Outlet di Mondolfo, lettera di Ilva Sartini (Confesercenti) a Spacca e alla Giunta provinciale

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5 agosto 2014

Ilva Sartini*

Leggiamo con amaro stupore l’ultima presa di posizione della Provincia di Pesaro e Urbino sull’outlet di Mondolfo.
La Giunta provinciale –con 3 voti favorevoli, 2 contrari e 2 assessori colpevolmente assenti- ha espresso ‘parere definitivo di conformità’ alla variante al vigente PRG relativa al comparto PP15 in località Marotta, nel quale l’Amministrazione del sindaco Pietro Cavallo ha chiaramente espresso l’intenzione di realizzare un nuovo grande outlet del commercio.

In concreto, la delibera provinciale ha dato il via libera nell’area ad un cospicuo aumento volumetrico -da 12 mila a 36 mila metri quadrati- che rappresenta un ulteriore e concreto passo in avanti verso la nascita della nuova cittadella commerciale. Ed il rimando, al quale si fa riferimento nella delibera, ad ‘ulteriori e successivi procedimenti amministrativi attuativi e autorizzatori’ e ad una eventuale richiesta di ricognizione al Piano Territoriale di Coordinamento che dovrebbe essere attivata in una fase successiva dal Comune di Mondolfo, non sono altro che pannicelli caldi.

Ci sembra piuttosto che l’Ente provinciale abbia demandato ad altri una decisione che avrebbe dovuto far sua e sulla quale in precedenza aveva preso una posizione netta e contraria a quella attuale. Ci sembra che l’ipotesi dell’outlet, messa alla porta dall’Ente con la delibera di pochi mesi fa, sia stata fatta rientrare dalla finestra. Ci sembra che quest’ultima delibera contrasti in pieno non solo con il PTC provinciale che non prevede in quella zona grandi aree di vendita, ma anche con l’intenzione più volte ribadita dall’Ente di sostenere il piccolo commercio, impedendo la nascita di nuova grande distribuzione. Ci sembra, insomma, che la politica abbia perso nuovamente un’occasione per essere credibile.

A questo punto chiediamo di non cancellare con un colpo di spugna le richieste di aiuto provenienti dal piccolo commercio, ben sapendo che la nascita dell’outlet significherà sicuramente la chiusura di tanti negozi, del centro e dei quartieri, con la conseguente perdita di servizi primari e di punti di riferimento anche sociali. Chiediamo quindi, almeno, di escludere il commercio dalle destinazioni dell’area, dando la precedenza a finalità turistiche e di servizio davvero portatrici di sviluppo e lavoro. Soprattutto, chiediamo alla politica prese di posizione chiare e lungimiranti e un’assunzione di responsabilità che fin qui è mancata

*Direttore Confesercenti Marche

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