Urbania ricorda i settant’anni della liberazione

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26 agosto 2014

URBANIA – In questi ultimi giorni di Agosto ricorrono 70 anni della Liberazione del nostro territorio dal dominio nazifascista
La mattina del 26 Agosto i tedeschi avevano fatto saltare tre ponti sul Metauro prima di ritirarsi da una delle zone dove più aspro aveva divampato il conflitto a ridosso della linea gotica. La guerra era stata particolarmente drammatica per la città di Urbania che aveva pagato un altissimo prezzo con il bombardamento della città avvenuto il 23 gennaio 1944 .
Il Sindaco di Urbania Marco Ciccolini ricorderà il 70 della sua liberazione nel prossimo Consiglio Comunale del 9 Settembre.
Dai libri di storia si ricava che il Corpo di Liberazione inizia ad essere operativo nel nostro territorio il giorno 27 Agosto 1944.
Ma ha anche senso riproporre una pagina dal diario di un protagonista che ha vissuti quei giorni: Don Giuseppe Rinaldini nel suo libretto ” La mia fucilazione”: così scrive. ” La mattina del 28 agosto, verso le 7, s’ode un rumore rabbioso di una motocicletta che arranca faticosamente, per scappare dal fiume e risalire sulla strada.
Accoriamo tutti alle finestre. Il rumore si fa più vicino: chi sarà? D’improvviso sbuca fuori dai giardini, come un forsennato, un motociclista con un ciuffo di penne sull’elmo, infila il rettilineo e passa come un bolide davanti a noi. Tiene il mitra spianato sopra il manubrio, porta lunghi caricatori e bombe attorno alla vita. Passa e ripassa due o tre volte. è lui, un italiano un Bersagliere, con i calzoni corti, con la divisa logora e sporca, con le gambe abbronzate e tutte scorticate (.. )lo fermiamo e istintivamente lo abbracciamo. Il Direttore dell’Ospedale ( di Urbania) gli dice che i tedeschi sono definitivamente partiti fin dal giorno innanzi; il soldato s’incoraggia , riparte subito e pochi minuti dopo , ritorna con un ufficiale: sono arrivati gli Italiani a liberarci, i Bersaglieri, gli Arditi, i Marinai del San Marco. Non riusciamo più a trattenere le lacrime. Pare incredibile, ma sono loro, gli Italiani che inseguono alle corte il nemico. (…)
Poche ore dopo la mia camera è piena di bersaglieri , dal morale altissimo, guidati da un simpaticissimo cappellano militare, Don Lorenzo Bedeschi. (…)
Sono passati 70 anni da quegli avvenimenti del 1944 ed è doveroso ricordare quanti sono stati coinvolti nella guerra di Liberazione: le vittime civili, le forze partigiane
non meno dei soldati che hanno combattuto inquadrati nei reparti regolari dell’esercito italiano.

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