Tirozzi: “Sono la prima insoddisfatta del mio attacco”

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27 novembre 2012

PESARO – Che la Kgs Robur avesse carenze tecniche era noto a tutti prima ancora di iniziare la stagione. Le difficoltà derivate dall’addio dello storico sponsor Scavolini avevano fatto ipotizzare una soluzione più preoccupante di una sconfitta casalinga: la rinuncia al campionato. Così non è stato e i dirigenti meritano tanti ringraziamenti e magari qualche “amico” in più. Ma quando si affrontano squadre bene attrezzate, dalla cui panchina spunta una Brown che sorprende tutti, bergamaschi compresi, è giusto non dimenticare le premesse della stagione.

Valentina Tirozzi

Come sottolineava coach Pistola prima e dopo la partita persa contro la Foppapedretti, Bergamo ha una linea di ricezione di ottimo valore il servizio avversario è mirato su Valentina, per affaticarla e renderla meno pericolosa in attacco.

Abbiamo esaminato le statistiche di Valentina ed è emerso che a Modena (vinta 3-2) ha realizzato 14 punti attaccando con il 29% (12/42); con Piacenza (persa 0-3): 6 punti (4/21, 19%); a Torino (persa 1-3): 19 punti (14/47, 30%); con Busto Arsizio (vinta 3-0): 7 punti (5/24, 21%); Villa Cortese (vinta 3-2) 14 punti (11/29, 38%); con Bergamo (persa 1-3): 4 punti (3/38, 8%).

In trasferta (tre partite, 14 set) Valentina ha viaggiato sempre in doppia cifra, con una media di 15,66. In casa (tre partite, 10 set) è a 5,66 a gara, 10 in meno di quando le colibrì sono di scena fuori casa. E a percentuali non siamo lontani: in trasferta attacca con il 31,35% (37/118), in casa con meno della metà: 14,46% (12/83).

Appare evidente che sia il capitano sia la squadra si esprimano meglio in trasferta: perché? Lo chiediamo a Valentina, partendo da una considerazione: qualcuno storce la bocca, ma dimentica che il capitano delle colibrì partecipa a tutte le fasi della partita: ricezione, difesa, attacco, un impegno pesante.

“Sono la prima a essere insoddisfatta, immaginate se non capisco chi storce la bocca osservando le mie statistiche. Allo stesso tempo, però, mi fa piacere che qualcuno noti il resto del mio lavoro…”.

La ricezione fa parte della sua storia pallavolistica, ma – fermandoci alla passata stagione – nella Chateau d’Ax eravate chiamate in causa in tre: lei (797 ricezioni), Jelena Blagojević (684) e il libero Imma Sirressi (478). Quest’anno tutto il peso è sulle sue spalle e su quelle di Monica De Gennaro.

“Sì, è vero, riceviamo in due e l’impegno è aumentato rispetto al passato. Ci dà una mano anche Daiana Muresan, che però ha cambiato ruolo, perché nasce opposto e prima non riceveva. Devo confessare che tutto ciò non mi spaventa perché ricevere e attaccare mi piace molto. E’ ovvio però che le squadre avversarie mi mettano sotto pressione per destabilizzarmi quando sono in prima linea…”.

Lei, come la squadra, gioca meglio in trasferta. C’è una spiegazione?
“Per quanto mi riguarda, è inspiegabile. Ci sono tutte le condizioni favorevoli per essere tranquillle, per spaccare il mondo. Invece… Dobbiamo giocare rilassate e allo stesso tempo con la giusta aggressività senza preoccuparci di quel che c’è intorno. Finora, abbiamo giocato veramente male solo con Piacenza, vinto con Busto Arsizio e potevano fare meglio in attacco contro Bergamo. Da domenica, contro Conegliano, dobbiamo voltare pagina. Sapevamo che il calendario era penalizzante perché nelle prime sei giornate ci proponeva altrettante squadre che puntano all’alta classifica. Eppure – se si esclude Piacenza – abbiamo sempre giocato alla pari. Adesso inizia la parte più importante, quella degli scontri diretti con squadre del nostro livello: fuori le unghie, la grinta, dobbiamo fare punti”.

I tifosi del volley sono encomiabili, competenti, corretti, ma al PalaCampanara, malgrado gli impagabili Balusch, i decibel sono bassi, il tifo non è caloroso come in altri palazzi dello sport (Busto, Urbino, Conegliano).
“Non voglio attribuire ad altri responsabilità che sono nostre. Pesaro è città di basket, che ci toglie tifosi. Sarebbe bello giocare davanti a duemila o più tifosi caldissimi, come a Busto Arsizio o Urbino, ma i nostri danno sempre il massimo, noi li sentiamo. Finora giocare in casa ci ha bloccato invece di aiutarci. Dobbiamo sbloccarci”.

In ogni caso, pochi avrebbero scommesso che dopo sei giornate la Robur avrebbe avuto 7 punti in classifica, vincendo a Modena e Villa Cortese e battendo 3-0 la Yamamay campione d’Italia. E con qualche rammarico per alcuni punti persi…
“Lo penso anch’io. Mi riferisco soprattutto alla sconfitta di Torino, da dove potevamo tornare a casa con almeno un punto”.

Lo pensa anche il pubblico che vi segue con affetto, perché vede con quanto impegno lavorate e il bel gruppo che avete costruito.
“Saperlo ci fa un grande piacere, ma adesso pensiamo a vincere domenica contro Conegliano”.

Un commento to “Tirozzi: “Sono la prima insoddisfatta del mio attacco””

  1. gianfranco ioele scrive:

    Certo che se torniamo a pensare a quest’estate ed ai nuvoloni che aleggiavano sulla società possiamo solo tirare un bel sospiro di sollievo…….
    Se poi analizziamo il calendario dove, sulla carta, nelle prime 6 giornate la Robur non avrebbe dovuto raccogliere nulla o quasi penso che anche il più pessimista non avrebbe nulla da recriminare se non, come dice anche Valentina, l’occasione mancata di strappare almeno un punticino a Chieri.
    Adesso però il girone d’andata “dovrebbe” essere in discesa e si dovrebbero raccogliere punti importanti per salire di classifica.
    L’importante è non mollare mai e stare sempre concentrate al massimo.
    Valentina è un grosso traino per tutte le compagne e se in casa si sblocca saranno dolori per tutti.
    Come sempre noi Balusch ci crediamo e anche se il resto del pubblico è un pò freddino cercheremo di sopperire ai loro mutismi.
    In Colibrì we trust, we love Colibrì!!!

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