Gabicce: alla Settimana degli Amici dei Bambini arriva Walter Veltroni. L’appello di monsignor Paglia: “Riscoprite il valore delle adozioni”

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27 agosto 2014

PESARO – Walter Veltroni, oggi pomeriggio, ha partecipato ad un incontro in occasione della XXIII Settimana di Studi e Formazione “L’Accoglienza giusta. Bambini in alto mare. Bambini fuori famiglia, Bambini abbandonati” di Ai.Bi, Amici dei Bambini, in programma  fino al 30 agosto presso il Grand Hotel Michelacci di Gabicce Mare.

L’assessore Sabrina Bastianelli, il sindaco Domenico Pascuzzi, Walter Veltroni e la dottoressa Paola Michelacci

L’assessore Sabrina Bastianelli, il sindaco Domenico Pascuzzi, Walter Veltroni e la dottoressa Paola Michelacci

L’ex segretario nazionale del Partito democratico è stato accolto dal sindaco Domenico Pascuzzi e dall’assessore alle Politiche sociali Sabrina Bastianelli. Sindaco che ha portato i saluti dell’Amministrazione e della città di Gabicce Mare tutta, ringraziando “Amici dei Bambini” per il loro impegno nell’ambito delle adozioni internazionali.

Veltroni, che sta girando un film, ha preso parte all’incontro per intervistare Johan, il fratellino coprotagonista del corto, il bambino di 6 anni che in occasione della Giornata della Famiglia, a ottobre 2013, è riuscito a eludere la sorveglianza di piazza San Pietro, andando ad abbracciare Papa Francesco e sedendosi sulla sedia del Pontefice.

Monsignor Paglia ospite d’eccezione

Ospite d’eccezione alla XXIII Settimana delle Famiglie di Amici dei Bambini, a Gabicce Mare. Nel corso della terza giornata è intervenuto S.E. monsignor Vincenzo Paglia, Presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia, il dicastero vaticano responsabile della promozione del ministero pastorale delle famiglie cristiane.

Tra monsignor Paglia e le famiglie adottive e affidatarie presenti si è subito instaurato un dibattito centrato sul grande tema dell’accoglienza.

A prendere la parola per prima è stata Lisia, mamma sia biologica che adottiva, che ha lanciato un appello all’arcivescovo: “Vorremmo che la Chiesa rivolga un invito forte all’accoglienza dei bambini abbandonati”.

“È decisivo – le ha risposto monsignor Paglia – che la Chiesa e la società riscoprano la benedizione delle adozioni, perché entrambe, Chiesa e società, sarebbero più felici se scoprissero davvero quanto è bello mettere un bambino al centro dell’attenzione. Vorrei fare di questo tema – ha proseguito l’arcivescovo – una parte importante del lavoro del Pontificio Consiglio della Famiglia per la Chiesa italiana e mondiale. In particolare, vorrei dedicare alle  adozioni un momento particolare nel corso dell’Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Philadelphia nel 2015”.

La Chiesa quindi raccoglie l’invito a incoraggiare l’accoglienza e ne rivolge uno alle famiglie: “Continuate ad accogliere e a farlo sapere – ha detto monsignor Paglia –: il vostro esempio è contagioso anche per me. Voi genitori adottivi e affidatari, voi responsabili delle associazioni dovete avere ancora più coraggio, essere da esempio per le altre famiglie, soprattutto in questo momento in cui è più facile chiudersi e intristirsi che aprirsi e gioire dell’accoglienza”.

A Lisia ha fatto seguito Vincenzo, un papà adottivo che ha chiesto qualche suggerimento su come coinvolgere le comunità locali, diocesi e parrocchie su tutte, sui temi dell’adozione e dell’affido. Il consiglio di monsignor Paglia è quello di ricorrere a quella che lui ha definito “la furbizia dell’amore”. “Visto il momento difficile – ha spiegato – c’è bisogno di attrezzare il ragionamento al fine di fare comprendere un certo tema. Sarebbe importante, infatti, che le comunità cristiane riscoprano l’adozione nel panorama culturale del nostro tempo e capiscano che l’accoglienza è più importante del martellamento dell’eterologa, che rischia di essere improntato all’egocentrismo ”.

È stato quindi il turno di Cristina, mamma di una casa famiglia che accoglie anche bambini di religione diversa da quella cristiana. “Nel nostro piccolo – ha raccontato – preghiamo tutti insieme e a volte mangiamo cibi tipici dei Paesi di provenienza dei nostri figli”. “In una visione di Chiesa universale – ha chiesto Cristina – cosa possiamo imparare dalle famiglie dei Paesi in via di sviluppo sul tema dell’accoglienza?”

“Dobbiamo imparare ad applicare le parole di Gesù: ‘C’è più gioia nel dare che nel ricevere’ – ha richiamato monsignor Paglia –. Voi, accogliendo tanti bambini che altrimenti sarebbero rimasti soli, avete anticipato il modo in cui dovrebbe vivere tutta la Chiesa di oggi: imperniata sull’accoglienza universale. In più, voi avete accolto bambini di religioni diverse: in un momento in cui la diversità di religione rischia di creare divisione, voi avete unito! Rendiamoci conto che Gesù è impresso sul volto di tutti i bambini, ma in modo particolare sul volto di quelli abbandonati”.

“Dovremmo costruire un mondo più a misura di bambino – ha concluso monsignor Paglia, prima di impartire la benedizione su tutta la grande famiglia di Ai.Bi. –: solo così avremo finalmente un mondo più adulto!”

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