Il Rof va contro corrente e la notte di San Lorenzo lancia una stella: Carmen Romeu è Armida, il sogno di ogni soprano che canta Rossini

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9 agosto 2014

Carmen Romeu è Armida (Foto Amati Bacciardi)

Carmen Romeu è Armida (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Carmen Romeu come… Maria Callas e… Renée Fleming. Dare la propria voce ad Armida è il sogno di ogni soprano. A maggiore ragione dei soprano che cantano Rossini.

Carmen Romeu, soprano di Valencia, sta bruciando le tappe. Nel 2011 partecipò all’Accademia Rossiniana, cantando poi nel tradizionale Viaggio a Reims (Madama Cortese nella prima rappresentazione, Delia nella seconda). L’anno successivo fu Argene in Ciro in Babilonia e Roggiero nel Tancredi. Nel 2013 ha interpretato Elena ne La donna del lago. Alla quarta presenza consecutiva al Rof, Carmen Romeu è protagonista di Armida, che alle ore 20 di domenica 10 agosto inaugura la XXXV edizione del Festival dedicato al pesarese più illustre.

Pesaro e il Rof vanno contro corrente: domenica, giorno di San Lorenzo, è la notte delle stelle cadenti. Che a Pesaro fanno il percorso opposto, vanno in cielo.

Il firmamento del belcanto è composto da tante stelle nate a Pesaro. L’augurio è che Carmen Romeu sia fra le più fulgide. Di sicuro gode della stima del sovrintendente Mariotti, del direttore artistico Zedda, del regista Ronconi. E chissà che un giorno non si possa scrivere che è davvero l’erede di Callas e Fleming.

Armida non è un ruolo facile (con Rossini esistono ruoli facili?). E la storia dell’opera è spesso condita da ricordi di un passato lontano. Colpa anche di chi – e nel “popolo dell’opera lirica” sono tanti – paragona le voci di oggi a quelle di ieri, magari senza averle mai ascoltate, se non in vecchi dischi, in cd, o in YouTube.

Chissà quanti, prima di raggiungere l’Adriatic Arena, ascolteranno Maria Callas che canta “D’amore al dolce impero” (Firenze, Teatro Comunale, 26 aprile 1952). O faranno altrettanto con Renée Fleming che esegue – con Gregory Kunde – “Soavi catene (Pesaro, Teatro Rossini, Rof, 9 agosto 1993).

Ventun’anni dopo, Luca Ronconi propone un’altra Armida. Allora, a interpretare il ruolo eponimo era il soprano statunitense, che lo scorso febbraio ha conquistato la platea mondiale interpretano l’inno nazionale prima del Super Bowl, la finalissima del campionato di football. E’ stata la prima, ha entusiasmato tutti, anche coloro che non amano la lirica, per la sua bravura, la sua bellezza. Nell’agosto 1993, fece lo stesso con il pubblico di Pesaro.

Il Rof ricorda che “Armida, (10, 13, 16, 19 agosto alle 20 all’Adriatic Arena), nel 1993 fu messa in scena da Luca Ronconi sulla base di suggestioni cinematografiche anni Trenta. Tocca di nuovo al regista milanese, coadiuvato da Margherita Palli (scene) e Giovanna Buzzi (costumi), misurarsi con la maga della Gerusalemme liberata, ma stavolta lo spettacolo rifugge qualunque attualizzazione e propone una scena unica in cartapesta che con semplici giochi di luce e pochi elementi scenici si trasfigura in una orrida selva. Pupi siciliani e clima fiabesco nel primo atto, cui seguono le danze, curate da Michele Abbondanza, che raccontano le gesta eroiche della Gerusalemme liberata, cui Armida e Rinaldo assistono dal loro eden amoroso. Infine l’atmosfera si fa via via più cupa, all’avverarsi dell’incubo di Armida, ovvero il nuovo, definitivo abbandono da parte di Rinaldo. Lo stesso drammatico finale è comunque risolto con estrema eleganza formale”.

Al fianco di Carmen Romeu, in una distribuzione che prevede parti per sei tenori e un basso e nessun’altra voce femminile, Antonino Siragusa, Dmitry Korchak, Randall Bills e Vassilis Kavayas (quattro tenori per sei parti) e il basso Carlo Lepore, vera anima nera della storia, che impersona sia re Idraote che il diavolo Astarotte. Carlo Rizzi dirige Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna, protagonisti anche nel 1993. L’opera sarà trasmessa in differita da Rai5 giovedì 14 agosto alle 21.15.

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