Arrigoni (FdI-An-Pesaro): “L’obbligo all’esposizione della tabella descrittiva dei lavori, non è legge nel Comune di Pesaro?”

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1 settembre 2014

Fabio Arrigoni*

Il testo Unico Edilizia di cui al D.Lgs. n. 380/2001 (riprendendo quanto disposto dall’art. 4 della Legge 47/85), “obbliga l’Impresa esecutrice dei lavori, all’esposizione del cartello (tabella) contenente i dati indispensabili per individuare la concessione e i responsabili dei lavori, nonché a tenere in cantiere copia del permesso di costruire”.

RodariA Pesaro però evidentemente le cose non funzionano così, o per lo meno non funzionano cosi per chi è chiamato a svolgere lavori commissionati dall’amministrazione comunale che si sente in diritto di stabilire le regole sul proprio territorio soprattutto se ha urgenza di riparare a proprie lacune cercando di farle passare in fretta sotto silenzio.

Dice la legge nel testo, che la tabella “deve essere collocata all’ingresso del cantiere in modo da poter essere chiaramente leggibile, possibilmente dall’esterno del cantiere stesso”. Inoltre l’articolo 90, comma 7 del D.Lgs. 81/2008 dispone che in tale cartello informativo di cantiere debbano essere riportati i nominativi del Coordinatore in fase di Progettazione e d’Esecuzione.
Vi è inoltre un chiaro riferimento alle dimensioni della suddetta tabella, poiché è chiaramente specificato che“le dimensioni e la tipologia di cartello di solito sono stabilite dal Capitolato Speciale d’Appalto di ogni singolo lavoro.
Per i lavori pubblici, la Circolare Min. LL.PP. n. 1729/UL del 1990, stabilisce che le dimensioni minime del cartello” sono 1 m (base) x 2 m (altezza).
RodariSempre riguardo gli appalti pubblici, è stabilito che nella tabella devono essere pubblicati tutti i nominativi delle eventuali imprese subappaltatrici con i relativi numeri di iscrizione alla camera di commercio. (D.Lgs. 163/06 )
Infine si ricorda che il cartello di cantiere “deve altresì contenere, ai sensi dell’art 12 del D.Lgs.37/08 il nome delle imprese installatrici e degli eventuali progettisti degli impianti tecnici”.

Ebbene, dopo ripetuti sopralluoghi nei pressi della scuola, “Rodari” di Via Recchi si evince la totale mancanza della tabella prevista, i destinatari dell’obbligo vanno individuati nel titolare del permesso di costruire, nel committente, e nel direttore dei lavori.
Tenuto conto che l’inadempienza di questa che sembra una semplice formalità comporta una sanzione elevata oltreché sanzioni penali che vengono comminate alle aziende trovate in fallo, riteniamo questa mancanza un ulteriore prova di arroganza data da questa amministrazione che si sente al di sopra delle regole, e della leggerezza che sembra aver sempre avuto nel “trattare” tutta la vicenda “Rodari”.

*FdI-An-Pesaro

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