Mirko Larghetti, il toro di Frontino pronto a sfidare Hulk. In palio il mondiale WBO Cruiser

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23 agosto 2014

FRONTINO – E’ carico, emozionato ma soprattutto determinato a conquistare il titolo mondiale WBO CRUISER il 30 agosto prossimo al Gerry Weber Stadion di Halle, in Germania, sfidando lo scazzottatore Marco Huck. Mirko Larghetti, 31 anni, un passato da agricoltore nell’azienda di famiglia e da muratore, da circa 9 anni pratica boxe.

“Mi sono appassionato a questo sport guardando Rocky da piccolo, poi poco più ventenne ho iniziato a frequentare l’accademia pugilistica Valconca di Taverna (Rimini) sotto la guida di Rico Maestri”.

Il toro di Frontino, professionista dal 2009, si sta preparando per l’occasione più importante della sua vita atletica, nel suo paese natio seguito dal suo allenatore, già campione di pesi leggeri nel 1982, Mario Massai, che per l’occasione da Civitavecchia si è trasferito con la famiglia a Frontino, e seguito a ombra, dall’inseparabile moglie Martina.

La famiglia, i frontinesi, il popolo della boxe sono dalla sua parte, ma nel “Larghetti’s Team” ci sono nomi d’eccezione. Oltre al preparatore atletico, il campione del mondo Professionisti WBC 2008 pesi massimi leggeri, Giacobbe Fragomeni, “per mia fortuna sono qui, ad aiutare a preparare Mirko, un grande atleta, un grande uomo. Speriamo ci porti a casa il titolo”. E il boxer croato Vudeliah.

Mario Massai, come tutta la squadra, ringrazia il Comune di Frontino per aver messo a disposizione di Larghetti il palazzetto dello sport e la moglie di Mirko, Martina Lotti, che, oltre ad essere un’instancabile supporter, ha provveduto al reperimento e alla messa in funzione del ring per l’allenamento e delle attrezzature necessarie.

“Ci stiamo preparando come per gli incontri precedenti, questa è una preparazione più dura e abbiamo preso più giorni – spiega Massai – Mirko è sparing con una struttura molto forte. I momenti dedicati all’allenamento sono 2: un’ora la mattina e una la sera, tutti i giorni. Il pugilato si differenzia dagli altri sport in quanto si chiama “noble art”, ma in Italia non è purtroppo molto diffuso. Si tende a dare più spazio, anche in televisione, ad altre attività, come il calcio. Non siamo adeguatamente supportati”.

“La boxe insegna disciplina, educazione, educazione sportiva e a non a litigare nelle strade. Non c’è violenza e la rabbia la li sfoga nella palestra, sul ring”, concludono Fragomeni e Massai.

Una dieta rigida: primi piatti semplici e sconditi, carne bianca e niente alcol.

Mirko, come si diventa dei campioni?
“Ci vuole bravura, tantissima determinazione e un po’ di fortuna”.

E’ tanta l’emozione in famiglia e fra gli amici, Antonio Larghetti, padre del pugile, si emozione anche ad una semplice intervista, un’emozione che si palesa negli occhi, l’orgoglio per il secondo di 4 figli che ce l’ha fatta seguendo la propria passione. “La boxe eravamo abituati a vederla in tv, non pensavamo che qualcuno di noi in casa sarebbe a questi livelli”.

Lunedì il “Largetti’s team” partirà alla volta di Halle per poi disputare alle ore 22 di sabato 30 l’incontro, che doveva essere giocato lo scorso 29 marzo, ma che ha causa di un infortunio di Huck è stato rimandato.

Un evento sarà seguito nella televisione tedesca da 45 milioni di persone e da qualche pullman che partirà da Frontino.

Tornerà azzurro il celo sulla Germania, sicuri che a mangiare gli spaghetti sarà Mirko, mettendo ko Marco Huck.

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