Carpegna Prosciutto torna da Olbia con una Supercoppa incoraggiante. Cain e Robinson note liete, ma i lunghi sono un’incognita

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15 settembre 2020

PESARO – E’ andata in archivio anche la Super Coppa, idea tutto sommato azzeccata da parte della Lega Basket, che ha consentito alle 16 squadre della serie A di evitare amichevoli pericolose in tempo di Covid-19, per disputare invece 48 partite ufficiali, che magari non saranno state tutte bellissime, ma che alla fine hanno qualificato alle Final Four di Bologna, in programma nel prossimo weekend, le 4 squadre più forti, quelle che dovrebbero giocarsi lo scudetto la prossima primavera.

La più in forma, e questo si sapeva già, è apparsa Milano, l’unica imbattuta, mentre la Virtus Bologna, Venezia e Sassari hanno perso un paio di partite a testa, con qualche patema di troppo, molte formazioni erano ancora incomplete, con tanti stranieri ad espletare le pratiche della quarantena, ma si può già intuire in che fascia di merito potranno inserirsi le altre 12 formazioni.

Arriviamo così alla nostra Vuelle, che torna dalla Sardegna con un record di 4 vittorie e 2 sconfitte, non male considerando le aspettative, ma quest’anno dobbiamo pensarla in maniera diversa rispetto al passato, dobbiamo entrare nella stessa di mentalità di coach Repesa, che vede per la sua Carpegna Prosciutto una stagione importante, dove l’obiettivo non dichiarato è di provare ad accedere prima alla Coppa Italia e poi ai playoff, troppo ambizioso?

Anche no, perché è innegabile che questa Vuelle sia una squadra che giochi a pallacanestro, che per adesso rema tutta dalla stessa parte, con 12 giocatori che vanno d’amore e d’accordo – per ora – guidati da quel Carlos Delfino che si è assunto i gradi di capitano con orgoglio, e che si rende utile sia in campo che all’interno dello spogliatoio.

Justin Robinson in azione con Sassari

Justin Robinson in azione con Sassari

Le sei partite di Olbia da analizzare, sono in realtà quattro, perché le due contro una Roma priva di diversi stranieri non fanno testo, ma quelle contro Sassari e Brindisi sì, perché il Banco di Sardegna forse non avrà la consistenza tecnica delle altre tre big, ma le finirà subito dietro in classifica, e i pugliesi saranno poco distanti dalle prime quattro, diciamo che probabilmente la partita di ieri sera, se a Sassari fossero serviti i due punti, la Vuelle avrebbe faticato di più a vincerla, ma in ogni caso si è vista una Carpegna Prosciutto diversa da quella di due giorni prima, con un Robinson che ha subito zittito chi pensava che non avesse punti nelle mani e un Cain che dispensa sprazzi di pallacanestro di altri tempi, quello dove i pivot sapevano fare il loro duro mestiere.

Ha funzionato anche la difesa, quella che era andata in vacanza contro Brindisi, ma lì si era vista tutta la stanchezza accumulata nella bolla di Olbia, 15 giorni dove coach Repesa ha continuato a fare due allenamenti al giorno, perché la preparazione fisica è più importante di una vittoria settembrina, contro Sassari invece, sia all’andata che al ritorno, la Vuelle ha concesso pochi tiri piedi per terra agli avversari, ha chiuso l’area quando serviva, e ha dato a Tyler Cain la bacchetta del comando, perché l’ex Varese è un difensore coi fiocchi, non solo sul suo uomo, ma in tutte le zone del parquet, e quando deve uscire, soprattutto quelle non programmate, vedi la voce troppi falli commessi, la difesa pesarese cambia registro, perché il pur volonteroso Zanotti sta ancora studiando da numero cinque, col grosso rischio che non superi l’esame, e lo spigoloso Basso è ancora alla fase iniziale dei suoi studi.

Arriviamo così al famigerato problema lunghi, che tutti sappiamo di avere, ma che si risolverà solo quando saranno più chiare le cose sotto il profilo spettatori, con lo sport professionistico che aspetta le decisioni del Governo in materia, sperando che vada in vigore la richiesta fatta dal Comitato 4.0, che vorrebbe la sicurezza, nel periodo ottobre-dicembre, di poter riempire i loro palazzi fino al 30% della capienza, per allestire una mini campagna abbonamenti valida per il girone d’andata, per quello di ritorno si vedrà nel 2021, in base all’andamento della pandemia.

I nomi che girano sono tanti, quello più suggestivo è Jarrod Jones, contattato personalmente dalla dirigenza biancorossa, che a Pesaro tornerebbe volentieri, ma non gratis, perché viaggia su uno stipendio a 6 cifre, troppe per le attuali casse biancorosse, che invece supporterebbero gli ingaggi di un giocatore più “modesto”, con almeno due americani della G-league già “prenotati”, uno con qualche scampolo di Nba alla spalle, ed uno appena uscito dal College, mentre continuano ad offrire giocatori esperti che poco si adattano alle richieste di coach Repesa, che sa di aver bisogno di un lungo atletico, con una buona predisposizione a rimbalzo e alla fase difensiva, se poi ha anche punti nelle mani tanto meglio.

I punti nelle mani li dovrebbe avere Massenat, la vera delusione di questa Super Coppa, dato che in sei partite non è andato mai in doppia cifra e si è preso solo 31 tiri, ma non si è preso mai una responsabilità oggettiva e non è mai stato quella terza punta del triangolo repesiano, ma attenzione prima di bocciarlo definitivamente, perché il ragazzo è un signor difensore, sa dare il via il pallone in tante manieri differenti ed è uno che spreca pochi palloni, il problema è che lo abbiamo preso anche per fare punti, magari non i 16 punti di media del suo predecessore in quel ruolo, perché questa è una Vuelle totalmente differente, ma 11-12 sì, soprattutto perché fisicamente non gli manca niente e lo vogliamo vedere attaccare il ferro con più decisione, non rifiutare un tiro quando ne ha l’occasione e spiegargli che abbiamo bisogno del suo contributo, sperando che dal punto di vista caratteriale sia in grado di darlo, altrimenti avremmo un altro problema in più da risolvere.

Sì, perché anche Filipovity non ci ha entusiasmato, anzi ci sta facendo preoccupare, perché se il suo punto di forza dovrebbe essere il tiro da tre, non ci siamo proprio, dato che il 4 su 23 complessivo in 6 partite, non depone a suo favore, con l’aggravante che molte di queste 23 conclusioni erano piedi per terra, al termine di azioni ben congegnate, quelle che dovrebbero entrare con percentuali ben superiori al 17%, poi da un ragazzone di 204 cm, ci aspetteremmo anche un maggiore contributo a rimbalzo, ma che non fosse un drago dentro l’area colorata, lo sapevamo da luglio.

Su Drell il giudizio è sospeso, almeno finché da Via Bertozzini non ci confermeranno che l’estone rimarrà con noi fino a maggio, ma siccome non dovrebbe accadere, siamo consci che il buon Henri sta cercando di migliorare, ma siamo ancora lontani dal rendimento di uno straniero, e probabilmente non accadrà mai, ma in ogni caso Drell rimarrà con noi per le prime partite, e dovremo fare di necessità virtù.

Di Zanotti e Delfino abbiamo già parlato, di Tambone non ci preoccupiamo, perché il ragazzo sembra ben calato nel ruolo di settimo uomo, mentre è palese che Ariel Filoy sia quello più indietro dal punto di vista fisico, ma di testa sembra esserci e Repesa ha capito che è meglio averlo sul parquet durante i finali punto a punto.

Mancano meno di due settimane all’esordio in campionato, a meno che si decida di rimandarlo a ottobre, ma non lo crediamo, e da giovedì la Vuelle tornerà ad allenarsi, con l’obiettivo di continuare a crescere e di eliminare i difetti visti ad Olbia, non sarà semplice, e probabilmente qualche problema non si risolverà, ma questa Carpegna Prosciutto è una squadra con un suo senso logico, composta da giocatori seri, e guidata da un allenatore ben calato nella parte, che ha saputo gestire roster ben più complicati di questo, dove può arrivare questa Vuelle non lo sa nessuno, ma per una volta, potremmo non solo guardarci alle spalle.

 

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