU24).

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Lo scenario è diverso, come pure il luogo della presentazione “pesarese”. Dopo anni nell’Hotel Alexander, il Teatro Rossini accoglie con il rispetto delle norme anti Covid: mascherina, gel disinfettante, documento da compilare con la dichiarazione di non essere stati contagiati dal Coronavirus. Manca solo lo scanner per la misurazione della temperatura, ma a fare salire la colonnina  di mercurio è la febbre per il ROF.
A  proposito di salire…
Per accedere alla platea del Teatro Rossini, è necessario superare 5 scalini. Ohibò, che succede?
Le norme sul distanziamento, come abbiamo anticipato quando il ROF ha annunciato che sarebbe andato in scena, hanno imposto uno stravolgimento del Teatro, che potrà ospitare 200 spettatori (700 quelli ammessi in Piazza del Popolo), tutti nei palchi. La platea, anzi parte della platea, è riservata all’orchestra, che non suonerà nella buca. Martedì incominceranno le prove dell’orchestra e solo allora si capiranno gli eventuali problemi.
Un ROF obbligatioriamente rivoluzionato.
“Come potete notare – spiega Ernesto Palacio, sovrintendente -, c’è tutta la platea coperta. Il piano dove camminavano gli spettatori è stato alzato di circa 1 metro e mezzo. Tutto ciò comporterà qualche problema tutto da verificare, a incominciare da domani, quando l’Orchestra Sinfonica G. Rossini sosterrà la prima prova. Analizzeremo il volume della musica, sicuramente più alto di quando l’orchestra è nella buca“.
L’orchestra ha sfrattato il pubblico.
“Che prenderà posto nei palchi. Abbiamo valutato che l’orchestra può occupare metà della platea. Pertanto speriamo che, compatibilmente con la situazione del virus, a novembre si possa avere qualche posto in più da assegnare al pubblico in platea. Non siamo noi a decidere, dobbiamo attendere le disposizioni governative”.
Nessun dubbio: sarà un ROF intrigante, ma allo stesso tempo strano.
“Indubbiamente legato a tante situazioni. Il progetto annunciato con le due grandi produzioni (Moïse et Pharaon di Pizzi ed  Elisabetta regina d’Inghilterra di Livermore) è posticipato al prossimo anno. Resta solo La cambiale di matrimonio perché la porteremo in Oman a gennaio; una scelta obbligata. Credo che siamo gli unici pazzi , in Italia, a fare una produzione al chiuso. Sia la prima sia l’ultima rappresentazione saranno trasmesse in Piazza del Popolo. Anche Il viaggio a Reims non è il solito proposto con gli allievi dell’Accademia Rossiniana, vista l’impossibilità di tenere i corsi. Però sono lieto di raccontare che tutti i protagonisti del ROF 2020 hanno un passato nell’Accademia. Il programma è molto ricco anche grazie ai 6 concerti in Piazza. Tutti gli artisti sono di grande livello”.
Pazzi, magari sì, ma il ROF è sempre attento ai dettagli. Quindi una pazzia calcolata.
“È vero. Dobbiamo essere sempre pronti a risolvere tutte le situazioni”.
A due settimane dal debutto, Palacio ha qualche preoccupazione?
“La pioggia! Perché 8 appuntamenti su 13 del ROF 2020 sono all’aperto…”. Nove con la Petite messe solennelle del 6 agosto in memoria di chi non c’è più ucciso dal Coronavirus.
“Dipendiamo dal tempo e lì possiamo fare pochi calcoli. Solo sperare non piova”.
La risposta del pubblico?
“Molto positiva. Avevamo previsto una cifra molto più bassa rispetto alle edizioni normali, ma la risposta del pubblico ha consentito di superare il nostro obiettivo. È molto confortante”.
Eppure il vostro pubblico è composto soprattutto da melomani che arrivano dall’estero.
“Abitualmente il 70 per 100 del nostro pubblico arriva dall’estero. Quest’anno è impossibile. Però, credo che l’emergenza ci consentirà di guadagnare un nuovo pubblico, sia da tutta l’Italia che dalle Marche. Da questo punto di vista siamo tranquilli”.
Mancano meno di due settimane al via, ma le prove sono iniziate il 13 luglio per il cast de La cambiale di matrimonio e il 24 per quello de Il viaggio a Reims.
Legittima la soddisfazione dell’assessore Vimini, che è anche presidente del ROF.
“Spero che i grandi sacrifici fatti e il rispetto delle norme consentano al nostro Festival di essere fondamentale per la ripartenza della cultura e della nostra città. Il nostro sistema di lavoro ha sofferto tantissimo. Mi riferisco sia agli artisti sia ai tecnici che dal 29 febbraio hanno vissuto un incubo, che ha riguardato tutti, anche se interessato in maniera più forte il mondo della cultura e dello spettacolo. Abbiamo vissuto mesi difficili. Ogni giorno, con il maestro Palacio e tutta la struttura ci confrontavamo con un occhio all’evoluzione del Covid-19 e un altro al nostro programma di base, prestando la massima attenzione ai decreti, a come si incominciava a pensare alla ripartenza. Avevamo diversi piani, fino al piano E, forse. Per fortuna, sempre cercando la chiave giusta, responsabile, non abbiamo mai pensato all’opzione peggiore: la cancellazione del ROF 2020. Da tutto il mondo giungevano le notizie più strane, le più diverse. Noi abbiamo puntato alla scelta più credibile.  Anche trasferendo l’orchestra in platea. Un’operazione resa possibile dalla Fondazione Cassa di Risparmio che ha messo a nostra disposizione un contributo importante per realizzare questo investimento che consente alla città di avere un’altra grande infrastruttura oltre al Salone Metaurense, che peraltro è della Prefettura. Una parte del contributo della Fondazione ci servirà, anche se non subito, a cambiare il sipario, che da tempo denuncia diverse criticità che non sono sfuggite agli occhi attenti dei nostri tecnici”.
Che i tecnici del ROF rappresentino una grande eccellenza è confermato anche dal grande lavoro che sarà fatto per l’allestimento in Piazza del Popolo che ospiterà le due rappresentazioni de Il viaggio a Reims e i 6 concerti.
“Credo che,  partire dalla Petite messe solennelle del 6 agosto, il ritorno del ROF in Piazza del Popolo sarà un elemento di cui non solo i cittadini che frequentano il centro, ma anche i visitatori, i turisti e gli spettatori saranno impressionati da una novità di cui sarà difficile fare a meno anche in futuro”.
Importanti anticipazioni per gli spettatori: pur essendo la rappresentazioni nel Teatro Rossini divisa nella cantata Giovanna d’Arco e nella Cambiale di matrimonio, non ci sarà intervallo. Un breve intervallo per Il viaggio a Reims in piazza, con l’invito al pubblico – anticipa Palacio – “a non muoversi troppo per evitare le furie dei controllori”.

 

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