Rodari, Crescentini spara a zero: “La lettera dell’ISS non tranquillizza, anzi. E chi ha sbagliato ora deve pagare”

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6 agosto 2014

PESARO – “Come Siamo Pesaro, avevamo dall’inizio avanzato forti dubbi sull’ opportunità di procedere alla bonifica senza avere prima avuto tutti i risultati, compreso il parere dell’ISS”. Inizia così la nota di Roberta Crescentini, consigliere comunale del gruppo Siamo Pesaro.

“In data 11.07.2014 il consigliere Giovanni Dallasta – ricostruisce la vicenda Roberta Crescentini – ha presentato al Comune di Pesaro una lettera nella quale ribadiva tutte le contrarietà alla bonifica. Non ricevendo risposta dal Comune, come Siamo Pesaro è stata depositata una informativa alla Procura di Pesaro chiedendo di valutare la convenienza ad effettuare i lavori di bonifica prima di avere ottenuto tutte le risposte. Perplessità ribadite anche a mezzo stampa. Nessuna risposta.

Ora la lettera dell’ISS ci da ragione.

La lettera inviata dall’ISS non ci sembra “tranquillizzi” circa i danni che possono aver subito i bambini e gli operatori della scuola, anzi tutt’altro.

Nel documento si precisa che tutte le valutazioni sono basate sui dati forniti da Arpam, evidenziando però delle criticità circa le modalità di campionamento:

Criticità 1- il protocollo (U.S. EPA) usato dall’Arpam, non sarebbe stato infatti il più corretto da utilizzare ma sarebbe stato meglio seguire il protocollo specifico per le rilevazioni Indoor ISTISAN 13/4, protocollo citato durante la commissione del 23.07 a cui hanno partecipato i tecnici del Comune;

Criticità 2- mancanza di informazioni circa la posizione del campionatore (importante visto che i bambini non sono alla stessa altezza degli adulti, soprattutto seduti ai banchi), la durata effettiva del campionamento e la mancanza dei rapporti di prova dei risultati analitici.

L’ISS sottolinea inoltre che le concentrazione delle sostanze ritenute cancerogene erano tali da, citando la lettera, “consigliare un approfondimento della situazione effettuando un numero maggiore di rilevamenti, in situazioni che rappresentino il reale utilizzo degli ambienti e delle attività svolte …” L’ISS sottolinea inoltre alla fine della relazione “che è necessario monitorare la situazione, effettuando prelievi ed analisi in modo sistematico e con un disegno sperimentale adeguato”.

Durante la commissione del 23.07.2014, al Dott Benini e agli altri tecnici presenti avevo fatto osservare che la bonifica del tetto avrebbe compromesso ulteriori verifiche andando a modificare la situazione. Mi è stato risposto che le analisi fatte erano sufficienti. Ma mi è stato anche detto che era la prima volta che Arpam realizzava campionamenti INDOOR. Ora abbiamo un ambiente compromesso da una bonifica affrettata, giustificata dal Comune dalla possibilità di usufruire della struttura per Settembre, cosa che invece oggi non viene data per certa. Abbiamo una tendenza degli amministratori a continuare a minimizzare il problema. Abbiamo delle famiglie che non hanno avuto delle risposte certe.

Ed abbiamo ora anche il problema dell’acqua! Non esiste un registro in cui si possa controllare il ricambio dei filtri del depuratore? Siamo certi la stessa situazione non stia avvenendo anche negli altri plessi che utilizzano un depuratore proprio, nonostante siano allacciati alla rete idrica cittadina? Questi apparecchi dovrebbero assicurare ulteriori garanzie di potabilità”.

La Crescentini attacca: “Veramente ci si chiede come si possa agire con tanta superficialità, se fosse avvenuto tutto ciò ad un privato, sarebbe già stato sanzionato pesantemente e probabilmente sarebbe già stato indagato se non peggio. La vicenda della scuola Rodari a nostro avviso è la peggior testimonianza di come il pubblico, mancando le responsabilità dirette, agisce: un rimpallo di responsabilità ancora tutte da accertare a danno della collettività ed in questo caso soprattutto di bambini. Sappiamo che esistono diversi esposti alla Procura di Pesaro che siamo sicuri agirà per il meglio. Ci aspettiamo che questa volta chi ha sbagliato paghi e che si creino delle modalità per cui fatti del genere non debbano più avvenire”.

 

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