Rof, Marko Mimica, Lord Sidney nell’attesissimo Viaggio a Reims, sogna di cantare Assur in Semiramide: “Che grande esperienza a Pesaro!”

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12 agosto 2014

PESARO – Una ragione per cui vale la pena di vivere o venire a Pesaro durante i giorni del Rossini Opera Festival è Il viaggio a Reims. Anzi le due rappresentazioni de “la cantata scenica diventata – sottolinea con orgoglio il Rof – un simbolo del Festival”. Messe in un piccolo grande angolo del cuore e della mente le emozioni regalate dalla videoproiezione in piazza del Popolo della storica prima mondiale moderna di trent’anni fa a Pesaro, è già tempo della riproposizione, che – dal 2001 – il Rof ha inserito all’interno del suo Festival Giovane. E’ l’attesissima – quest’anno più che mai – interpretazione a cura delle giovani voci formatesi nell’ambito dell’Accademia Rossiniana. Come ha anticipato pu24.it, anche quest’anno è rilevante il numero di ex allievi protagonisti del Festival. E la sensazione – ricavata dall’ascolto del Concerto finale dell’Accademia Rossiniana – è che in futuro saranno ancora di più. Lo spettacolo è quello, collaudatissimo ed esportato anche al Teatro Real di Madrid e al Maggio Fiorentino, firmato da Emilio Sagi e ripreso da Elisabetta Courir, con i costumi di Pepa Ojanguren.

Marko Mimica, giovane basso-baritono croato protagonista al Rof (Foto Amati Bacciardi)

Marko Mimica, giovane basso-baritono croato protagonista al Rof (Foto Amati Bacciardi)

Il maestro messicano Iván López Reynoso dirigerà la Filarmonica Rossini, compagine pesarese debuttante al Rof. Nel cast delle due serate figurano Hasmik Torosyan e Shahar Lavì (Corinna), Aya Wakizono (Marchesa Melibea), Isabel Rodríguez García (Contessa di Folleville), Giulia De Blasis (Madama Cortese), Matteo Macchioni e Nico Darmanin (Cavalier Belfiore), Anton Rositskiy (Conte di Libenskof), Marko Mimica (Lord Sidney), Yunpeng Wang (Don Profondo), Anton Markov (Barone di Trombonok), Iurii Samoilov (Don Alvaro), Claudio Levantino (Don Prudenzio), Christian Collia (Don Luigino), Madison Marie McIntosh e Magdalena Gallo (Delia), Shahar Laví e Hasmik Torosyan (Maddalena), Yuka Maruo (Modestina), Riccardo Fioratti (Antonio), Nico Darmanin e Matteo Macchioni (Zefirino/Gelsomino).

Ci sarebbe piaciuto intervistarli tutti, e chissà che da oggi a sabato non si riesca a proporre i pensieri di giovani voci che saranno certamente protagoniste della lirica mondiale. Intanto vi proponiamo Marko Mimica (la pronuncia esatta è Mimiza, con la zeta aspra). Ventisette anni, croato di Spalato, anzi di Omiš, basso-baritono, Mimica è stato scelto dal maestro Alberto Zedda per interpretare Lord Sidney sia nella prima di mercoledì, sia nella replica di sabato. Eppure lui, con una buona dose di autocritica, non è rimasto soddisfatto della prova offerta nell’epilogo dell’Accademia Rossiniana 2014.

“Ho sentito la registrazione del concerto e non mi sono piaciuto tanto. Mi sono reso conto delle cose che posso fare meglio. E’ vero, però, che non ho molta esperienza nel repertorio rossiniano. Mi piacerebbe cantarlo di più, in futuro, e spero che avrò l’opportunità di farlo. Confesso che è un repertorio molto particolare, il più difficile…”.

Perché?

“Guardi, io abito a Berlino, dove tutti credono che il compositore più difficile da cantare sia Wagner. Al contrario, io credo sia Rossini. E’ molto più difficile anche di Verdi. Ci sono tante regole che bisogna conoscere e mettere in pratica con grande rigore. Il cantante è nelle stesse condizioni di un pianista o di un flautista…”.

Marko Mimica è soddisfatto di essere qui, di avere preso parte all’Accademia Rossiniana.

“In queste settimane ho imparato realmente molto. Voglio portare con me quanto ho visto, sentito e imparato a Pesaro e spero di poterlo utilizzare in futuro, in tutta la mia carriera”.

E’ grande l’attesa per la prima di mercoledì. Lei sarà Lord Sidney, un ruolo legato a un mito, Samuel Ramey, nella storia del Rof.

“Non vedo l’ora di vederlo nella videoproiezione in piazza…”. L’intervista con Mimica è stata realizzata sabato mattina, nell’aula 14 del Conservatorio Rossini.

“In verità, l’ho vista altre volte…”.

Un ruolo bellissimo, come tutti gli altri de Il viaggio a Reims.

Consigli preziosi. Mimica con Juan Diego Florez

Consigli preziosi. Mimica con Juan Diego Florez

“Una parte particolare, perché Lord Sidney canta la sua aria poi si vede di nuovo alla fine, quando si cantano gli inni. Difficile creare il personaggio… però, l’aria dura tanti minuti ed è, a mio parere, una delle più belle per un basso-baritono. E’ l’aria più difficile che ho cantato finora. E’ davvero incredibile. Uno se ne rende conto cantandola, ma anche ascoltandola”.

Lei è dalmata, figlio di gente di mare. Da cantante lirico non poteva non approdare a Pesaro, che tra l’altro ha avuto sempre un rapporto importante con Spalato: ci riferiamo soprattutto al mondo del basket, a Skansi e Jerkov. Entrambi hanno giocato a Pesaro. Il primo ha anche allenato la Vuelle.

“Non lo sapevo. Io sono nato a Spalato, ma vengo da Omiš, piccola città sul mare. E’ bellissima. Ho un bel rapporto con il mare. Questa è una ragione in più per cui mi trovo benissimo qui. Quando studiavo a Zagabria, d’estate andavo un mese a casa, in vacanza. Il tempo che sto trascorrendo a Pesaro mi dà un grande piacere. Studio, canto, vivo tra la gente del mondo dell’opera e vado al mare. E’ il massimo!”.

Ha seguito anche gli altri lavori in cartellone?

“Noi allievi dell’Accademia siamo andati insieme a vedere le tre opere. Prima Armida, poi il Barbiere, infine Aureliano in Palmira. Siamo interessatissimi a vedere tutto. Tenga presente che da quando ho incominciato a studiare canto ho sempre visto Pesaro quale centro del mondo per Rossini. Se vuoi cantare il repertorio rossiniano e non lo fai a Pesaro, ti mancherà sempre qualcosa”.

Non è un caso che tutti i più grandi cantanti siano passati da Pesaro.

“Lo sappiamo. Pesaro per Rossini è come Salisburgo per Mozart”.

Tanti cantanti, dopo l’Accademia Rossiniana sono tornati qui, protagonisti del Rossini Opera Festival. L’esempio più eclatante quest’anno è offerto da Carmen Romeu, Armida.

“Spero vivamente di tornare qui”.

Quale ruolo le piacerebbe interpretare?

“Al momento, tutto quello che mi può essere offerto, anche un piccolo ruolo, una parte facile, però ho un sogno: c’è un ruolo che mi piacerebbe molto, anche se è difficile sia vocalmente sia psicologicamente. E’ Assur in Semiramide. Non ho trovato un ruolo più interessante in tutto il repertorio. Il personaggio, le situazioni, la musica sono sublimi”. Najbolje želje. Auguri.

 

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