Passa il decreto Madia, Varotti: “Attacco alle Camere di commercio nel silenzio della politica locale”

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13 agosto 2014

PESARO – “Da mesi abbiamo pubblicamente denunciato l’irresponsabile disegno governativo sulle Camere di Commercio. Ora con l’approvazione del Decreto Madia sulla Pubblica Amministrazione già dal 2015 la Camera di Commercio di Pesaro e Urbino avrà il 35% in meno di entrate derivanti dai diritti camerali. Conseguentemente il territorio  e le imprese perderanno gran parte del sostegno che la Camera di Commercio ha garantito in questi anni. E tutto questo è accaduto nel silenzio più assordante della politica e degli Amministratori locali”.

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Ad Amerigo Varotti, direttore generale di Confcommercio Pesaro e Urbin, non piace il disinteresse dei politici e degli amministratori locali sulla riforma delle Camere di Commercio: “In Lombardia i Comuni e la stessa Giunta regionale hanno votato un documento a sostegno del ruolo e della insostituibile presenza delle Camere di Commercio; in Emilia Romagna, a Rimini, tutti gli amministratori hanno aspramente criticato l’assurda volontà del premier Renzi di “svuotare” di fatto la Camera di Commercio. Nella Provincia di Pesaro e Urbino i parlamentari, i politici e gli amministratori non si sono arrischiati di dire a Renzi che il suo progetto (?) è sbagliato (oltre che demagogico)”.

Varotti ci va giù duro: “Guai a disturbare il manovratore. Anche se il manovratore ci porta al disastro. Perché di disastro si tratta. La Camera di Commercio, infatti, senza un euro di spesa pubblica ogni anno mette a disposizione di imprese e territorio milioni di euro (3,1 nel 2014): per sostenere i processi di internazionalizzazione delle imprese, erogare contributi per la partecipazione a fiere all’estero, sostenere l’attività dei consorzi fidi (ormai l’unico strumento per le piccole e medie imprese per accedere al credito bancario), promuovere e valorizzare l’agroalimentare e il turismo, contribuire economicamente allo svolgimento di centinaia di manifestazioni di animazione economica del territorio che hanno effetti benefici per migliaia di imprese: dall’Urbino Press Award a Ginnastica in Festa, dai Tornei pesaresi di basket alla Cicloturistica di Gabicce Mare, da Joint the game di Fano alle Fiere del Tartufo di Pergola e Acqualagna, da Popsophia ai Festival letterari di Fano (Passaggi e Letteraria), dal Festival del Brodetto di Fano alla sfilata di moda Cna di Pesaro; dai contributi per l’assunzione di tirocinanti nelle imprese agli interventi sulle infrastrutture (vedi porto di Pesaro e aeroporto di Fano). E l’elenco sarebbe lunghissimo , senza citare le Fiere in Italia e all’estero, le attività di Formazione, i work shop, eccetera”.

Chiusura del direttore Confcommercio: “Chi farà tutto questo dal 2015? Chi sostituirà, e con quali soldi, la Camera di commercio nelle attività di sostegno a imprese e territorio? Quanti eventi – di grande impatto economico per il territorio e le imprese – si dovranno cancellare? E poi il Decreto Madia non è che il primo passo del “disegno” rendiamo di smantellare il sistema delle Camere di Commercio. Confcommercio si augura che la politica locale, gli amministratori, i parlamentari – in un sussulto di autonomia – prendano posizione in merito affinché ci sia un ripensamento ed una riconsiderazione sul ruolo effettivo delle Camere di Commercio (come mi ha dichiarato personalmente il viceministro Morando). Perché le riforme vanno fatte. Ma non tutte le riforme  vanno nella direzione auspicata dalle Imprese e nell’interesse del Paese che già da questo primo passo “riformatore” perderà 2,1 miliardi di PIL!”.

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