Successo per il penultimo appuntamento dell’Angolo della Poesia di Pesaro dedicato a Delio Tessa

di 

6 agosto 2014

PESARO – Si è svolto ieri sera il penultimo appuntamento dell’Angolo della Poesia di Giuseppe Saponara, dedicato questa volta al poeta milanese Delio Tessa (1886-1939).

 

Saponara con Bustric

Saponara con Bustric

Vista l’incertezza del tempo, la serata omaggio ha avuto luogo nella sala del consiglio provinciale. In apertura e chiusura dell’appuntamento, l’ideatore della rassegna, Giuseppe Saponara, ha invitato il numeroso pubblico presente a spedire le foto realizzate nel corso delle diverse serate all’indirizzo mail: info@davidecaporaletti.it, per preparare una sorpresa in vista dell’ultima serata, quella del 12 agosto, dedicata a Edoardo Firpo.

L’appuntamento è iniziato come di consueto con i “Caroselli” (dedicati, in sintonia con la serata, a “Moplen” con Gino Bramieri e a “Dura Minga-China Martini” con Ernesto Calindri e Franco Volpi) per proseguire con una pagina di cinema che ben ha rappresentato l’atmosfera del tempo di Tessa, “Il miracolo della mucca guarita” tratto da “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi.

Giuseppe Saponara ha introdotto il primo ospite della serata, Piero Marelli, autore di testi poetici in dialetto brianzolo e in italiano e fresco vincitore del “Premio italo – svizzero”. Il poeta e scrittore milanese ha inquadrato la figura di Delio Tessa, autore di 60 poesie e 5 capolavori, tra cui il poemetto Caporetto 1917. “Delio Tessa – ha spiegato Marelli – è stato scoperto solo oggi come uno dei più grandi poeti del ‘900. Fu poeta di altissimo livello soprattutto nell’uso del dialetto milanese. Diceva di riconoscere un solo maestro, il popolo che parla. Per questo amava frequentare gli ambienti malfamati: per trarre spunto e raccontare gli emarginati e vinti dalla società (…). Se il dialetto gli fornisce la lingua della sua poesia, è la città che gli fornisce i modelli. Come la Dublino di Joyce, la Milano di Tessa si riempie di illuminazioni”.

La seconda parte della serata ha visto per protagonista Sergio Bini (in arte Bustric), attore, mimo e regista, noto al grande pubblico in particolare per la sua interpretazione di Ferruccio Papini, il miglior amico di Roberto Benigni ne “La vita è bella”. Sul capolavoro di Benigni, Bini ha dichiarato: “Quando ho letto la sceneggiatura ho capito subito che avrebbe vinto l’Oscar”. Ha poi divertito il pubblico con varie pantomime. “Sono uno che ha seguito il suo desiderio. L’ho capito quando avevo 11 anni e l’ho messo in pratica a 19, quando avevo imparato tutto ciò che era sbagliato fare”. E ancora: “Mi piace mettere in armonia un gesto con un’azione. L’elemento principale del mio lavoro è la comunicazione col pubblico”.

L’epilogo applauditissimo della serata è stato dedicato a ” e’l purtava i scarp de tennis” di Enzo Jannacci, omaggio al grande artista milanese scomparso che ha forse rappresentato meglio di chiunque altro la filosofia e poetica di Delio Tessa.

Ai due ospiti della serata sono stati donati due “Pinocchi” in legno, note creazioni della ditta Bartolucci.

 

L’appuntamento è ora per martedì 12 agosto per la puntata conclusiva dedicata a Edoardo Firpo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>