Neppure un black-out interrompe le magie della Sagra Musicale Malatestiana. Trionfo per Tzimon Barto e la Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Christoph Eschenbach

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2 settembre 2014

RIMINI – Neppure un improvviso calo di tensione della rete elettrica e una successiva interruzione di energia, sopraggiunta quando mancavano poche note alla conclusione del concerto hanno disturbato una serata magica offerta dalla Sagra Musicale Malatestiana.

Christoph Eschenbach

Christoph Eschenbach

Magie regalate a piene mani dalla Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Christoph Eschenbach, 74 anni portati magnificamente, soprattutto dall’istrionico Tzimon Barto, un pianista che va oltre i limiti, imponendo al pianoforte suoni che sembrano inavvicinabili ai comuni mortali.

Eppure il secondo dei cinque concerti sinfonici inseriti nella 65esima edizione della Sagra Musicale Malatestiana era iniziato in sordina. Qualche vuoto di troppo in platea – ma, intendiamoci, si tratta sempre di almeno 1.500 spettatori che in altri luoghi scatenerebbero uffici stampa e gazzette – dovuto, forse, alla giornata, un lunedì che ha fatto piombare la Riviera in un’atmosfera assai peggio che autunnale, che non sembrava premiare il programma e gli interpreti. Vero è che il primo brano in programma – Les Offrandes oubliées di Olivier Messiaen – è stato accolto tiepidamente. Ma è un brano di non facile ascolto, crediamo. Eppure l’interpretazione offerta dai giovani musicisti è stata maestosa, ma gli applausi sono sembrati rituali.

Poi, la magia, già all’apparizione, portata nello splendido Auditorium Sala della Piazza – Palacongressi di Rimini, di Tzimon Barto. Il pianista della Florida sembra… Arnold Schwarzenegger. Fisico da culturista, sguardo magnetico, entusiasmo trascinante. E l’esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 16 di Edvard Grieg è stata un trionfo. Trenta minuti senza un attimo di respiro, con travolgenti passaggi dagli adagi più suggestivi agli allegri più entusiasmanti. Il pubblico (ancora una volta presenti decine d’appassionati pesaresi) ha apprezzato molto un’esibizione dolce e allo stesso tempo violenta, meditata, ma anche scatenata. Applausi infiniti che hanno strappato un delicato bis, “Un piccolo tangolo…” ha annunciato Barto, “Oh, scusate, un piccolo tango”. Ed è stato ripagato ancora, dopo un’esecuzione gioiosa, anzi giocosa, con un uragano di applausi. Crediamo che Tzimon Barto difficilmente dimenticherà la serata riminese.

Anche per l’improvviso black-out che ha lasciato al buio la capitale del turismo italiano. In verità, lui aveva concluso le sue fatiche e forse era già in albergo, dove altri turisti sono rimasti sorpresi. Come la Gustav Mahler Jugendorchester e il direttore Christoph Eschenbach, che stavano concludendo 50 minuti sublimi, con la Sinfonia n.5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il’ič Čajkovskij. L’intensità delle luci è diminuita, improvvisamente, poi è tornata alla normalità, infine il palcoscenico e il grande Auditorium sono rimasti al buio, ma Eschenbach e l’orchestra, imperturbabili, hanno portato a termine l’esecuzione, meritando gli applausi riconoscenti di un pubblico che, a dispetto del frenetico correre degli addetti ai lavori, preoccupati che qualcuno potesse rimanere bloccato negli ascensori, non voleva lasciare il Palacongressi riminese.

Tzimon Barto

Tzimon Barto

E domani sera, mercoledì 3 novembre, sarà il pubblico che gremirà la Semperopera di Dresda, ad apprezzare Barto, Eschenbach e la Gustav Mahler Jugendorchester, che proporranno un programma diverso, aprendo ancora con Les Offrandes oubliées di Olivier Messiaen, ma proseguendo con Wolfgang Rihm (Concerto per piano n. 2) e Anton Bruckner (Sinfonia n. 7 in mi maggiore)

Per quanto riguarda il prossimo appuntamento, da non perdere, della Sagra Musicale Malatestiana, è in programma giovedì 4 settembre, alle ore 21, con la London Philarmonic Orchestra diretta da Vladimir Jurowski, con il violoncello di Truls Mørk; in programma il Concerto per violoncello e orchestra in si minore op. 104 di Antonin Dvořak e la Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 di Johannes Brahms.

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