Un libro alla settimana: Ogni parola che sapevo

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1 agosto 2020

Ogni parola che sapevo

Ogni parola che sapevo

PESARO – “Non voglio più perdere tempo con le stupidate“. Se ognuno di noi riuscisse a trarre lezione da questa frase, vivrebbe meglio, ne sono convinto.

Con il titolo, è la frase che mi ha spinto a proporlo quale libro della prima settimana di agosto.
La frase e il libro sono di Andrea Vianello, giornalista RAI, ex direttore di Rai Tre, da giovedì promosso direttore di RaiNews. Lo ha nominato, all’unanimità, il Consiglio di Amministrazione. Una rarità. La storia di Andrea Vianello, in RAI dal 1990, conduttore, fra l’altro, di “Mi manda Rai Tre“, merita attenzione.
Avevo letto di sfuggita la sua vicenda, poi un giorno, ai primi di febbraio 2020, ho avuto la fortuna di seguirlo ospite di Quante storie, una trasmissione del terzo canale che – l’ho scritto in occasione della presentazione del libro di Maurizio Viroli, Nazionalisti e patrioti, che è stato il nostro libro della settimana da sabato 18 a sabato 25 luglio – è una delle poche che a mio modesto parere merita il pagamento del canone.
Nel febbraio 2019, Andrea Vianello fu colpito da un ictus che lo portò a un passo dalla morte.
Da giorni avevo un mal di testa strano. Quella mattina, mi sono svegliato e ho detto a mia moglie: Ciao, ho ancora quello strano mal di testa. Ho fatto colazione e la mia mano destra non c’era più, come se non fosse più nel mio corpo. Ho chiamato mia moglie, ma lei ha capito che non parlavo più perché l’ictus s’era impadronito della parte destra del mio corpo, ma anche della parola. Sono stato operato d’urgenza. Un intervento difficile: mi hanno messo due stent. Per fortuna è andato tutto bene. Ma quando mi sono svegliato, non parlavo. Avevo perso l’uso della parola, anche se non completamente, ma non riuscivo ad articolare un discorso. È stato il vero grande problema. La parola è il mio mestiere, la mia identità, il mio essere nel mondo. È incredibile che tra tutte le cose che mi potevano prendere, sia stato colpito proprio nel centro del linguaggio“.
Una lunga riabilitazione, ma i progressi sono stati enormi, tanto che Andrea Vianello ha raccontato la sua vicenda in un libro.
Nel libro cerco di raccontare la riabilitazione. Oggi, grazie a professionisti di grandissimo livello, si può recuperare. Scrivere il libro è servito anche a me, proprio perché avevo perso l’uso della parola e della scrittura. Le parole che stavano nella mia testa, sia per uscire dalla bocca, sia quando dovevo scriverle, era come si fossero fermate, come si fosse interrotto il canale della comunicazione. Sono riuscito a riaprirlo poco a poco, lavorando tanto“.
Andrea Vianello è riuscito a recuperare ogni parola che sapeva anche “grazie agli incontri con altre persone che hanno avuto un ictus, una malattia, che poi non è neppure una malattia, di cui si parla poco. E ho scoperto che ognuno aveva bisogno dell’altro. Ho capito che raccontare l’ictus può aiutare“.
Anche leggendo il suo libro, e facendo nostre le parole pronunciate in occasione di una presentazione.
Non vedo l’ora di riprendere il lavoro, ma non voglio perdere quello che ho compreso in questi mesi. Non voglio più perdere tempo nelle stupidate. Siamo portati a ripetere gli stessi errori, ma cercherò di ricordarmi tutto“.
Grazie.
Ogni parola che sapevo, di Andrea Vianello (Mondadori)

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