Rof, Il viaggio a Reims di Isabel Rodríguez García, un’entusiasta Contessa di Folleville: “Rossini è dentro la mia anima, a Pesaro si respira magia”

di 

12 agosto 2014

PESARO – Mercoledì 13 agosto è il gran giorno de Il viaggio a Reims. Il Teatro Rossini ospita la prima dei giovani cantanti dell’Accademia Rossiniana. E’ uno dei momento più importanti del Rossini Opera Festival, sempre alla ricerca di voci importanti. Dimenticato – per progetto o per economia – lo Star System – il Rof è andato alla scoperta delle voci del futuro. Raramente ha sbagliato una scelta. Così, chi prepara i programmi delle stagioni future, sa che a Pesaro troverà nuove speranze, anzi certezze. Fra queste, ne siamo fortemente convinti, Isabel Rodríguez García, soprano catalano che ha conquistato il pubblico del Concerto finale dell’Accademia Rossiniana, interpretando la Contessa di Folleville, che la vedrà protagonista nel Viaggio. Isabel non nasconde l’emozione.

 Isabel Rodríguez García è la Contessa di Folleville (Foto Amati Bacciardi)

Isabel Rodríguez García è la Contessa di Folleville (Foto Amati Bacciardi)

“Mamma mia! Cantare questo ruolo magnifico, qui al Rossini Opera Festival, è un sogno che si realizza! Quello della Contessa di Folleville è un ruolo istrionico. La contessa è un po’… pazza. Mentre canti questi ruoli, vivi bei momenti, ma devi dare un senso, un carattere a queste colorature, altrimenti non ti diverti. Io mi diverto molto a cantare la Contessa di Folleville, ma allo stesso tempo sono seria, perché lei sarà anche un po’ pazza, ma è molto seria. Non trova le sue cose, il suo cappello, e impazzisce all’idea di partecipare all’incoronazione del re senza tutto ciò che ritiene essenziale…”.

Isabel trasmette allegria, non solo con la sua voce squillante. Il suo gesticolare mediterraneo racconta che è veramente felice di vivere questa esperienza.

“Sono molto contenta di essere a Pesaro e di cantare questo ruolo”.

E’ decisamente grande l’attesa per il debutto di mercoledì (ore 11, Teatro Rossini). Il nostro parere – la più bella Accademia Rossiniana di sempre – è stato ribadito dal sovrintendente Gianfranco Mariotti e dal direttore artistico Alberto Zedda. E’ annunciata la presenza di tanti addetti ai lavori, di rappresentanti dei più importanti teatri del mondo.

“Io penso che sarà un grande spettacolo, uno spettacolo di buon livello internazionale. Tutti i personaggi hanno voci bellissime…”.

Un particolare che Isabel Rodríguez García sottolinea con vigore.

“Dicono che non si trovano voci come prima… Ma guarda! Vedrete. Io ne sono convinta. E poco importa se siamo molto giovani. Io sento i miei colleghi cantare sicuri. Bisogna credere nelle nuove generazioni…”.

Al mondo nessuno più del Rof crede nelle nuove voci. Lo dimostra la storia del Festival che ha lanciato le stelle più fulgide del firmamento. E – guarda caso – quest’anno una delle protagoniste più attese è Carmen Romeu.

Isabel, ascoltando questo nome, si fa prendere dall’entusiasmo…

“Lei è valenciana e – come spagnola – sono orgogliosa di venire a Pesaro e vedere nel cartellone che il nome principale è quello di Carmen Romeu. Sono innamorata della sua voce, particolarmente bella nelle note centrali. Ho assistito alla prova generale di Armida. Carmen è già una grande. E’ bello sapere che il Rof crede in queste voci, giovani sì, ma con un talento spettacolare”.

La sua presenza è uno stimolo anche per voi che avete partecipato all’Accademia di quest’anno.

“Penso che l’Accademia possa essere un impulso importante per la nostra carriera. Non posso che ringraziare il maestro Zedda che ogni anno fa un grande lavoro con i giovani cantanti. Non ci crederete, ma per un giovane una chiave importante è farsi ascoltare in un posto come Pesaro, in un Festival così straordinario. E’ veramente difficile trovare chi ti ascolti se non sei già affermato. Il Rof ci offre una grande opportunità”.

Il viaggio a Reims è una grande occasione per lei che canterà Folleville in entrambe le rappresentazioni.

“Certo, perché se vuoi fare un’audizione devi andare in ogni parte del mondo, mentre qui è il mondo che viene a Pesaro. E’ vero, però, che se l’opportunità è grande, è altrettanto grande la pressione”.

Allievi degli anni precedenti, poi diventati famosi, hanno raccontato che le settimane trascorse a Pesaro sono state fantastiche per il rapporto che si crea con il maestro Zedda.

“Si cresce molto studiando con lui e perché si vive l’ambiente più belcantista del mondo. Lavorare con il maestro è un grande onore, ma è molto esigente. Durante le prime prove con l’orchestra, mentre lui mi ascoltava, io ero un po’ nervosa. Cantare davanti ad Alberto Zedda è una vera prova del fuoco… Ma è giusto così, un giovane deve imparare dai grandi. Io ho avuto la fortuna di studiare con Mariella Devia, Jaume Aragall e Raul Gimenez”.

Le hanno parlato di Pesaro?

“Gimenez, che per me è stato un grande maestro rossiniano, voleva da tempo che io partecipassi all’Accademia. Mi consigliava di venire a Pesaro. E così Gregory Kunde, che ha cantato tante volte qui e ho conosciuto quest’anno in Belgio, a Gent, dove vivo. Lui cantava Otello diretto dal maestro Zedda. Ascoltandomi, Gregory mi ha detto: guarda, Isabel, devi farti ascoltare da Zedda. E mi ha consigliato di fare l’Accademia Rossiniana”.

Contenta di avere dato loro ragione?

“Contentissima! Come per altri giovani cantanti, la mia voce vive un’evoluzione, deve arricchirsi. Kunde mi ha spiegato che il repertorio rossiniano è molto importante per lavorare a inizio di carriera perché aiuta sviluppare tutti i registri vocali. Mozart, ad esempio, è più particolare e ti incastra la voce. Kunde mi ha consigliato di cantare molto Rossini. Ecco perché sono contenta di essere venuta a Pesaro”.

Lei ha cantato già tanto Rossini.

“Per due anni ho partecipato al Rossini Festival di Bad Wildbad, in Germania. E ho fatto una Cenerentola a Ibiza. Ho lavorato così tanto con cantanti rossiniani che la musica del compositore pesarese mi arriva nell’anima”.

Faccia un sogno: la chiamano a cantare Rossini nello storico Liceu di Barcelona: quale ruolo vorrebbe interpretare?

“Guardi, il mio sogno diventato realtà è cantare la Contessa di Folleville a Pesaro. Essere qui, al Rof, è un privilegio, perché è un ruolo che mostra tanto della voce, ma anche della personalità. Per il resto devo aspettare. Rossini ha ruoli più seri che hanno bisogno di una maturità vocale che al momento non ho. Oggi, la Contessa di Folleville è perfetta per me”.

Come sta vivendo la città, come si è trovata a Pesaro?

“Sono arrivata un po’ stressata, dopo avere cantato un’opera contemporanea a Barcelona. Due giorni per cambiare la testa e pensare a Rossini, quindi mi sono immersa in una città meravigliosa. L’ambiente del Rof è una magia, perché ti fa respirare arte, ma all’antica. Gli artisti sono seguiti con grande attenzione. Si riposa bene, ti concedono le giuste pause. In Belgio ti fanno cantare tante ore, senza guidarti, trattati come macchine operatrici. Invece, la voce è molto delicata. Questo a Pesaro lo sanno, e curano le nostre voci, è fantastico!”.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>