SALA STAMPA, Ticchi: “Ci mancano cattiveria e determinazione”

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18 novembre 2012

PESARO – Sarà una lunga settimana di passione per i canestri pesaresi. La vittoria di Biella ad Avellino ha riaperto i giochi in fondo alla classifica (Pesaro, Cremona, Montegranaro, Avellino e Biella a quota 4; Caserta, Venezia e Milano a 6). Ora, che Milano e Venezia non siano da lotta per non retrocedere sembra scontato, anche se i veneti farebbero meglio a prestare attenzione.

Ticchi, coach della Scavolini Banca Marche

Chiaro che il campionato di Pesaro non prevede sfide a Cantù. Lo scorso campionato sembra lontano come il Medioevo. Anzi, qualcuno ha pensato che la squadra di Trinchieri abbia scherzato. Il coach canturino, che non ha avuto mai peli sulla lingua e in un ambiente privo di lampi di distingue per l’acutezza delle parole, mai usate a caso, non ci sta…

“No, non possiamo permetterci di giocare con un filo di gas, anche perché abbiamo due giocatori fuori e le loro assenze non ci consentono di scherzare con gli avversari. La differenza è stata la calma dei nervi distesi. Oltre alle situazioni tecniche sul campo, una delle chiavi della partita poteva essere il fatto che Pesaro sa fare 5 minuti di furore ma poi ne ha altrettanti in cui ti consente di recuperare. Noi siamo stati bravi a resistere, a non scomporci emotivamente, a continuare a fare le nostre cose. La partita è stata più complessa di quel che può sembrare, perché la Scavolini ci ha tolto l’attacco interno, raddoppiando in post basso, sia i lunghi sia i piccoli. Allora noi abbiamo mosso bene la palla segnando tante triple da liberi, perché è ovvio – visto che si gioca 5 contro 5 – se raddoppi sotto, se ne metti due sulla palla, almeno uno resta libero fuori. Cerco di fare una pallacanestro intelligente: se un’avversaria ci toglie qualcosa, rispondo con un altra cosa. Stasera l’abbiamo fatta molto bene”.

Così la commenta Giampiero Ticchi.

“Sapevamo che incontravamo una squadra forte e venendo da due cattive prestazioni volevamo reagire. Confidavamo in un risultato positivo…”, che nel basket, al contrario del calcio, è solo uno.

“Abbiamo iniziato male, concedendo troppo spazio a Cantù. Poi è aumentata la qualità del nostro gioco, sia in attacco sia in difesa. Così siamo riusciti a giocare alla pari. Ci hanno condannato disattenzioni in transizione. Abbiamo concesso 11 punti in contropiede a Cantù. Nella ripresa sono state le loro triple a punirci, perché quando Mazzarino fa 4/4 e Markoishvili 4/6, tirano dalla grande distanza con il 62% e prendono un break importante, diventa difficile recuperare contro squadre così forti. La nostra prestazione è stata migliore, ma siamo ancora fragili, come si è visto nelle due situazioni dell’ultimo quarto quando loro hanno recuperato palloni vaganti oppure un rimbalzo dove noi eravamo in tre. In queste situazioni non abbiamo ancora cattiveria e determinazione. E’ un lavoro da fare per migliorare. Intanto siamo riusciti a migliorare nelle palle perse che erano state una chiave delle nostre sconfitte precedenti. La squadra, però, ha giocato insieme, anche se in alcuni frangenti si sono viste individualità che vanno limate”.

Un commento to “SALA STAMPA, Ticchi: “Ci mancano cattiveria e determinazione””

  1. Fabrizio scrive:

    Fossero solo cattiveria e determinazione a mancare sarebbe un lusso non trascurabile. Qui purtroppo
    manca tutto, non esiste un giocatore faro a cui dare la palla in caso di difficoltà, non esiste un leader
    con il carisma necessario a fare gruppo e spogliatoio, non abbiamo un lungo(Crosariol a parte) che
    riesca ad intimidire gli avversari, non abbiamo un gioco razionale, non abbiamo un benchè minimo
    di intelligenza tattica e, ciliegina sulla torta, siamo disgustosamente inguardabili al punto che, in
    tutta onestà e nonostante l’abbonamento sottoscritto, non capisco come ancora qualcuna possa andare
    al palazzone a vedere le partite.

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