Gemellaggio Avis Montelabbate-Avis Stazzema, nel ricordo dell’eccidio del 1944

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7 agosto 2014

MONTELABBATE – Sarà un evento dall’alto valore civile quello che il paese di Montelabbate si appresta a vivere domenica prossima, 10 agosto. Nella mattinata, infatti, l’AVIS locale si unirà in gemellaggio a quella del comune di Stazzema (Lucca). Un’amicizia che servirà alle due associazioni da reciproco sostegno e che si stringe nel ricordo di una delle pagine più atroci dell’ultima guerra mondiale: l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema (12 agosto 1944). In quella strage infatti, dove per mano delle SS tedesche trovarono la morte 560 innocenti, perì anche un’intera famiglia di Montelabbate: Luigi Scipioni, la moglie Ilde Donati e i figli Mario e Giuseppe di 11 e 6 anni.

La giornata celebrativa

GemellaggioLe celebrazioni avranno inizio alle ore 9 presso lo storico palazzo comunale con il saluto del Sindaco di Montelabbate Cinzia Ferri, un discorso commemorativo e l’ufficializzazione del gemellaggio tra le due sezioni Avis rappresentate dai rispettivi presidenti: Andrea Marcolini (Montelabbate) e Anselmo Vannoni (Stazzema). Successivamente prenderà vita il corteo che, attraversando il paese, si recherà al locale cimitero dove sarà deposta una corona di alloro sul cippo che ricorda le vittime della strage. La mattinata terminerà con una S. Messa presso la chiesa parrocchiale dei SS. Quirico e Giulitta.

Interverranno alla cerimonia, oltre le rappresentanze Avis, le autorità municipali dei due comuni con i rispettivi gonfaloni e alcuni parenti della famiglia uccisa nella strage. Saranno presenti anche le diverse associazioni locali coi propri vessilli e il corpo bandistico “G. Rossini” di Montelabbate che guiderà il corteo con brani militari e patriottici e impreziosirà il momento dell’omaggio al cimitero con l’inno nazionale e le note del silenzio.

La vicenda della famiglia Scipioni-Donati

Allo scoppio della guerra da Montelabbate la famiglia Scipioni si era dovuta trasferire a La Spezia dove Luigi, che era ufficiale di Marina, era stato chiamato per attendere come capotecnico al collaudo di alcuni sommergibili. Poiché però si prevedevano tempo difficili, i due coniugi decisero di lasciare il piccolo Giuseppe nel nostro paese, presso i nonni materni.

Con l’avvicinarsi del fronte di guerra tuttavia La Spezia divenne un centro particolarmente rischioso (la città costituiva il limite occidentale della Linea Gotica) e la famiglia Scipioni decise di abbandonare la città ligure, pensando di trovare sicuro rifugio a Sant’Anna di Stazzema, una località isolata nelle montagne sopra Forte dei Marmi dove tante altre persone si erano stabilite in quei giorni difficili. Tuttavia prima di trasferirsi a Sant’Anna, poiché anche i nostri luoghi si trovavano nei pressi della Linea Gotica, Ilde pensò di tornare a Montelabbate per riprendersi il piccolo Giuseppe e averlo con sé nel periodo più brutto della guerra. Il bambino però non voleva sapere di andarsene dal nostro paese; si racconta che in pianto, nel tentativo di resistere alla separazione dai cari nonni, si fosse addirittura aggrappato alla gamba di un tavolo. E così la povera mamma dovette faticare non poco per portare il suo piccolo a Sant’Anna, trascinando inconsapevolmente anche lui incontro alla morte.

 

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