Pazzaglia (M5S) e l’altra faccia della raccolta differenziata

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1 settembre 2014

Consiglieri M5S Pesaro

Apprendiamo dai giornali che è in cantiere un cambiamento nella gestione dei rifiuti che consisterebbe nel ritorno alle isole ecologiche accessibili con tessera magnetica, nel centro storico della nostra città. Questa soluzione sembra spinta da esigenze legate al decoro del nostro centro (giustamente sollevate dai cittadini).
Vorremmo però proporre qualche riflessione affinché il problema rifiuti non sia solo un problema di decoro. I rifiuti sono l’ultimo anello di una catena di mercato che segue un modello di crescita materiale senza limiti, in un mondo fisicamente limitato.
A Pesaro i valori della percentuale di raccolta differenziata sono interessanti (68% anno 2013), molto meno la quantità pro-capite prodotta (685 kg/anno risultando il comune con il valore più alto nella provincia secondo solo a Gabicce. Valore superiore di oltre 30% rispetto alla media nazionale). E’ su questo dato che si auspica un intervento e una strategia. Infatti, il decoro urbano portato a motivo del ritorno alle isole ecologiche, si ottiene SOLO con una politica seria di riduzione della quantità di rifiuti prodotta e conferita, introducendo la tariffazione puntuale affiancata ad una raccolta porta a porta precisa e ben organizzata.
Ci spaventa una politica dei rifiuti fatta di slogan che nasconde dietro le isole ecologiche alcune logiche di “mercato” poco in linea con la tutela e salvaguardia dell’ambiente, delle persone e della città. Le isole ecologiche garantiranno solo un aumento del volume di rifiuti per le discariche vicine e lontane e non garantiranno alcun decoro visto che lo stazionamento dei rifiuti sarà permanente.
Quali cambiamenti sono quindi necessari ?
Qual è il ruolo della politica in questi cambiamenti?
La politica dovrebbe intervenire stabilendo degli obiettivi a lungo termine e per il bene comune, non sicuramente con soluzioni frettolose e di circostanza .
Bene, anzi benissimo ottenere una raccolta differenziata “pulita” e a livelli percentuali sempre più alti, ma questa DEVE essere affiancata da una strategia di riduzione della produzione di rifiuti che, e non siamo noi a dirlo ma le normative comunitarie, non può fare a meno di una raccolta porta a porta VERA e RIGOROSA. .
Abbinata alla tariffazione puntuale, che mette in relazione la quantità di rifiuti con la tariffa da corrispondere, il porta a porta ci motiva e insegna a produrne meno e di miglior qualità e selezione.
E’ il Comune che gestisce la raccolta ed è il Comune che può introdurre strategie volte alla riduzione della produzione di rifiuti, siamo noi che dobbiamo farci carico dei problemi e non aspettare sempre che qualcuno li risolva per noi … i rifiuti li produciamo noi, cominciamo a pensare che possiamo contribuire alla soluzione dei problemi … a ognuno la sua parte, ma dal primo cittadino ci si aspettano scelte diverse dal ritorno alle isole ecologiche, la mancanza di sanzioni per chi produce tanti rifiuti, per non parlare della assenza di contenitori per la differenziata ovunque, nelle spiagge, nelle vie del centro storico. Abbiamo ancora tanta, ma tanta strada da fare!
Consigliamo di dare un’occhiatina a esperienze di comuni non tanto lontani come Capannori, vero esempio di virtuosa politica di gestione e riduzione dei rifiuti!

 

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