Dalla Gruber è un Matteo Ricci da 8 e mezzo

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21 giugno 2012

ROMA- E’ un Matteo Ricci da 8 e mezzo quello andato in onda dagli studi romani di La 7, al tavolo con Lilli Gruber. Con il presidente della Provincia, il sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, il formattatore del Pdl, e il giornalista de Il Fatto Quotidiano Stefano Feltri. Per Matteo Ricci, dopo Matrix nei giorni del “terremoto bianco”, un’altra apparizione televisiva pesante. Di quelle che lo pongono, senza dubbio, come politico ormai emergente a livello nazionale. Un unico aspetto negativo: per colpa del digitale terrestre, ennesimo “regalino” del Governo Berlusconi, una buona fetta della nostra provincia non ha potuto vedere la puntata completamente per via dei numerosi problemi che, ancora, si segnalano nella ricezione dei canali nazionali. Nei prossimi giorni, comunque, l’intera puntata sarà visibile su:

https://www.la7.tv/ricerca/index.php?qs=otto&sa=

Matteo Ricci, Lilli Gruber e gli altri ospiti di Otto e mezzo

“Per recuperare fiducia – ha spiegato Ricci – la questione è sociale. Per troppo tempo abbiamo seguito un modello di sviluppo che non c’è più. Come Hollande in Francia, in Italia il centrosinistra vincerà con un nuovo modello: più redistribuzione del reddito, meno diseguglianze, più giustizia”. Ancora: “Non basta il taglio dei deputati, servono segnali di sobrietà in tutti i sensi. Ho scelto la Multipla a metano all’inizio della mia legislatura in Provincia. C’era chi mi prendeva in giro, adesso lo fanno tutti. Servono segnali verso i cittadini,anche nei modi di fare…”

Ricci ha parlato di lavoro: ‘Flessibilità ha portato precarietà per le nuove generazioni. Non ragioniamo come negli anni ’90 perchè quel modello ha prodotto distorsioni. Fiat? Decisione va rispettata, discriminazioni non devono avvenire”.

Cosa ne pensa Ricci di Renzi? “Renzi ha idee moderate nel centrosinistra, sui temi del rinnovamento ha ragione, serve cambiare marcia. Ma ha sempre giocato da solo. Leggitimo che si candidi, ma non gli riconosco ora l’esperienza per guidare il Paese. Non condivido che la modernità equivalga in toto alle politiche liberiste”. E sul Pdl: “All’ultimo vertice Ue nessuno voleva farsi fotografare con Berlusconi. Ma parliamo di futuro… Chi diceva che i conti erano a posto cerca ancora alibi sollevandosi da responsabilità. Pdl perde voti perchè per 10 anni ha fatto disastri. Pd vince se capisce il clima del Paese ma con la ricetta e la squadra del ’96 gonfiamo ulteriormente l’antipolitica. Dai territori una nuova classe dirigente per la politica. Risultato di Parma può essere una frustata anche per il centrosinistra, se lo si sa interpretare. Chi scelgo? Scelgo Bersani purchè rinnovi con squadra nuova”

 

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