La Cna presenta il Manifesto Sanità: le proposte per un welfare che tuteli i più deboli

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7 agosto 2014

PESARO – Il punto è chiaro: il tema della salute non può essere solo quello dell’ospedale unico. Serve un dibattito più ampio e articolato. Si deve andare avanti con l’ospedale unico ma per arrivare a una sanità che affronti con una nuova razionalizzazione, territorializzazione, prevenzione e nuove tecnologie le problematiche legate al nostro territorio.

 

La Cna pensionati Pesaro e Urbino, a riguardo, ha individuato alcune linee guida e una serie di proposte contenute nel “Manifesto Sanità”.  Perché parlare di salute, e  non solo ospedale, rappresenta studiare una metodologia di lavoro e riflessione a 360 gradi sul nostro paese.

 

 

Un momento della conferenza

Un momento della conferenza

I numeri di partenza sono altrettanto chiari: 540 milioni di euro in meno per il 2015 e 610 per il 2016. Questa la riduzione del livello statale di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale che avrà una ricaduta drammatica anche a livello regionale, in particolare per quanto riguarda uno dei servizi più delicati: l’Assistenza domiciliare Integrata. In questo quadro, si stanno muovendo una serie di proposte per un nuovo tipo di sanità e di assistenza che non metta a repentaglio servizi essenziali, esperienze e risorse, un tempo fiore all’occhiello della regione Marche. In questo quadro poco incorraggiante dal punto di vista delle risorse, è stato presentato questa mattina a Casa Roverella, residenza per anziani di Santa Colomba a Pesaro, il “Manifesto Sanità”, progetto della CNA Pensionati di Pesaro e Urbino che contiene una serie di proposte e di indicazioni alle istituzioni pubbliche per un confronto sullo stato della sanità.

“Nel dare il titolo al manifesto – ha detto il presidente di CNA Pensionati, Giancarlo Sperindio – abbiamo evidenziato che il tema della salute non può essere rappresentato unicamente dal concetto di ospedale, ed in particolare quello unico tra Pesaro e Fano. Ma il progetto che sta dietro allo slogan “Salute e non solo ospedale”, vuole aprire un fronte più ampio di discussione nel quale la salute deve rispecchiare in una sanità più presente e vicina alla condizione esistenziale dei cittadini, soprattutto di quelli più deboli come gli anziani”.

Come CNA Pensionati, in attesa di promuovere incontri monotematici sul tema, sono state individuate tre linee guida d’intervento. La prima è l’attivazione di un confronto europeo sulla vita dei pensionati ed il loro rapporto con la sanità e il welfare dei rispettivi Paesi per confrontarsi con altre realtà del Vecchio Continente. In quest’ottica è nato il Progetto Reboot, in collaborazione con la società Training 2000 che ha visto la partecipazione di 5 Paesi: Italia; Belgio; Inghilterra; Polonia e Turchia. Elmo De Angelis di Training 2000 ha spiegato come siano state effettuate “tre ricerche con 155 partecipanti e 4-5 paesi europei coinvolti, esaminando la situazione degli anziani nei vari paesi, i loro bisogni, i servizi offerti nei paesi partner. La situazione finanziaria peggiora per gli anziani in tutti paesi. Ma se in Polonia e Italia si aspetta di più dallo Stato, i Belgio, Turchia e Inghilterra non c’è questo problema. Lì il problema è la vita attiva dell’anziano”.

 

La seconda linea di intervento riguarda il rapporto tra pubblico e privato per l’assistenza degli anziani autosufficienti e non, sia ai domiciliari, sia in strutture specializzate.

La terza linea di intervento riguarda l’attività di SANIDOC, Associazione di Promozione Sociale senza fini di lucro, che nasce per promuovere a prezzi accessibili le cure specialistiche a pagamento sia in ambito pubblico sia privato e stringendo accordi anche con le farmacie del territorio provinciale per potenziare l’assistenza farmaceutica.

Romeo Salvi, presidente Ordine farmacisti provinciale, presidente ordine farmacisti provinciale: “Il concetto fondamentale è la cultura. Io metto al centro l’assistenza della persona”

 

Un altro momento della conferenza

Un altro momento della conferenza

“Il progetto – ha spiegato il responsabile provinciale di CNA Pensionati, Valerio Angelini – è un esempio di com’è possibile fare sistema tra realtà diverse per un approccio comune, per affrontare in questo caso la necessità di avere un’assistenza qualificata per gli anziani, sia con ricoveri in case protette e sia direttamente a domicilio. Grande attenzione è stata rivolta alla problematica sociale dei centri di accoglienza per anziani, in cui la struttura del Consorzio Sociale di Santa Colomba a Pesaro, rappresenta certamente un espressivo esempio di funzionalità e di rapporto collaborativo pubblico-privato”.

La struttura, gestita da alcune cooperative che hanno poi costituito il consorzio sociale Santacolomba, è stata ampliata nei posti (da 64 a 168) e oggi conta anche un nuovo servizio: la casa di riposo per persone autosufficienti. Ovvero quelle che hanno solo necessità di compagnia. “Oggi abbiamo tre tipologie di servizi – ha spiegato Simona Zoppi, responsabile del Santa Colomba, divenuta una eccellenza livello regionale -: residenza protetta, casa di riposo e centro diurno (anche per chi soffre di halzeimer). Leggendo il bisogno del territorio è stato attivato un innovativo servizio con sostegno (Ceste) condiviso con l’ente pubblico, con servizi a domicilio.I l consorzio sociale ha voluto creare poi un canale con le farmacie, ottenendo sconti per i residenti e un nuovo punto di vista culturale sull’utilizzo corretto dei medicinali, insieme ai nostri medici”. Nonostante questo la struttura necessiterebbe di ulteriore personale ma senza fondi regionali l’operazione resta un sogno.

 

 

“Il tema dell’assistenza agli anziani sia autosufficienti che e non – spiegano Sperindio e Angelini – rimane un tema essenziale del manifesto Sanità Pensionati, che non può essere visto solo dal lato dell’assistenza, ma deve essere parte integrante della qualità della vita e del rapporto cittadino-sanità.

Per Marcello Secchiaroli, che ha seguito la conferenza in platea, il problema è che oggi “L’area vasta allontana i cittadini dalla partecipazione, è qualcosa di percepito come lontano. La riforma che la Regione si è data non esiste nel concreto. La 328, che poneva al centro il piano individualizzato della persona, è stata distrutta . Su tutto campo salute c’è un buco enorme”.

 

Il percorso del manifesto sanità ha voluto evidenziare e fare suo il lavoro di SANIDOC, l’associazione di promozione sociale senza fini di lucro che s’inserisce nel grande tema delle organizzazioni sociali mirate a facilitare la vita dei cittadini con servizi sanitari a prezzi contenuti, in questa ottica di convenzione con strutture sanitarie si inserisce una innovativa collaborazione con le farmacie provinciali per un servizio globale ai cittadini, pensionati iscritti alla CNA, per un’informazione sanitaria accessibile e completa, la farmacia come luogo non solo di vendita del farmaco, ma luogo di conoscenza e d’informazione per l’utente.

Ma scendendo ancor di più nel concreto, le proposte degli artigiani della CNA che aderiscono al CUPLA (Comitato Unitario Pensionati Lavoratori Autonomi), possono così essere illustrate. Secondo CNA “occorre territorializzare il servizio sanitario, restituendo ai medici di base un ruolo primario con la costituzione sul territorio dei pool di medici multi disciplinari, assicurando l’assistenza H24 (il che farebbe diminuire il ricorso al pronto soccorso)”. Ed ancora: “Potenziare i servizi socio-sanitari, in particolare i servizi di assistenza domiciliare, dando applicazione completa alla legge 328/2000”. Ed infine “sviluppare la prevenzione, come richiesto dalle stesse linee guida del ministero della Sanità. Su ognuno di questi temi saranno organizzati incontri pubblici monotematici con i responsabili di ogni settore.

 

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