Rof, Il viaggio a Reims è trionfale con cantanti così giovani, così bravi. Entusiasta il pubblico del Teatro Rossini. Sabato l’unica replica

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13 agosto 2014

PESARO – Così giovani, così bravi!

Un trionfo, per niente inaspettato, al contrario del colpo – questo sì inaspettato – che sgomenta il gruppo di viaggiatori diretti a Reims. Mancano i cavalli, “da comprar o affittar”, non si potrà assistere all’incoronazione del nuovo re, Carlo X.

Un trionfo, totale. Nel Teatro Rossini tanti appassionati arrivati da ogni dove, ma ci è sembrato che i pesaresi presenti fossero davvero pochi. Abbiamo notato, però, in un palco di Secondo Ordine il nuovo assessore alla Cultura (scusate se usiamo questo termine, ma assessore alla Bellezza ci sembra davvero presuntuoso), Daniele Vimini. Una presenza che gli fa onore. Troppo facile andare alle prime mondane, partecipare alle feste con protagonisti i soliti noti, che se si fa il copia e incolla di quanto raccontato gli anni precedenti non si commettono errori. Quindi il nostro applauso all’assessore Vimini.

Orchestra e cantanti protagonisti del Il viaggio a Reims

Orchestra e cantanti protagonisti del Il viaggio a Reims

E un applauso a Michele Mariotti, il direttore d’orchestra pesarese ormai nell’Olimpo mondiale, presente in un palco di Primo Ordine.

Stamattina, andando a curiosare nei Viaggi del passato, ci siamo imbattuti in un Michele Mariotti che faceva Servizio ai camerini. Sì, portava anche l’acqua ai cantanti. Non è un omonimo, è proprio il bravissimo direttore d’orchestra, che conferma dove si possa arrivare studiando con passione, con amore, facendo tanti sacrifici. Un vero esempio, l’ennesimo che regala il Rof.

Che stamattina ha regalato poco meno di tre ore di felicità ai protagonisti in palcoscenico e nella buca dell’orchestra, ma anche in platea, nei palchi e in loggione.

“Uno spettacolo bellissimo, un cast di cantanti bravissimi” è stato il commento praticamente unanime – raccolto in diverse lingue – nell’intervallo e alla fine.

Il viaggio a Reims 2014 è partito bene, con Giulia De Blasis (Madama Cortese) che ha cantato “di vaghi raggi adorno”. Quindi è salito di tono con Isabel Rodríguez García, una fantastica Contessa di Folleville che ha scatenato gli applausi del pubblico. Non sono mancati i “brava!, bravissima!”, Come ci ha anticipato nell’intervista pubblicata ieri, Isabel sente davvero suo il ruolo. Chi vorrà ammirarla ancora, potrà farlo nella replica in programma sabato 16 agosto alle ore 11.

In questo commento, però, non vogliamo dare i voti ai singoli, ma esaltare la bravura del gruppo, di tutti i cantanti, di chi ha avuto ampio spazio e di chi ha ricoperto piccoli ruoli.

Tutti bravi e ancora una volta il merito va al maestro Alberto Zedda e al Rof che ha creduto fortemente nell’Accademia Rossiniana.

Niente voti, niente graduatorie, ma è doveroso ricordare i tanti applausi dopo il sestetto “Sì, di matti una gran gabbia” e riconoscere i meriti di Hasmik Torosyan, che ha dato voce a Corinna e sabato sarà Maddalena, oggi interpretata dall’israeliana Shahar Lavì. Grande apprezzamento per Marko Mimica, che ha offerto un’interpretazione davvero forte di Lord Sidney (“Ah! Perché la conobbi?”). A Mimica, che abbiamo intervistato qualche giorno fa, ci permettiamo di dare un consiglio: getti nella spazzatura le sigarette, ha una voce troppo bella per rovinarla con il fumo.

Piacevolissimo il duetto Corinna e Cavaliere (Matteo Macchioni, che sabato sarà sostituito da Nico Darmanin) “Nel suo divin sembiante”.

Un boato ha salutato la conclusione di “Medaglie incomparabili”, l’Aria di Don Profondo resa famosa, trent’anni fa, da Ruggero Raimondi. Commentando il Concerto finale dell’Accademia Rossiniana, avevamo scritto tutto il bene possibile di Yunpeng Wang. Il baritono cinese ha dimostrato qualità vocali e capacità interpretative davvero notevoli, ed è piaciuto molto al pubblico.

Applausi da ricordare per il Gran pezzo concertato a 14 voci “Ah! a tal colpo inaspettato”.

E’ piaciuto tanto, è piaciuto tutto.

E’ piaciuta moltissimo la giapponese Aya Wakizono (Marchesa Melibea), superba, come il tenore russo Anton Rositskiy (Libenskof), nel duetto “D’alma celeste, oh Dio!”.

Infine, una doverosa citazione per Anton Markov (Barone di Trombonok), Iurii Samoilov (Don Alvaro), Claudio Levantino (Don Prudenzio), Christian Collia (Don Luigino), Madison Marie McIntosh (Delia), Yuka Maruo (Modestina), Riccardo Fioratti (Antonio), Nico Darmanin (Zefirino/Gelsomino).

Il pubblico ha gradito la direzione del maestro messicano Iván López Reynoso e la prova della Filarmonica Rossini, orchestra pesarese debuttante al Rof.

E un invito: se riuscirete a trovare il biglietto, non perdete la seconda e ultima replica de Il viaggio a Reims. Avrete il privilegio di ascoltare in anteprima i grandi protagonisti del futuro, anche se alcuni lo sono già oggi.

Le Sonate a quattro con il quartetto Accardo

Venerdì 15 agosto alle 11 al Teatro Rossini saranno eseguite Le sonate a quattro di Gioachino Rossini nell’edizione critica fresca di pubblicazione da parte della Fondazione Rossini, curata da Matteo Giuggioli. Sul palco il violinista Salvatore Accardo capeggerà un prestigioso quartetto che comprende anche Laura Gorna (violino), Cecilia Radic (violoncello) e Franco Petracchi (contrabbasso).
Alla vigilia del concerto, il Circolo della Stampa di Pesaro consegnerà a Salvatore Accardo il premio ‘Il maestro’, assegnato dal sodalizio a giornalisti, scrittori e comunicatori nel senso più ampio. In passato il riconoscimento è stato assegnato a personaggi del mondo della cultura quali Riccardo Muti, Ennio Morricone, Nicola Piovani, Carla Fracci, Dario Fo e tanti altri.

 

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