Rodari, la Crescentini vuole chiarezza: “Chi ha permesso di cambiare il filtro dell’impianto purificatore dell’acqua?”

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29 agosto 2014

Roberta Crescentini

Roberta Crescentini

PESARO – “L’assessore Giuliana Ceccarelli ha precisato di non essersi mai permessa di indurre il tecnico a cambiare il filtro dell’impianto purificatore dell’acqua alla Rodari. Allora, chi è stato?”.

Inizia così un comunicato a firma Roberta Crescentini, candidato sindaco alle ultime comunali a Pesaro per il centrodestra, che si esprime così sulla vicenda: “Dei tanti chiarimenti che ho chiesto nelle settimane scorse, uno almeno trova risposta nel comunicato: il filtro è stato cambiato. Infatti, è scritto che i nitriti risultanti nella norma il 20 giugno, dopo le precedenti analisi che lo indicavano in eccesso, conferma la necessità di cambiarlo dopo ogni periodo prolungato di chiusura della scuola. Quindi, è stato cambiato il 20 giugno, come denunciato dal responsabile dell’Arpam Luciano Benini. Però, a questo punto, le cose sono due: o la Ceccarelli, pur essendo la dirigente scolastica della Rodari, non sapeva che il filtro era stato cambiato oppure sapeva e nonostante questo ha dato la colpa dell’eccesso di nitriti all’Arpam dicendo che forse aveva analizzato l’acqua ristagnata. Nel primo caso, chi ha detto al tecnico che quel giorno l’Arpam avrebbe fatto nuove analisi, chi lo ha fatto entrare nella scuola e gli ha dato l’incarico di cambiare il filtro? Nel secondo caso, l’assessore ha mentito sapendo di mentire, in più mettendo in discussione la professionalità dei tecnici di un ente autorevole”.

Chiosa della Crescentini: “Considerato che il comunicato pubblicato dai giornali non è firmato dall’assessore a suo nome, ma dal Comune (congiuntamente ad istituto scolastico Pirandello, Arpam e Asur), la richiesta di chiarimento è allargata a tutta la giunta, sindaco compreso. Le rassicurazioni dell’Asur sul fatto che, vista la bassa quantità di acqua assunta dai ragazzi, non dovrebbero esserci conseguenze per la salute, mi fanno piacere, ma non esimono l’assessore dalle sue responsabilità, almeno politiche. E’ scritto anche, nel comunicato, che docenti e organi collegiali della scuola valuteranno se portare avanti il progetto “Acqua di rete”, ossia se mantenere l’impianto di purificazione dell’acqua o disinstallarlo. Le dichiarazioni degli esperti, secondo i quali bere l’acqua già potabile del rubinetto senza filtri purificatori è meglio, hanno messo in dubbio la validità del progetto. Non la sua valenza pedagogica: è corretto educare i ragazzi al consumo responsabile e sostenibile. E’ in dubbio la modalità con cui il progetto è stato portato avanti. Ossia l’avere installato un impianto costoso e che può rivelarsi controproducente, come si è rivelato in questo caso”.

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