Miscela esplosiva: per l’Alma è l’anno del riscatto?

di 

2 settembre 2014

Alma Juventus Fano golSandro Candelora

FANO – Prendete una buona dose della meglio gioventù. Quella giusta, di qualità garantita. Aggiungete a piene mani provvida esperienza. Di quella che non tradisce mai. A corredo, mettete un pizzico di saggezza, figlia della lunga pratica di vita e di calcio. Amalgamate il tutto nel contenitore colmo di attese, speranze e nuove, malcelate ambizioni. Otterrete il mix di certo interessante, forse importante e chissà se anche vincente che caratterizza l’Alma della stagione che va ad iniziare.

La ricetta preparata con cura e finalmente nei tempi comandati dal sagace Canestrari pare in effetti avere tutti gli ingredienti idonei per essere gustata a fondo dal popolo granata, che si augura in cuor suo gli possa poi restare a lungo in bocca il dolce retrogusto della vittoria.

Continuità, voglia di affermarsi e chiarezza di idee: ecco i criteri fondanti di un progetto che è sembrato stimolante fin dal suo nascere e che attende ora solo la prova inappellabile del campionato. Lo scheletro della squadra, lo zoccolo duro su cui tutto poggia, fornisce ampia affidabilità. Gente come l’istrionico ma superlativo Ginestra, capitan-coraggio Nodari, il mago delle geometrie Lunardini, il geniale Borrelli e la coppia di frombolieri formata da Gucci e Sivilla, dai quali si attende un congruo bottino di reti, in categoria ce l’hanno davvero in pochi. I loro elevati standard individuali, il desiderio ancora intatto e la capacità di esempio sono in grado di fungere da formidabile catalizzatore nei confronti dei tanti ragazzi di valore che li circondano e che minacciano letteralmente di esplodere.

Questo può essere infatti l’anno della definitiva consacrazione di Favo, che ha fisico, passo e personalità per diventare un centrocampista completo. Anche di Clemente, cui non manca nulla per seguire le orme di Cazzola junior, al quale somiglia moltissimo per facilità di corsa, potenza atletica e ahimé finanche per la tendenza a perdersi in un bicchier d’acqua. E di Sassaroli, Lo Russo, Cesaroni, perché no? Altri elementi (pensiamo all’umile Fatica, al duttile Sebastianelli, ad un Mistura in decisa crescita) torneranno preziosi e certuni potrebbero rivelarsi inaspettate sorprese. Ad Alessandrini il compito di gestire con la sapienza che gli è propria la chimica di un esperimento tale da stuzzicare in primis un Gabellini tornato ad essere quello pimpante ed estemporaneo degli esordi. Il risultato finale sarà dinamite pura? Un forte petardo? O un semplice tric-trac? La parola alla giuria. Pardòn, al campo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>