Frega, Cgil Silp: “Caro Renzi annunciamo lo sciopero perché non ne possiamo più”

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5 settembre 2014

Pierpaolo Frega*

 

Caro Matteo Renzi, Cari Politici, Cari cittadini,
Arrivare ad annunciare uno sciopero è un messaggio forte, inedito per noi appartenenti alle FFOO, ma è anche il segnale di una categoria di lavoratori che non ne puó più.
Non ne puó più dei vostri annunci reiterati negli anni, delle innumerevoli prese in giro nei confronti del comparto sicurezza, non ne puó più di fare da materasso tra voi e la società, non ne puó più di rischiare la vita per quattro soldi, non ne puó più di essere sempre il collante per la tenuta della pace sociale.

Pierpaolo Frega

Pierpaolo Frega, segretario provinciale del Silp

Nessuno di noi sa cosa accadrà e se mai arriveremo allo sciopero, di certo è che se così fosse, voi verrete ricordati come “quelli che fecero l’impresa”, ma sarebbe un’impresa di cui non ne portereste il vanto bensì l’onta.
Ci sentiamo smarriti, abbandonati, nemmeno sedotti, perchè almeno avremmo qualcosa da rimpiangere, ma voi che ci governate, voi, cui noi abbiamo giurato fedeltà alle istituzioni democratiche della nostra Repubblica, ci avete pian piano tolto ogni illusione.
Chiedetevi perchè negli indici di gradimento e fiducia nelle istituzioni le FFOO sono sempre davanti, ai primi posti, per i cittadini, mentre voi classe politica arrancate nelle ultime posizioni.
Chiedetevi perchè all’indomani dello sciagurato G8 di Genova, abbiamo dovuto recuperare la fiducia della nazione, per le scelte sciagurate della politica che cercava, in un disegno scellerato il ritorno della tensione sociale, riuscendoci in pieno tornando ad essere un riferimento per la società.
Chiedetevi perchè nonostante tutto siamo in prima linea da Lampedusa alla Tav, con la stessa professionalità serietà correttezza e solidarietà, la stessa che profondiamo nelle strade cittadine ogni giorno, tutelando quella sicurezza che voi chiedete ma che rappresenta comunque un costo, un costo che pagano i cittadini che sono sempre più insicuri, ove la microcriminalità sta colpendo dritta al cuore, dove la necessità di autotutela è sempre maggiore. Voi che per contenere i costi decidete la chiusura dei presidi di Polizia e Carabinieri, voi che arretrate di fronte alla malavita ed alle tutele dei cittadini onesti che pagano le tasse, giustificandovi con il contenimento delle spese.
E tu Caro Matteo Renzi, che affermi di incontrarci, solo dopo che minacciamo lo sciopero generale, dicendo che non cederai ai ricatti, ma sai a quanti ricatti e compromessi lo stato ci ha messo di fronte negli anni? Non è un ricatto che per garantire il controllo del territorio siamo costretti a pattugliare le strade con mezzi stracarichi di chilometri, che non passerebbero una revisione, che se non mettiamo mano al portafogli non ci sono nemmeno le divise per fare servizio, che nei servizi investigativi, molto spesso siamo costretti ad anticipare spese che verranno rimborsate mesi dopo, togliendo risorse alle nostre famiglie, che sono cinque anni, non un giorno che non ci aumentate un euro in busta paga e continuate a fare promozioni in bianco, ovvero aumentando responsabilità a costo zero? Che permettete di chiamarci “cretini” ma tollerate chi alle manifestazioni ci mena?
Dici che 5 forze di Polizia sono troppe in uno stato ma non avete il coraggio di fare una riforma in questo senso, dove forse più che spending review sarebbe opportuno unificare i corpi di polizia generalista e attuare una riforma della Guardia di Finanza facendo una vera e propria polizia tributaria che scovasse tutti gli evasori fiscali. Solo dal recupero dell’evasione fiscale si potrebbero ripianare tanti mali dello stato e rimettere mano ai contratti pubblici, ma mai la politica si è mossa seriamente in quella direzione, anzi ci si è preoccupati del salvataggio indiscriminato delle banche, dell’Alitalia, della Fiat, premiando gli stessi manager che le avevano affondate.
Noi abbiamo svolto e svolgeremo SEMPRE il nostro lavoro, pardon la nostra MISSIONE, con la serietà la dedizione e la professionalità che ci è solita, sempre dalla parte dei cittadini, ricordando per chi lo avesse dimenticato che donne e uomini in divisa sono loro stessi abitanti e cittadini delle città dove lavorano che oggi di fronte a mutui, aumenti delle tariffe, impegni bancari, non bastano più promesse e pacche sulla spalla, ma la tua risposta superficiale è l’ennesima dimostrazione dell’indifferenza che la politica ha nei confonti delle donne e degli uomini in divisa.

*Il segretario provinciale
Pierpaolo Frega Silp Cgil 

 

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